Categoria: teatro

Notte d’Alba in scena al Napoli Teatro Festival

Notte d’Alba in scena al Napoli Teatro Festival

Un’amica mi ha invitata a vedere Notte d’Alba, monologo biografico sulla scrittrice Alba de Cespedes scritto da Marina Sorrenti, ideato e interpretato da Franca Abategiovanni.
Alba de Cespedes è una delle autrici della mia infanzia, il suo Diario Proibito è stato per anni un modello di scrittura per me, ovviamente nel mio scrivere privato. Politicamente la condizione della donna che emerge dalle sue pagine è parte delle fondamenta del mio femminismo.
Lo spettacolo allestito nel cortile delle carrozze di Palazzo Reale, è stato essenziale, dell’arco biografico della scrittrice è narrata in particolare l’esperienza della Resistenza. Il parallelo con la situazione politica attuale è più volte suggerito. L’attrice molto brava, il testo un po’ troppo narrativo per i miei gusti. Amo altri generi di spettacolo, ma come lavoro è apprezzabile, soprattutto perché De Cespedes è ingiustamente dimenticata dai più e qualcosa che ne ricordasse le vicende biografiche e artistiche andava fatto da tempo.

Notte d’Alba
idea progetto e interpretazione Franca Abategiovanni
regia Gabriella Eleonori
scritto da Marina Sorrenti
scene Alessandra Ricci
aiuto regia Orazio Rotolo Schifone
luci e fonica Desideria Angeloni
service classico light Franco Ferrigno
produzione Pan Productions srls

Il colloquio in scena al Napoli Teatro Festival

Il colloquio in scena al Napoli Teatro Festival

Il colloquio è uno spettacolo teatrale della compagnia Collettivo Lunazione, portato in scena al Napoli Teatro Festival 2020, dopo aver già debuttato in altre città e aver vinto il Premio Scenario l’anno scorso.
Finalmente sono riuscita a vederlo dal vivo, era sulla piattaforma dei Visionari, poi Martina di Leva è una delle mie insegnanti di improvvisazione teatrale e ci tenevo tantissimo a vederlo.
Il giardino romantico di Palazzo Reale, che l’anno scorso era adibito a dopo festival, adesso ospita il palco e un terzo dei posti a sedere, le norme di distanziamento vengono rispettate scrupolosamente da tutto il personale e dal pubblico.
La storia portata in scena è quella di tre donne che attendono di entrare a colloquio con i rispettivi uomini, reclusi in carcere. Le donne sono interpretate da attori, in un gioco teatrale di rimandi e travestimenti, il linguaggio è scurrile e popolare, le storie dei personaggi affiorano tra sogni, aspettative e delusioni.
Uno spettacolo completo, strutturato e ben scritto, nato dalle improvvisazioni e poi elaborato attraverso la documentazione e le interviste alle reali protagoniste di queste vicende.
Covid-19 permettendo Il Colloquio sarà in scena al Bellini quest’autunno.

Il Colloquio
progetto e regia Eduardo Di Pietro
con Renato Bisogni, Alessandro Errico, Marco Montecatino
aiuto regia Cecilia Lupoli
costumi Federica del Gaudio
organizzazione Martina di Leva
Collettivo Lunazione produzione Fondazione teatro di Napoli-Teatro Bellini

In-Sanità arTeatrale. Toccare il cielo con un dito

In-Sanità arTeatrale. Toccare il cielo con un dito

Le scale del palazzo me le mangio, arrivo sul terrazzo, la rassegna organizzata da Mario, Senae e Riccardo tocca il cielo sopra la Sanità, quartiere partenopeo popolare e maltrattato.
InSanità arTeatrale è nata tra amici ed è diventata la prima rassegna dal vivo post lockdown di Napoli, l’emozione di sedermi e farmi raccontare una storia, sentendola vivere sotto la pelle dell’attrice in scena è straniante. Un rituale che ci è stato negato con un taglio netto e improvviso.
Eccomi qui, seduta a un metro di distanza da un’amica, un amico, conoscenti e persone viste in giro, tutte e tutti qui per riprendere da dove si era lasciato.
La rassegna porta in scena quattro spettacoli, ma io riesco a vederne solo due, il primo dedicato alle lettere luterane di Pasolini, un primo studio di Margherita Romeo; il secondo di Riccardo Pisani, dedicato a Gaetano Bresci, in scena Nello Provenzano.
Per il secondo spettacolo ho molte aspettative, la tematica mi è cara, Nello Provenzano è un bravo attore e Riccardo mi ha spiegato come lavora, quindi le scale che portano sul terrazzo le faccio due alla volta, prendo posto in prima fila, saluto amici e conoscenti e mi dedico.
Gaetano, favola anarchica racconta la vita dell’anarchico Gaetano Bresci attraverso una visione poetica rodariana, la libertà è un gioco di bambini, bambini che sanno distinguere il bene dal male.
Bravi, applausi.
Notte di stelle, spettacolo, desiderio esaudito.

Blank on line con Omar Galvan

Blank on line con Omar Galvan

Non so quante persone leggano il mio blog, credo pochissime. A queste pochissime lascio un consiglio last minute: Blank on line con Omar Galvan, uno spettacolo promosso e organizzato da Improteatro.

Omar Argentino Galvan è un’improvvisatore di Buenos Aires, attore, regista e scrittore che con il suo Improtour porta l’improvvisazione in tutto il mondo, ho avuto la fortuna di seguire dei worshop con lui ed è stata una delle esperienze più formative che abbia fatto.

L’anno scorso è stato a Napoli assieme a Diego Ingold, improvvisatore spagnolo, per lo spettacolo Paspartout che univa disegno e improvvisazione, al Tin Teatro Instabile.

Questi i dati ricavati dalla pagina dell’evento Facebook:

BLANK di Omar Galvan
uno spazio vuoto bianco, un attore che agisce, sinapsi multiple per una profonda e pura improvvisazione
visione on line dello spettacolo andato in scena il 29 maggio 2015 durante Improject 2015
rivivremo l’emozione dello spettacolo insieme al suo protagonista Omar Argentino Galvan – Improtour che sarà a disposizione per chiacchierare con il pubblico
sarà l’occasione per scoprire come sarà la nuova edizione di #Improject2020, il Raduno Nazionale organizzato da Improteatro – Improvvisazione Teatrale Italiana a #Chianciano, che quest’anno avrebbe festeggiato i suoi vent’anni in questi giorni…

⚠️ per PARTECIPARE collegati alla piattaforma ZOOM
https://zoom.us/
🔊 qui il codice per entrare nella call 744-776-0487

📍 il link allo spettacolo verrà comunicato un’ora prima dell’evento!

Il link all’evento: Blank on line con Omar Galvan by Improteatro.

Una via maestra è aperta stasera, 5 giugno alle 21, per conoscere un pezzettino, un pezzettino doc, di improvvisazione da casa propria.

Questa voglia di teatro è voglia di vita

Questa voglia di teatro è voglia di vita

Nella foto qui sopra sorrido, perché in quel posto lì, la sede di Coffee Brecht, mi sono divertita e so che mi divertirò ancora, anche se adesso la porta è chiusa. Dentro c’è tutto lo spirito vivo del nostro gioco, lo spirito dell’improvvisazione teatrale.
In questi mesi di fermo sono ingrassata sette kg e mezzo, zoom, google meet e skype mi hanno aiutata a sentirmi meno sola, ma hanno anche trasformato la sedia in una trappola e adesso sento solo tanta, tantissima voglia di correre, di saltare, di stare all’aria aperta e di giocare.

Giocare con gli altri a facciamo che io sono versione adulta ma non troppo, cioè ho voglia di improvvisare, di urlare impro! prima che qualcuno entri in scena, ho voglia di elargire input strampalati ai primini durante la lezione, ho voglia di aver paura di chi sta seduto davanti a me, ma poi pensare che è mio amico e fa il tifo per me.
Ho voglia di muovermi, di ballare, ho voglia di teatro.

Lavoratrici e lavoratori dello spettacolo sono in agitazione perché per loro non c’è un piano di sostentamento in questo periodo di fermo, come se mettere su una piattaforma on line degli spettacoli della Scala di Milano, potesse dar da mangiare a migliaia di artisti locali.

Il teatro è vita per chi lo fa in scena, per chi lo fa dietro il palco, per chi gestisce gli spazi e la comunicazione, per chi ne usa le tecniche per curare ed educare, per l’arte pura e quella bastarda. E’ un rituale, è sacro e si può desacralizzare, è dissacrante e divertente. Ha una dimensione spirituale, intellettuale e materiale. Il teatro è la vita che parla.
Chi non lo sostiene non ama la vita.

La pandemia, il corpo e il teatro

La pandemia, il corpo e il teatro

Ormai da settimane in Italia e in gran parte del mondo, quanto meno il nord del mondo, siamo tutti e tutte chiuse in casa, il lockdown perdura e perdurerà. A parte le farmacie, gli alimentari, i ferramenta e pochi altri negozi, tra cui quelli di elettrodomestici è tutto chiuso, le città sono deserte, vietati gli assembramenti e le riunioni, ogni attività che si svolga corpo a corpo, niente concerti, cinema o teatri.
In un primo momento abbiamo reagito cantando dai balconi, il canto è la più antica forma di comunicazione, cantano gli schiavi, cantano le mondine, cantano le dee. In molti si sono organizzati per continuare le proprie attività attraverso internet, le video chat, le call conference tramite Skype e Zoom, Google. Anche la scuola pubblica si è rimodulata, facendo o preparando un salto tecnologico che altrimenti avrebbe previsto almeno dieci anni. Anche le scuole di teatro cercano di fare una didattica ad hoc sui canali a disposizione.
La pandemia ci costringe a casa sconvolgendo le nostre vite, noi proviamo a restare ancorati alle abitudini e alle passioni come possiamo, il corpo isolato soffre e ci scambiamo messaggi d’amore con parole, letture ed emoticons.
Il teatro è un rituale che non può svolgersi attraverso uno schermo, questa è una verità incontrovertibile, quando ci proviamo il risultato è quello di un surrogato monco. Non è cinema, non è televisione, è corpo a corpo e dove non ci sono i corpi vale un bel testo certo, il riconoscimento dello sforzo, certo, ma ci manchiamo.
Tra tutti i settori quello delle arti dello spettacolo non esiste se non in presenza. L’assenza per chi vive di teatro è invisibilità, questa invisibilità va raccontata per non morire.

Love Cruise – Coffee Hour, l’ora di Improvvisazione teatrale

Love Cruise – Coffee Hour, l’ora di Improvvisazione teatrale

Il 9 novembre siamo andati in scena con Love Cruise all’interno del Coffee Hour di Coffee Brecht. Love Cruise è uno spettacolo di improvvisazione teatrale elaborato da me e Sandra V. ispirato alla serie televisiva Love Boat. A seguirci durante il percorso di allestimento c’è stata Martina di Leva. Abbiamo lavorato duramente per questa long form che presenta una elevata complessità, in quanto più storie si intrecciano contemporaneamente e sono scandite da complicati momenti corali. Trasformare un prodotto televisivo in uno spettacolo teatrale di improvvisazione è un’impresa stimolante, il nostro lavoro ha avuto come focus alcuni giochi standard e poi tutta improvvisazione libera.
L’emozione è stata grande. Tra allestimento della scenografia, prove, spettacolo, smontaggio e tempo di condivisione con la compagnia sono stata completamente assorbita, praticamente il tempo è volato felice. Uno spettacolo di improvvisazione è di per sé un delicato equilibrio energetico, se poi dura un’ora e più, necessita del doppio delle forze creative che si mettono in gioco di solito.

Grazie a Sandra, compagna di improvvisazione e di ideazione del progetto. L’idea di questo spettacolo è nata come una sfida con noi stesse e l’abbiamo vinta ♡.
Grazie a Martiña insostituibile maestra e guida che ci ha messo a disposizione il suo talento, la lucidità e la forza che la contraddistinguono.
L’amore per tutto questo.
Grazie a chi ha sacrificato i fine settimana fuori porta, i venerdì sul divano o al cinema, a chi finito il lavoro invece di tornare a casa a riposare ha scelto di venire a giocare con noi, grazie alle improvvisatrici e agli improvvisatori di Coffee Brecht Massimo, Libera, Diego, Valentina, Silvia, Genny, Sara, Sandra.
Grazie a Giorgio Rosa, direttore artistico di Coffee Brecht Improvvisazione Teatrale, per la fiducia.
La Love Cruise viaggia verso nuove storie, preparate la valigia e salite a bordo.

noi♥ph Laura
I corti della formica edizione 2019

I corti della formica edizione 2019

I corti della Formica è una rassegna di corti teatrali promossa dall’associazione ARIES Teatro ed Eventi ormai giunta alla quattordicesima edizione. Motore e cuore della manifestazione è Gianmarco Cesareo, autore teatrale, radiofonico e docente di teatro.
Confesso di esserci andata per la prima volta quest’anno, in due serate al Teatro TRAM. La manifestazione premia il corto migliore con voto misto del pubblico e di una giuria di giovani.
Nelle serate in cui ho assistito ai corti me ne sono piaciuti due in particolare, gli spettacoli spaziavano dal progetto nato in seno al teatro di quartiere fino a quello di chi ha già con una solida carriera alle spalle. Questo, come è accaduto per 13 Assassine, rende ancora più interessante la manifestazione, perché c’è grande varietà di approcci, testi, scelte di messa in scena, ovviamente di qualità.
Quello sul corto è un lavoro delicato, perché sotto i 20 minuti, addirittura entro i quindici in certi casi, devi lavorare a uno spettacolo completo, che dica tutto ciò che hai in mente.
Certo per chi fa improv ed ha l’abitudine di lavorare con le short, storie complete dai 2 ai 7 minuti, quei 20 minuti appaiono come un’eternità, ma non è scontato, a volte non bastano, altre vengono riempiti di nulla, troppe parole troppi passaggi, troppo di tutto.

Ieri sera c’è stata la premiazione, tra i vincitori c’è l’attrice che mi è piaciuta di più Veronica Milaneschi, che ha anche presentato una drammaturgia originale, un monologo intitolato Storie d’incroci e d’anarchia, simpatico e ben scritto. Vincitori come miglior spettacolo Dead Man Working, un testo sul lavoro di Valerio Bruner con una messa in scena onirica, la regia è di Francesca Romana Bergamo.

Freestyle+Open Mic per il primo Coffee Hour della stagione 2019-2020

Freestyle+Open Mic per il primo Coffee Hour della stagione 2019-2020

La stagione di Coffee Brecht si è aperta con un Freestyle e un Open Mic, due spettacoli giocosi e brillanti, l’Open Mic, come ho già acuto modo di dire qui sul blog, è in realtà il microfono aperto a tutte le persone che vogliono esibirsi, un’occasione per sperimentare e mettersi in mostra, anche con pezzi non improvvisati.
L’altra sera, a esempio, tra il pubblico c’era una Improvvisatrice di Match – il Match è un tipo di improvvisazione affine alla drammaturgia improvvisata, ma molto più imbrigliata nelle regole e caratterizzata da una forte competizione, si gioca in fatti sempre a squadre. Elisabetta, questo il suo nome, è stata immediatamente coinvolta in una libera con esercizi di stile.
Anche una bambina ha avuto modo di essere protagonista di una storia sul palco.
Insomma la serata di inaugurazione della stagione 2019-2010 di Coffee Brecht è filata liscia in modo allegro e coinvolgente.

Visionari TRAM

Visionari TRAM

Ieri sera allo sbigliettamento del teatro TRAM è partita la campagna informativa del progetto Visionari TRAM nel quale sono coinvolta. Visionari è un progetto nazionale, in forma estesa L’Italia dei Visionari, un’operazione di condivisione ed educazione teatrale  completamente gratuita rivolta a non addetti ai lavori, che ha la forma di una gara tra spettacoli, gli spettacoli vengono visionati su una piattaforma dai e dalle Visionarie, poi si vota fino a sceglierne uno solo. Lo spettacolo scelto l’anno successivo entra di diritto nel cartellone del teatro che ha organizzato localmente il gruppo Visionari.
Il progetto è figlio del Kilowatt Festival e girano delle belle foto delle precedenti esperienze, tutte nel nord Italia, infatti il TRAM è il primo teatro al di sotto di Roma ad aderire.
Nel caso qualcuno passasse da queste parti e volesse diventare un o una visionaria, questo è l’indirizzo mail per ricevere informazioni e iscriversi: tram.visionari@gmail.com