Non avevo capito niente, Diego De Silva

Non avevo capito niente
Diego De Silva
Einaudi
2007, 309 p., brossura
Questa è la storia di Vincenzo Maliconico, avvocato di scarso successo, diviso tra una casa arredata con mobili Ikea e uno studio condiviso con altri professionisti, di imprecisa definizione e fortuna. Mollato dalla moglie, con la quale continua, di tanto in tanto, a fare sesso, cerca di mantenere un buon rapporto con i complicati figli adolescenti. Vincenzo Malinconico si sente sempre inadeguato, incapace, ogni vittoria della sua vita gli appare come un grandissimo colpo di fortuna, in un mare di sfiga. Due fatti (per lui) incredibili, interrompono il piagnisteo della sua autocommiserazione, l’incarico per la difesa di Mimmo ‘o Burzone, un becchino di camorra, e l’interesse romantico di Alessandra Persiano, la più bella del tribunale.
Le riflessioni digressive del personaggio principale, nonché voce narrante, vere protagoniste del romanzo, costruiscono un mondo buffo, nostalgico, fatto di ingiustizie e solitudini, che il più delle volte fa ridere per non piangere.
Superate le prime 25/30 pagine il libro corre leggero verso la fine.
Di compagnia.
Recensione postata anche su Anobii qui.
Destinação Lisboa #3 Céu da Mouraria espera por mim!
Quando ho aperto questo blog, nel 2005 su Splinder, c’era un sottofondo musicale, come si usava una volta nei siti internet. Si può parlare di “una volta” ormai. La musica di sottofondo di questo blog era
Dalla fantasia alla realtà:
#1 comprare i biglietti aerei;
#2 comprare i biglietti del treno;
M.C. Escher – Creating The “Snakes” Woodcut
Destinação Lisboa #2 um trem para Roma
Seconto step. Ho prenotato il biglietto del treno per Roma, quello per il giorno in cui volerò a Lisbona. Ho preso il primo treno Italo disponibile, anche se parte all’alba, perché temo un contrattempo, un ritardo, un mio errore. Voglio arrivare con largo anticipo. Al rientro prenderò un regionale, per tornare lentamente.
Dalla fantasia alla realtà:
#1 comprare i biglietti aerei;
My Favorite Things (Album di John Coltrane)
My Favorite Things è un disco suonato e inciso da John Coltrane, qui al sax soprano, accompagnato dal suo quartetto storico formato da McCoy Tyner al pianoforte, Steve Davis al contrabbasso, Elvin Jones alle percussioni.
Comprende le tracce:
- My Favorite Things (Richard Rodgers) – 13:41
- Everytime We Say Goodbye (Cole Porter) – 5:39
- Summertime (George Gershwin) – 11:31
- But Not For Me (George Gershwin) – 9:35
Fu pubblicato con l’etichetta Atlantic Records nel 1961 ed è un pilastro della musica jazz.
Oltre a tutto ciò, è anche uno dei miei album preferiti in assoluto. Rimando a Wikipedia IT|EN, per conoscere qualcosa di più “storico” sull’album e sulla titletrack IT|EN.
Per quanto mi riguarda possono solo dire che è, per me, energizzante e avvolgente, quando lo ascolto mi sento abbracciata da un luce positiva, confortante e calda. Mi spinge a muovermi, a pensare creativamente, a essere fiduciosa verso ciò che sto facendo e, soprattutto, a riflettere su ciò che di buono c’è nella mia vita.
Per chi la desidera, qui c’è una spiegazione molto più tecnica e approfondita.
La mia paura sono io
Mi addormento pensando: domani ce la farò. Al mattino lotto contro la coscienza: se mi sveglio dovrò alzarmi, se mi alzo il fallimento arriverà puntuale e mi sentirò peggio. Certe volte, come stamattina, riesco persino a vestirmi e pettinarmi. Resto seduta sul bordo del letto, pronta per uscire, le lancette scorrono, è tardi. Mi spoglio, resto a casa.
Avevo paura del mondo, delle catastrofi, degli imprevisti e degli altri esseri umani, la variabile più crudele di tutte. Non uscivo mai di casa. Tra quelle quattro mura avevo tutto, anche la libertà di avere rapporti solo con chi mi piaceva davvero, senza l’ipocrisia delle relazioni sociali comuni. Attraverso internet potevo essere ciò che davvero volevo. Leggevo, scrivevo, discutevo, ragionavo, mi divertivo e piangevo. La mia paura dell’esterno non mi sembrava così grave, tutti hanno paura di qualcosa, chi più chi meno, tutti adottano strategie di sopravvivenza. Anche la mia era una strategia di sopravvivenza.
La paura sembrava che andasse e venisse, per un po’ pensavo di averla superata, poi quella tornava. Un giorno ho capito che, invece, la paura è proprio una costante, ero io a non farci sempre caso, dunque ho cominciato a tenerla d’occhio e ho notato che dipendevo da essa completamente.
Ho trascorso anni ad avere paura dell’esterno e a considerare la fuga un automedicamento, poi l’esterno è arrivato fino alla porta della mia stanza. Interagire con la mia famiglia è diventato impossibile, scambiamo sempre meno parole, passiamo assieme pochi minuti al giorno, il tempo di mangiare qualcosa velocemente a pranzo e a cena. Mi sono resa conto che la mia strategia di sopravvivenza era sbagliata quando ho visto altri usarla e stare peggio di me. Ho pensato di dover cercare aiuto, ma se avevo capito di avere bisogno di aiuto non era tanto grave la mia condizione. Mi sono sentita in colpa perché mi dicevano “sei intelligente” e se sei intelligente non sbagli strategia di sopravvivenza, mi state mentendo? é colpa mia e non del mondo, mi sono detta ogni volta che la paura mi ha paralizzata e non ho reagito.
Dopo un po’ di tempo l’esterno è entrato nella mia stanza, nella quale non riesco a gestire né l’ordine né la pulizia. La volontà mi manca. Il letto disfatto, i cumuli di vestiti e di libri, tanta polvere. Queste cose non hanno significato, il caos non mi tocca, tutto è caos basta farci l’abitudine.
Una regola dell’esistenza è che hai appena il tempo di fare l’abitudine a qualcosa che tutto cambia. L’esterno è diventato il mio stesso corpo. Era difficile tenerlo pulito e in ordine ma, in fondo, perché farlo? Non ti prendi cura del tuo nemico.
Non c’è nulla che possa difendermi dal mio corpo a parte una fuga da me. Ho riflettutto su questo passaggio e sono giunta alla conclusione che il mio corpo è sempre stato il mio nemico, perché ogni istante della mia vita è stato un fuga da me. Tra me e l’esterno che tanto mi ha terrorizzata non c’è più differenza. La mia malattia sono io. La mia paura sono io, il mio nemico sono io. Per distruggere il mio nemico devo distruggere me stessa.
Destinação Lisboa #1 voar!
Il primo passo è dato, ho prenotato i biglietti aerei Roma – Lisbona/ Lisbona – Roma. L’ho fatto di notte, direttamente sul sito dell’Alitalia, controllando ossessivamente i dati via via che li inserivo. Mi hanno anche chiesto che tipo di menu desidero a bordo, ho cliccato vegetariano.
Mi sento euforica e non è solo la febbre, super felice, terrorizzata.
Andata:
fine lug 2014
Ritorno:
inizio set 2014
Dalla fantasia alla realtà:
#1 comprare i biglietti aerei;
Destinação Lisboa (si scriverà così?)

Un giorno ho deciso che sarei partita per stare fuori un mese. Volevo vivere un’esperienza che fosse un po’ vacanza un po’ permanenza.
Quest’anno ho preso diverse decisioni, una di queste è stata quella iniziare a studiare il portoghese, del quale sono innamorata da anni. Mi piace il suono, mi piace la musica brasiliana, il jazz, mi piace il fado portoghese.
Il Portogallo, a detta di molti, è un paese depresso e che vive una crisi più profonda di quella italiana, assieme alla Grecia sarebbe l’ultima ruota del carro economico europeo. Ciò che leggo in rete non è, però, così sconfortante. Come sarà lo spirito portoghese?
Passarò a Lisbona tutto il mese di agosto, scoprirò se mi piace e se io le piaccio. Forse, alla fine, non sarò più così innamorata. Oppure sì, di più! Per ora ho solo voglia di partire. Non mancanoi timori. Il primo, fra tutti, è quello della solitudine. Farò questo viaggio da sola, è una sfida e un’occasione per imparare di più su me stessa. Ho un forte mal di testa preventivo all’idea di dover continuamente tradurre dall’italiano al portoghese i miei pensieri, ho paura di ammutolire per la stanchezza a un certo punto.
Per ora, nonostante la decisione sia stata presa, a notte fonda, prevale il senso di irrealtà.
Dalla fantasia alla realtà:
#1 comprare i biglietti aerei;
Soy atea | Sono atea
ES
No creo que existe dios, un plan, la vida después de la muerte. Creo en el azar de la existencia, dudo que existe el alma, creo que mi conciencia de mí misma termina con mi muerte.
Las personas creyentes no están de acuerdo con mi visión de las cosas, porque son creyentes. Es una diferencia irreconciliable de opinión. La única manera de vivir juntos en paz es con respeto mutuo. Toda persona tiene el derecho de sentirse bien acerca de sí mismo en su propia manera.
Algunos creen en Dios, otros en la posibilidad de abandonar el planeta antes de su fin, superar las limitaciones físicas que nos impiden llegar a otros sistemas solares y vivir allí, hasta el colapso de ese otro sistema solar o el final de todo el universo cuando vamos a ser capaces de pasarnos a otro universo o en otra dimensión y seguir existiendo – ciencia ficción para muchos es otro tipo de religión, para mí es un entretenimiento y una manera de entender el mundo.
Muchas personas hacen de sus proprias ideas una religión, yo quiero mantener una mirada laica. La vida a menudo nos sorprende, incluso la muerte puede sorprendernos. Pero si tengo razón nunca lo sabremos.
IT
Non credo che esista dio, un piano, l’aldilà. Credo nella casualità dell’esistenza, dubito fortemente che esista l’anima e penso che la mia coscienza di me finisca con la mia morte.
Le persone credenti non saranno d’accordo con questa mia visione delle cose, perché sono credenti. Si tratta di una divergenza insanabile, ma si può convivere senza problemi, basandosi sul rispetto delle libertà personali.
Ogni persona ha il diritto di star bene con sé stessa a modo proprio. Alcuni credono in dio altri alla possibilità di lasciare il pianeta prima della sua fine, superare i limiti fisici che ci impediscono di raggiungere altri sistemi solari e continuare a vivere altrove, fino al collasso di quell’altro sistema solare o alla fine dell’universo intero, quando saremo capaci di spostarci in un altro universo o in un’altra dimensione e continuare a esistere – la fantascienza per molti è un altro tipo di religione, per me è uno svago ed un modo per capire il mondo.
Molte persone fanno delle proprie idee una religione, io cerco di avere sempre uno sguardo laico.
Dato che la vita spesso ci sorprende, metto in conto che possa farlo anche la morte, ma se ho ragione non lo sapremo mai.

Simone è un coniglio che risponde “caccapupù” a qualsiasi domanda, fino a quando incontra un lupo.
Il mio commento a questo libro è, ovviamente, “caccapupù!”.