In campeggio nell’estate del 1998 avevo i capelli mossi, gli occhi grandi e indossavo pantaloncini di cotone azzurro. Credevo che tutto sarebbe andato bene e vivevo il presente avvolta in una fantasia d’amore.
Neapolis: Tori Amos
L’8 luglio al Neapolis, finalmente dopo tanti anni sono riuscita a vedere Tori Amos dal vivo, la piccola dea rossa che, dopo un inchino, s’è seduta tra piano e organo e ha dato vita ad un concerto forte e sensuale.
La scaletta è stata bellissima, forse per chi non la conosce è risultata pesantuccia, anche perché la durata di ogni canzone girava attorno ai 7/8 minuti e più, ma chi la ama ha apprezzato moltissimo. Alcuni tra i pezzi più belli del suo repertorio: Original Sinsuality, Crucufy, Yes Anastasia, Little Earthquakes, Amber Waves, Improv – Sweet The Sting, Purple Rain, Blood Roses, Cars And Guitars, Improv – Northern Lad, Improv (tubular bells) – Spring Haze, Barons Of Suburbia. Certo mi sarebbe piaciuto sentire Cornflake Girl o Father Lucifer, Precious Things e Hey Jupiter, che e tante altre canzoni, ma è stata grandiosa lo stesso.
Dopo di lei si è esibito Nick Cave. Una esibizione di fuoco con dei musicisti invasati e le persone che si lanciavano sul palco da una distanza enorme, e lui ringraziava e ringraziava dicendo in tono cavernoso: grazie Napoli, grazie Napoli.
L’Arena Flegrea ha una ottima acustica ma le nostre tenere carni hanno risentito della durezza del travertino.
Giardino
Nel mio giardino non ci sono alberi di limone.
Nel mio giardino il sole ha spaccato il terreno, il vento ha divelto il cancelletto che ora, interrato e confuso alle erbe maligne, si contorce dolorosamente.
Certe volte viaggiatori solitari si affacciano.
Per guardare oltre l’arido sterro dell’entrata fanno pochi passi in avanti, ma subito ritirano il piede davanti all’intricato intreccio di rovi che a un certo punto ostacola il cammino.
Nel mio giardino non c’è falda sotterranea che alimenti fiori o frutti selvatici, l’erba cresce dopo la pioggia e brucia al primo sole.
Dal mio giardino anche gli insetti sono fuggiti.
[Addii]
Vestiti neri e occhi dipinti non fanno di me una strega o una fata, ma solo una bimba che sola cammina. Discorsi eruditi e linguaggio forbito non fanno di me una donna di sapienza e di verbo, ma solo l’ombra di un’apparenza. Né le tue mani strette all’ancora circolare di un’auto rossa, fanno di te un pilota di formula uno. Né le mie scarpe col tacco daranno alle mie anche la giusta andatura. Né un calendario fermo sempre allo stesso mese potrà evitare che le stagioni svaniscano.
Tu mi raccogli tra i tuoi pensieri. In questa assenza di spazio mi adagio. Gli istanti scadono come grani dalla pigna.
Vestiti neri e occhi dipinti non fanno di me una strega o una fata, ma solo una bimba che sola cammina. Discorsi eruditi e linguaggio forbito non fanno di me una donna di sapienza e di verbo, ma solo l’ombra di un’apparenza.
Né una triste musica profumata di allegria può dare al tuo addio il gusto di una pietanza esotica.
Nei miei sogni

Nei miei sogni e nella mia insonnia.
Su verità e menzogna fuori dal senso morale
Ho appena finito di leggere Su verità e menzogna fuori dal senso morale di F. Nietzsche, questi che seguono sono i miei appunti.
[Lontani]
C’è l’attesa trepidante, la delusione, l’imbarazzo, la pausa, la paura, il gelo che scende tra due persone le quali, prima, avevano molto da dirsi ma, adesso non trovano più uno spazio comune. Non avrei mai pensato che tra noi potesse accadere, che il nostro silenzio potesse assumere le fosche tinte della fine di un sogno bellissimo, della sua trasformazione in incubo, per me il silenzio tra noi è un incubo.
[Vicini]
Il suo sorriso fugge, gli occhi mi scrutano quando sono distratta. Mi ama da lontano. Apprezzo questo suo bene fatto di attesa, di cene e celluloide. Apprezzo le sue mani discrete. Lui non sa bene, io stessa lo scopro adesso, che tra il mio chiasso e il mondo, il suo sussurrare delicato, adesso mi riempie.
I’m Nobody! Who are you?
EN (audio)
I’m Nobody! Who are you?
Are you – Nobody – too?
Then there’s a pair of us!
Don’t tell! they’d advertise – you know!
How dreary – to be – Somebody!
How public – like a Frog –
To tell one’s name – the livelong June –
To an admiring Bog!
IT nella versione di Barbara Lanati
“Io non sono nessuno! Tu chi sei?
Anche tu sei nessuno?
Bene, allora saremo in due!
Ma non dirlo a nessuno!
Ci caccerebbero- e tu lo sai!
Che orrore-essere-Qualcuno!
Che volgarità-come una rana che ripete il suo
nome tutto il mese di giugno a un pantano
che la sta ad ammirare!”
ES en versión de Silvina Ocampo
¡Soy nadie! ¿Quién eres?
¿Eres — nadie — también?
¡Somos entonces un par!
No lo digas son capaces
de descubrirlos — lo sabés.
¡Qué horrible — ser — alguien!
Qué impudicia — como una rana —
Decir vuestro nombre — todo el santo día —
a un admirativo pantano.
Emily Dickinson, 1891