Il bambino con la bicicletta rossa, uno spettacolo durissimo in cui si racconta del torbido omicidio del giovanissimo Ermanno Lavorini, dodicenne scomparso da casa a fine gennaio 1969.
Il bambino con la bicicletta rossa
scritto e diretto da Giovanni Meola
da un’intuizione di e con Antimo Casertano
scenografia Flaviano Barbarisi
costumi Marina Mango
ass.te alla regia Annalisa Miele
foto di scena Nina Borrelli
produzione Virus Teatrali, Teatro Insania
Questa settimana è stata ricca di eventi teatrali, ho visto 13 spettacoli, uno dei quali scritto da me e da una compagna di scrittura. Ebbene sì, un mio testo è andato in scena!
I 13 spettacoli fanno parte della rassegna 13 Assassine, ideata dal direttore artistico del Teatro Tram, Mirko di Martino, tredici corti teatrali dedicati ognuno ad altrettante assassine. Fatti di cronaca, più o meno recenti, che diventano spettacoli e vanno a indagare lo spirito, la dimensione psicologica e le relazioni di quelle donne.
Tutto, per me, è nato a novembre del 2018, quando ho partecipato a un workshop di drammaturgia tenuto proprio da Mirko di Martino. Il workshop era centrato sulla scrittura di un corto teatrale true crime, da lì ci è stato proposto di scrivere una corto per la rassegna in programma. Abbiamo lavorato sul testo da fine novembre a fine gennaio, con la supervisione di Mirko, guida generosa e indispensabile, consegnata la drammaturgia alla regista Roberta Misticone, siamo state buone buone in attesa di vedere il suo allestimento.
Il nostro corto, Erba – Era Rosa Bazzi Assassina, è nato lavorando incessantemente sulle dinamiche sviluppatesi nel corso del tempo tra assassina e assassinata, ogni battuta è calibrata con cura, cura ossessiva direi, allo scopo di rendere umanità ai personaggi, ma senza giustificazioni.
Lo spettacolo è andato in scena sabato e domenica, le attrici Livia Berté e Milena Pugliese, erano perfette nei panni dei nostri personaggi, l’una sensuale, caotica e vitale, l’altra infantile, chiusa, dimessa. Esattamente le nostre Raffaella e Rosa. Roberta Misticone ha allestito uno spettacolo di grande impatto, con immagini forti che funzionano in sinergia con il nostro testo.
È accaduta una vera magia creativa.
Ogni spettacolo della rassegna è diverso dagli altri, alcuni sono sicuramente più vicini al mio gusto, altri meno, e pure in ognuno ho trovato qualcosa di interessante, un’idea originale che porto con me.
La rassegna in sé è un evento unico nel suo genere, non solo perché prende spunto da fatti di cronaca attuali, ma perché, senza grandi proclami, dà spazio e tante autrici, registe e attrici, tutte coinvolte nel progetto con le loro professionalità.
Erba andrà in scena nuovamente sabato 13 e domenica 14, ma per tutta la settimana gli spettacoli si ripeteranno a gruppi di 4:
Immagine della locandina tratta dal sito internet del Teatro Tram.
Leonarda Cianciulli di Marina Cioppa, regia di Michele Brasilio, con Consiglia Aprovidolo e Stefania Remino La strage di Erba di Rossella Corsuto e Valeria Salvi, regia di Roberta Misticone, con Milena Pugliese e Livia Bertè Pia Bellentani di e con Leda Conti, regia di Sergio Di Paola Il delitto di Chiavenna di Arianna Cristillo, con Antonio Granatina e Arianna Cristillo, regia di Giuliano Casaburi Rina Fort di Angela Rosa D’Auria, con Elena Fattorusso, Roberta Frascati e Pietro Juliano Erika e Omar di Patrizia Di Martino, con Rosaria Langellotto L’omicidio Nadia Roccia di Claudia Balsamo, regia di Raffele Bruno, con Roberta Aprea e Federica Palo Mascia Torelli di e con Rebecca Furfaro Sonya Caleffi di Sharon Amato, con Antonia Cerullo Daniela Cecchin di Raimonda Maraviglia e Alessia Thomas, regia Silvia Brandi, con Sabrina Gallo Franca Bauso di Milena Pugliese, con Marco Fandelli Lucrezia Borgia di e con Iolanda Schioppi, con Josepha Yavul Pangia Beatrice Cenci di e con Ramona Tripodi
Paspartout è uno spettacolo di improvvisazione e disegno ideato da Omar Galván, che vede in scena lo stesso Galván e Diego Ingold. Entrambi improvvisatori di calibro internazionale che Coffee Brecht ha portato a Napoli questo fine settimana. Omar Galván, argentino, improvvisatore e formatore celebrato, e Diego Ingold, spagnolo, stanno in scena attorno a un tavolo la cui superficie viene proiettata su di una parete o un telo, sul tavolo i loro disegni e quelli forniti dal pubblico come input prima dello spettacolo, prendono da essi forma storie improvvisate.
Un format originale che mostra quanto variegato può essere il mondo dell’improvvisazione, che dall’attitudine sportiva dei match/cath/imprò va alla poesia del teatro più fisico o surreale, passando per i format di genere, tutto con gli stessi strumenti grammaticali di base.
Passpartout è andato in scena SOLD OUT al TIN Teatro Instabile di Napoli, sabato 16 marzo 2019, alle 21 con la collaborazione di Coffee Brecht.
Nel novembre del 1980 avevo tre anni, i miei ricordi del terremoto hanno tutti a che fare con sensazioni fisiche: la nausea sulle scale che ondeggiano, il senso di urgenza di una pipì trattenuta in strada per ore, la fame, i piedi freddi.
Nei mesi e negli anni successivi innumerevoli tecnici del comune, vigili del fuoco, muratori e ingegneri che andavano e venivano da casa mia senza sosta. Pure un cugino che dalla Svizzera venne a Napoli per seguire i fondi destinati alla ricostruzione. I terremotati hanno occupato gli stabili del comune fino alla fine degli anni Novanta.
Il fulmine nella terra. Irpinia 1980 scritto e diretto da Mirko Di Martino, interpretato da Orazio Cerino, racconta i primi momenti immediatamente successivi al sisma, quando gli irpini, il sud, si scoprì italiano, chiedendosi dove fosse lo stato.
Il primo incontro dell’Impro Panaro Cup 2019 ha visto contendersi la vittoria, sul palco del Teatro Nest di San Giovanni a Teduccio, la squadra di Napoli Coffee Brecht e la squadra di Lecce ImprovvisArt. Le due squadre hanno gareggiato sul terreno delle Impro libere brevi, dei Monologhi, delle Canzoni improvvisate e dei generi. Proprio sul finale, quando il fato sembrava favorire ImprovvisArt, Coffee Brecht ha rimontato e vinto l’incontro!
Prima dell’incontro c’è stata l’esibizione dei terzini, prima prova di palco per i “maturandi” dell’ultimo triennio.
L’Imprò è un format Improteatro che unisce il Match e il Theatresports, in cui due squadre, composte da quattro improvvisatrici e improvvisatori, si sfidano a colpi di game e short, suggeriti dal pubblico, sotto lo sguardo severo del/a giudice di gara, che attribuisce penalità e toglie punti, e votati mediante cartellini colorati dalla platea.
La versione partenopea coinvolge il Panaro, contenitore feticcio nel quale vengono custoditi gli input del pubblico.
Chiaro? Parlo “ostrogoto”? Beh il 9 marzo Coffee Brecht sfiderà Estro Destro Pescara, quella è l’occasione giusta per capirci qualcosa, info alla pagina di Coffee Brecht!
Come suggerisce il titolo, che cita il testo d Shakespeare, questo non è quello che è. Lo spettacolo prende a pretesto un’allestimento di Otello a Cipro, per muovere una critica al sistema teatrale, così come si è trasformato negli ultimi quindici anni. Soffocando le piccole realtà nella burocrazia e nella ricerca affannosa di fondi, per cui, non è più l’artista che elabora la proposta e sperimenta per poi incontrare l’ingaggio, ma se lo crea rispondendo a rigidi parametri calati dall’alto, la ricerca teatrale muore.
Visto venerdì 15 febbraio 2019.
This is not what it is. Otello
tratto da Otello di William Shakespeare
di e con Marco Sanna, Francesca Ventriglia
produzione Meridiano Zero
Come scrivevo su Instagram, condividendo una foto del teatro prima dell’inizio dello spettacolo, dato che il rosso, quello delle poltroncine, è il colore dell’amore e ieri era san Valentino, ho voluto celebrare il mio amore per il teatro al Bellini, assistendo a questa messa in scena originale di MacBeth, Macbettu, ricca di suggestioni ancestrali e in lingua sarda.
La forza del testo vive pienamente nella traduzione, sostenuta da un’azione scenica rituale, con attori energici e pulitissimi nelle intenzioni e nei gesti. L’apertura è nel mezzo del sabba, con le streghe che appaiono una a una simili a bestie profetizzanti ironicamente la fine di Macbettu, nell’illusione della grandezza. Le streghe, paradossali e comiche, ritmano i passaggi tra una scena e l’altra, muovendo di fatto la storia. Le forze che animano i desideri più oscuri del cuore umano infettano il mondo. La soluzione delle scene di confronto tra Lady Macbeth, interpretata da un uomo come da tradizione elisabettiana, e Macbeth mortifica in parte il ruolo che lei ha di compagna e artefice della tragedia, ma funziona perfettamente nel discorso complessivo. La tragedia si consuma davanti a noi, in un crescendo di violenza e grottesco, all’interno di quel mondo surreale che è l’inferno di chi paga la propria brama di potere con la solitudine e il sangue, fino al ribaltamento finale.
M A C B E T T U
di Alessandro Serra
tratto dal Macbeth di William Shakespeare
con Fulvio Accogli, Andrea Bartolomeo, Leonardo Capuano, Andrea Carroni, Giovanni Carroni, Maurizio Giordo, Stefano Mereu, Felice Montervino.
traduzione in sardo e consulenza linguistica Giovanni Carroni
collaborazione ai movimenti di scena Chiara Michelini
musiche: pietre sonore Pinuccio Sciola
composizioni pietre sonore: Marcellino Garau
regia, scene, luci, costumi Alessandro Serra
produzione | Sardegna Teatro e compagnia Teatropersona
Regine sorelle è lo spettacolo scritto e diretto da Mirko di Martino che racconta Maria Carolina e Maria Antonietta, sorelle, figlie di Maria Teresa d’Austria, regine rispettivamente di Francia e Napoli. Due giovani donne sole, impreparate ad affrontare un destino più grande di loro.
Sul palco Titti Nuzzolese interpretare 20 personaggi diversi nell’arco di più di un’ora di spettacolo. Un gioco scenico e linguistico che, attraverso il corpo dell’attrice, disegna un intero periodo storico. Benché nel teatro di testo attori e attrici sappiano già dove andrà la storia, una parte del lavoro è proprio sull’innocenza del personaggio, questo spettacolo è una anche una bella lezione sulla caratterizzazione dei personaggi per chi fa impro’.
Regine sorelle
con Titti Nuzzolese
drammaturgia e regia Mirko Di Martino
costumi Annalisa Ciaramella
In scena da tre anni al Teatro Tram.
Gli sfollati è un format di Improvvisazione teatrale ideato e diretto da Giorgio Rosa. Può apparire strano che l’improvvisazione teatrale abbia una regia, e pure è così, può esserci una regia, ma la regia nell’improv ha la funzione di creare occasioni per gli attori e le attrici. E’ un equilibrio delicato, chiaramente. Nello specifico Gli sfollati è un format incentrato sui bombardamenti che colpirono Napoli negli anni Quaranta del Novecento, durante la Seconda Guerra Mondiale.
Ieri lo spettacolo Gli Sfollati è andato in scena all’interno della rassegna di Improvvisazione teatrale concepita da Coffee Brecht, compagnia a scuola di improvvisazione teatrale partenopea, in collaborazione con l’associazione Frammenti e Magma Home.
Stasera a domani ci saranno altri spettacoli qui l’evento.
Gli sfollati
format di Giorgio Rosa
con Maura Bellini Edgardo Bellini Marco Biondi Martina Di Leva Daniele Mennella Silvia Ranucci
costumi Coffee Brecht
Prima domenica del mese, il Museo di Capodimonte, Napoli, continua felicemente ad aderire alle domeniche gratuite, in più trova il modo di regalare alle persone delle performance che rendono la visita ancora più piacevole, come? Consentendo ad alcuni artisti di esibirsi a cappello nelle proprie sale, le esibizioni sono a tema, ovviamente, quindi attori e attrici si fanno guide d’eccezione del museo. Un pulcinella particolarmente elegante ci racconta della fondazione del Museo, una graziosa dama affascina con le storie dei Borbone e un musicista ci educa all’ascolto attivo della musica attraverso pezzi classici e contemporanei.
Le visite teatralizzate non sono certo una novità, specialmente per chi pratica i musei europei, qui da noi sono ancora rare, e pure rendono l’esperienza molto più gratificante. Se una cosa è gratificante perché non ripeterla? Torniamo dove troviamo il piacere, sempre.
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