In questo workshop abbiamo giocato con le parole, le rime, le assonanze. Spesso capita di giocare delle rime durante le improvvisazioni. A condurlo Maura Bellini e Marco Biondi.



fare memorie per il futuro
Categoria: impro
In questo workshop abbiamo giocato con le parole, le rime, le assonanze. Spesso capita di giocare delle rime durante le improvvisazioni. A condurlo Maura Bellini e Marco Biondi.



Stasera, dopo la lezione prova, c’è stato un Freestyle. Il Freestyle è uno spettacolo di iprovvisazione estremamente dinamico, che unisce improvvisazioni libere a giochi di abilità, ha un’impronta brillante e può durare dai 40 ai 50 minuti. La parte di scrittura del pubblico è relativa agli input suggeriti su un cartellone prima dell’inizio dello spettacolo.

In scena:
Maura Bellini
Martina di Leva
Massimo Magaldi
Diego Purpo
Cretinis è il format di clown improvvisato di Fabio Magnani, attore e formatore straordinario, nonché essere umano meraviglioso, che abbiamo avuto in Coffee Brecht più volte, sia nei moduli di didattica annuale che per il progetto Cretinis. Questa volta, per fortuna, ho avuto anch’io la possibilità di partecipare al suo laboratorio. Il lavoro di Fabio è molto fisico, non solo in scena, anche nella preparazione, e il suo stile di clown estremamente poetico e surreale, un clown naturale che trovi dentro te stessa. Ho amato ogni istante del suo workshop, l’ho anche sudato moltissimo!
Siamo andati in scena con i nostri clown nella cornice del Coffee Hour.

In scena
Valentina Calabrese
Giada Pugliese
Diego Purpo
Silvia Ranucci
Gaia Rubba
Valeria Salvi
Genny Saviano
Sandra Vassetti
Foto di Mauro Frojo.



Il saggio è quel momento in cui metti in mostra il frutto del lavoro di un anno o più anni, che si tratti di tango, swing o teatro, hai l’ansia di esibirti e mostrare ad amici e parenti perché hai saltato quella tale cena di famiglia, perché sei uscito anche con la bufera, perché hai speso duecento euro in scarpe e abiti particolari. Ovviamente non c’è solo l’ansia da esibizione, c’è anche il divertimento, la fine di un percorso o parte di esso, lo stare assieme, la soddisfazione di aver portato fino in fondo qualcosa.
I saggi della scuola Coffee Brecht vanno sotto il nome di Chicchi di Coffee, poiché ogni improvvisatore e improvvisatrice è un chicco della grande famiglia Coffee.Tutti i chicchi sono chiamati a esibirsi alla fine dell’anno didattico, che siano primini o amatori navigati, che abbiano seguito una classe del triennio o un singolo progetto.
Andare in scena è divertente ed è parte del processo di formazione e apprendimento. Queste sono alcune foto dei Chicchi di Coffee 2019, ci siamo esibiti al TIN – Teatro Instabile di Napoli.






I demoni del sogno è stato un rituale magico-religioso più che un workshop di improvvisazione. In due giornate abbiamo esplorato le parti oscure di noi stessi, siamo diventati un corpo unico che respira e si immerge nei luoghi. oscuri della mente. Un’esperienza intensa e bellissima con Gianluca Budini.
Paspartout è uno spettacolo di improvvisazione e disegno ideato da Omar Galván, che vede in scena lo stesso Galván e Diego Ingold. Entrambi improvvisatori di calibro internazionale che Coffee Brecht ha portato a Napoli questo fine settimana.
Omar Galván, argentino, improvvisatore e formatore celebrato, e Diego Ingold, spagnolo, stanno in scena attorno a un tavolo la cui superficie viene proiettata su di una parete o un telo, sul tavolo i loro disegni e quelli forniti dal pubblico come input prima dello spettacolo, prendono da essi forma storie improvvisate.
Un format originale che mostra quanto variegato può essere il mondo dell’improvvisazione, che dall’attitudine sportiva dei match/cath/imprò va alla poesia del teatro più fisico o surreale, passando per i format di genere, tutto con gli stessi strumenti grammaticali di base.
Passpartout è andato in scena SOLD OUT al TIN Teatro Instabile di Napoli, sabato 16 marzo 2019, alle 21 con la collaborazione di Coffee Brecht.
Se fate improvvisazione da almeno tre anni la fame di workshop sarà forte. In genere tutti i mestieri, le attività collegate al mondo del teatro, al mondo artistico, vedono impegnati amatori e professionisti nei workshop, chi li fa chi li fruisce, chi li fruisce e li fa a quelli con minore esperienza. Certo ci sono tanti bellissimi libri teorici sul teatro, ma la riflessione segue sempre la pratica, prima bisogna fare e poi ragionarci sopra, come ci dice Munari certo, nell’arte, come la pedagogia artistica contemporanea, come la ludopedagogia, L’improvvisazione in particolare è soprattutto una tradizione orale.
Lo scambio è alla base della crescita, durante la formazione di base e dopo, vogliamo arricchire la nostra cassetta di lavoro con nuovi strumenti e allenarci il più possibile, anche se non intendiamo andare in scena con la frequenza di chi di quest’arte fa anche una professione, semplicemente perché siamo nel vortice dell’esperienza e non vediamo l’ora di imparare e condividere.
Così ci iscriviamo ai workshop offerti dalla nostra scuola di improvvisazione, partecipiamo a quelli dei raduni di improvvisazione, se ne abbiamo la possibilità chiediamo di partecipare a quelli di altre scuole.
Se nell’improvvisazione si dice che non c’è errore, durante un workshop le cattive abitudini escono fuori tutte, specialmente nei giochi che già abbiamo fatto in precedenza, che pensiamo di conoscere bene.
E’ interessante segnalare che spesso alcuni giochi di improvvisazione si ripetono negli anni e nei vari workshop, ma con un livello di complessità e una funzione diversa a seconda del tuo anno di improvvisazione – si, noi ci “datiamo” dall’anno di improvvisazione.
Un gioco come quello delle sedie, molto simile a quello che si fa da bambini, per cui c’è una sedia vuota e una persona in piedi che deve sedersi, mentre gli altri si spostano per “impedirglielo”, un gioco/esercizio come questo ha un diverso significato se lo fai al secondo anno o al quinto.
Quando un workshop è un buon workshop? il mio parere al momento è che un workshop è stato un buon investimento di tempo e denaro, quando ti permette di spostare oltre il limite dell’abitudine il tuo modo di improvvisare. Quindi non tanto la quantità di giochi che riesci a segnarti sul quadernino degli appunti, che tornano utili di certo, ma soprattutto quanto giocando hai superato quel limite che ti caratterizza durante il corso annuale o le improvvisazioni che fai di solito.
Achille Campanile ingiustamente dimenticato dalla maggior parte dei programmi di letteratura italiana a scuola, è il punto di partenza di una collettanea di atti unici, basati su strutture per loro natura brevi e brillanti, di questo spettacolo allestito nell’ora di Improvvisazione teatrale di CoffeeBrecht, appuntamento fisso in sala Coffee, dove gli amatori sperimentano nuovi format.
150… La gallina canta
spettacolo di Improvvisazione Teatrale
regia Martiña Di Leva
In scena
Ines Antonella Barone
Mauro Frojo
Giulia Gargiulo
Livio Langella
Lucia Lombardi
Clio Di Manna
Eduardo Mignone
Francesca Miraglia
Antonella Pappalardo
Gaia Rubba
Il primo incontro dell’Impro Panaro Cup 2019 ha visto contendersi la vittoria, sul palco del Teatro Nest di San Giovanni a Teduccio, la squadra di Napoli Coffee Brecht e la squadra di Lecce ImprovvisArt. Le due squadre hanno gareggiato sul terreno delle Impro libere brevi, dei Monologhi, delle Canzoni improvvisate e dei generi. Proprio sul finale, quando il fato sembrava favorire ImprovvisArt, Coffee Brecht ha rimontato e vinto l’incontro!
Prima dell’incontro c’è stata l’esibizione dei terzini, prima prova di palco per i “maturandi” dell’ultimo triennio.

L’Imprò è un format Improteatro che unisce il Match e il Theatresports, in cui due squadre, composte da quattro improvvisatrici e improvvisatori, si sfidano a colpi di game e short, suggeriti dal pubblico, sotto lo sguardo severo del/a giudice di gara, che attribuisce penalità e toglie punti, e votati mediante cartellini colorati dalla platea.

La versione partenopea coinvolge il Panaro, contenitore feticcio nel quale vengono custoditi gli input del pubblico.
Chiaro? Parlo “ostrogoto”? Beh il 9 marzo Coffee Brecht sfiderà Estro Destro Pescara, quella è l’occasione giusta per capirci qualcosa, info alla pagina di Coffee Brecht!
Gli sfollati è un format di Improvvisazione teatrale ideato e diretto da Giorgio Rosa. Può apparire strano che l’improvvisazione teatrale abbia una regia, e pure è così, può esserci una regia, ma la regia nell’improv ha la funzione di creare occasioni per gli attori e le attrici. E’ un equilibrio delicato, chiaramente. Nello specifico Gli sfollati è un format incentrato sui bombardamenti che colpirono Napoli negli anni Quaranta del Novecento, durante la Seconda Guerra Mondiale.
Ieri lo spettacolo Gli Sfollati è andato in scena all’interno della rassegna di Improvvisazione teatrale concepita da Coffee Brecht, compagnia a scuola di improvvisazione teatrale partenopea, in collaborazione con l’associazione Frammenti e Magma Home.
Stasera a domani ci saranno altri spettacoli qui l’evento.
Gli sfollati
format di Giorgio Rosa
con Maura Bellini Edgardo Bellini Marco Biondi Martina Di Leva Daniele Mennella Silvia Ranucci
costumi Coffee Brecht
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