In questo workshop abbiamo approfondito la tecnica di recitazione sviluppata da Sanford Meisner, lavorando quindi sulla reazione spontanea, sulla verità del corpo.



fare memorie per il futuro
Autore: lillarainbow
In questo workshop abbiamo approfondito la tecnica di recitazione sviluppata da Sanford Meisner, lavorando quindi sulla reazione spontanea, sulla verità del corpo.



Negli anni ho visto spettacoli di Burlesque in diversi contesti, dal night in cui la performance è un burlesque più vicino allo spogliarello, ma mai integrale, al centro sociale in cui lo spettacolo di burlesque serve a veicolare messaggi più politici, dove ogni corpo è desiderante e desiderabile, con un testo spesso molto duro. Quello di ieri sera unendo varie cose, in maniera leggera e intelligente è stato un vero spettacolo di varietà. L’ironia è la cifra di questa tipologia di spettacolo sempre incentrato sul piacere dei corpi. Le persone possono scegliere di provare questo gioco per vari motivi, per completare la propria formazione, a esempio, perché si vede che c’è lo studio della danza, del mimo, dell’improvvisazione, almeno nella forma del cabaret burlesque, si costruisce un personaggio che è un’alter ego, che esprime parti di sé che sono anche del/la performer, vivendo con maggiore consapevolezza il corpo e giocando con la sensualità, per entrare in contatto con parti della propria persona normalmente assopite, per esibirsi in una cornice divertente con una grande esposizione.
Per il piacere di avere un corpo e di farlo parlare.

Radio Kafé la radio improvvisata di Coffee Brecht, uno spettacolo ideato da Martina di Leva e Diego Purpo, in cui si lavora sulla struttura radiofonica per improvvisare storie e giochi.
Siamo andati in scena nella cornice del Coffee Hour, ultimo appuntamento della stagione di improvvisazione, con alle spalle solo otto ore di prove, ma è andata bene e, nonostante il caldo, la sala era piena.













La storia di Franco Mastrogiovanni, maestro elementare morto in contenzione, antifascista, anarchico, altissimo, prende corpo nel racconto che sul palco ne fa Orazio Cerino, l’incalzare degli eventi si accompagna alla costruzione di una gabbia di legno, scenografia organica al testo di Mirko di Martino.
Alla fine ti manca il respiro, come a Franco.
Bellissimo.

Visto il 25 giugno nell’ambito del Napoli Teatro Festival 2019.
In questo workshop abbiamo giocato con le parole, le rime, le assonanze. Spesso capita di giocare delle rime durante le improvvisazioni. A condurlo Maura Bellini e Marco Biondi.



Essere Dylan Dog o Dylan Dog Experience è una performance interattiva in cui attori e spettatori si mescolano all’interno del mondo del famoso indagatore dell’incubo. Ogni personaggio racconta un pezzetto di storia e conduce lo spettatore, mascherato da Dylan Dog, nell’indagine del momento.
La performance pensata per le mostre mercato di fumetto e animazione, si è svolta anche all’interno del Napoli Teatro Festival.
Visitata il 20 giugno 2019.
Il testo poetico e duro di Sarah Kane accompagnato dalle musiche di Gustav Mahler e P. J. Harvey, l’allestimento insolito di Enrico Frattaroli al teatro Sannazzaro per il Napoli Teatro Festival.
Visto il 23 giugno 2019.

4.48 Psychosis
in forma di “sinfonia per voce sola” di Enrico Frattaroli
con Mariateresa Pascale
Patrizia Polia (soprano)
Diego Procoli (pianoforte)
musiche da Gustav Mahler e P. J. Harvey
elaborazioni musicali / video / scena / regiadi Enrico Frattaroli
produzione Frattaroli-Pascale
in collaborazione con Florian Metateatro – Centro di produzione teatrale
con il sostegno del Festival Internazionale di Andria Castel dei Mondi
Jenga è un gioco di mattoncini in equilibrio, come le vite dei protagonisti di questa storia che si svolge sullo scenario del Wrestling, un po’ finzione un po’ realtà.
Visto al Napoli Teatro Festival il 22 giugno 2019, Cortile delle carrozze di Palazzo Reale a Napoli, foto scattata in questa occasione.
Jenga – L’ultima mossa del becchino
testo e regia Alberto Mele e Marco Montecatino
con Pietro Tammaro, Chiara Vitiello, Marco Fandelli, Marco Montecatino
costumi Elena Soria
scenografia Florian Mayer
trucco Lorenza Mattera
light design Tommaso Vitiello
sound design Gino Giovannelli
voce registrata Gabriele Borriello
produzione Teatro Serra
Stasera, dopo la lezione prova, c’è stato un Freestyle. Il Freestyle è uno spettacolo di iprovvisazione estremamente dinamico, che unisce improvvisazioni libere a giochi di abilità, ha un’impronta brillante e può durare dai 40 ai 50 minuti. La parte di scrittura del pubblico è relativa agli input suggeriti su un cartellone prima dell’inizio dello spettacolo.

In scena:
Maura Bellini
Martina di Leva
Massimo Magaldi
Diego Purpo
Cretinis è il format di clown improvvisato di Fabio Magnani, attore e formatore straordinario, nonché essere umano meraviglioso, che abbiamo avuto in Coffee Brecht più volte, sia nei moduli di didattica annuale che per il progetto Cretinis. Questa volta, per fortuna, ho avuto anch’io la possibilità di partecipare al suo laboratorio. Il lavoro di Fabio è molto fisico, non solo in scena, anche nella preparazione, e il suo stile di clown estremamente poetico e surreale, un clown naturale che trovi dentro te stessa. Ho amato ogni istante del suo workshop, l’ho anche sudato moltissimo!
Siamo andati in scena con i nostri clown nella cornice del Coffee Hour.

In scena
Valentina Calabrese
Giada Pugliese
Diego Purpo
Silvia Ranucci
Gaia Rubba
Valeria Salvi
Genny Saviano
Sandra Vassetti
Foto di Mauro Frojo.



Devi effettuare l'accesso per postare un commento.