Tag: Teatro Tram

The Influencer

The Influencer

Appena avrò finito di scrivere questo post, subito prima di inviare, toglierò la spunta alle opzioni di condivisione. Non sono mai stata una blogger in cerca di fama, ho uno spirito solitario e fuggo dalla polemica, in passato ho avuto a che fare con troll e lettori gentili, il web non cambia le persone, quello che sei nella tua vita off-line (se esiste ancora) quello sarai nella vita on-line, a questo punto le due cose non sono più separate, in barba a chi crede che un nikname possa trasformarlo, ne ho usati tanti, per motivi diversi, ma ero sempre io, altrimenti avrei avuto necessità di un controllo psichiatrico.
Il fenomeno degli e delle Influencer è interessante, ma non costituisce una grande novità, se non per la tipologia di talento che eccita chi trasforma la tale persona in “guru”, chiedo scusa a yogine e yogini per l’utilizzo in questa sede della parola guru. Se in un certo ambito le persone si raggruppano attorno al talento musicale, pittorico, letterario, con gli e le Influencer dei social si valuta la capacità di comunicare, comunicare cosa? la vita, qualcuno direbbe lo “stile di vita”. Infatti chi tra questi ha tanti follower, non comprati, di solito è capace di raccontare il quotidiano in maniera accattivante, per intuizione e un po’ di ricerca anticipa ciò che i follower vogliono,  si direbbe crea in loro il desiderio o lo riconosce, giocando abbastanza sul sicuro, cioè fanno da specchio migliorato (più o meno) a chi li osserva.
Fino a qualche anno fa bastava questo oggi, con l’esperienza acquisita da fratelli e sorelle maggiori, si lavora già in partenza con un progetto di marketing legato alla persona, in secondo piano c’è cosa fa effettivamente quella persona.

Lo spettacolo di Daniele Marino parla di questo e del vuoto interiore del protagonista, che sopraggiunge quando ha condiviso tutto, svenduto tutto, non senza amarezza e cinismo, dato che anche lo spirito più libero, Stella, la sorella fricchettona del protagonista, mostra l’autore, alla fine si lascia imbrigliare dalla rete.

Quando navigo tra canali youtube e account instagram, dove tutti e tutte possono dire ogni cosa di loro stessi e stesse, mi rallegro perché raccontare la propria storia senza intermediari è un privilegio, rispetto al passato, a quando le persone comuni non esistevano per chi scriveva la storia, e pure quelle non comuni subivano la scrittura di altri, agiografi o nemici. Poi vedo foto tutte uguali, “sfide” ripetute di canale in canale e mi inquieto, la speranza di essere unici si infrange contro il desiderio di  accumulare like, entri in un flusso narrativo che a quel punto non ti appartiene più.
Il prossimo step quale sarà?

The Influencer
uno spettacolo di Daniele Marino
con Marco Montecatino | Antonella Liguoro | Daniele Marino
aiuto regia Tommaso Vitiello
spazio scenico Luca Serafino
disegno luci Tommaso Vitiello
grafica Armando Ianuale
foto Giuseppe Carfora
produzione Rena Libre Compagnia

Ho visto The Influencer al Teatro Tram stasera, mi è piaciuto.

Il gioco dell’amore e del caso

Il gioco dell’amore e del caso

Il gioco dell’amore e del caso è una commedia scritta da Marivaux nel Settecento, basata sullo scambio dei ruoli. Un’opera giocata sull’innamoramento e la ricerca dell’autenticità, attraverso il mascheramento.
Stasera al Teatro Tram l’ho vista in una riduzione di Mirko Di Martino con in scena, tra gli altri, Antonio Buonanno, attore ora noto al grande pubblico per aver interpretato il padre di Lila bambina in L’amica geniale.

Inizia il nuovo anno con leggerezza.

Il gioco dell’amore e del caso
di Pierre De Marivaux
adattamento e regia di Mirko Di Martino
con Antonio Buonanno, Antonella Liguoro, Tommaso Sabia, Alessia Thomas, Gabriele Savarese
aiuto regia Titti Nuzzolese
costumi Annalisa Ciaramella
assistente alla regia Elena Paoletti
produzione Teatro dell’Osso e Teatro TRAM

Macbeth – lettura e analisi del testo, con un augurio

Macbeth – lettura e analisi del testo, con un augurio

Nel momento del saluto, alla fine dei tre giorni di lettura e analisi di Macbeth di William Shakespeare, organizzati al Teatro Tram da Mirko Di Martino, avevamo la gioia negli occhi, perché è stata un’esperienza piena, bella e soddisfacente. Questo grazie soprattutto a Mirko che non si è risparmiato, ma anche alla passione di ogni partecipante che con le proprie domande, ipotesi e affetto ha reso interessante il confronto.
Perché Macbeth dice questa cosa?  lo dice sinceramente o mente, se mente a chi mente? perché Macduff poteva immaginare ciò che sarebbe accaduto quando è scappato o no? se poteva il suo dolore è sincero? Cosa significano le parole di questa formula? Cosa rappresentano queste visioni?
Certe domande ce le facciamo di norma nella nostra testa, nel silenzio delle nostre letture e riflessioni solitarie, ma se i gruppi di lettura on line fioriscono spesso, perché non leggere a teatro? perché non condividere con altri il gusto dell’analisi, della ricerca, del perché?

Di quante attività possiamo dire che sono piene, belle e soddisfacenti?
Alla possibilità di prendersi tre pomeriggi di seguito per leggere e analizzare Macbeth, seduta a un lungo tavolo con altre undici persone che hanno potuto ritagliarsi quel tempo, tra obblighi e piaceri concorrenti, associo la parola privilegio. In genere considero un privilegio ogni attività non destinata al puro e semplice sostentamento,  specialmente se la pago (ma le attività finalizzate al sostentamento non sono spesso, loro stesse, un privilegio?). Rendersi conto che questo piacere è un privilegio significa, per me, anche pensare a come rendere accessibile al maggior numero di persone, non privilegiate, attività ludico culturali di qualità. È egoistico se vogliamo, quante più persone partecipano tante più occasioni ci saranno e più piacere ne ricaverò io. Quindi che nessuno pensi alla bontà d’animo legata al Natale o alla filantropia, musei e teatri pieni, concerti e incontri di lettura partecipati e condivisi, gruppi di collage, pittura e tutto ciò che si fa con il corpo, la mente è una parte del nostro corpo e l’intelletto è materia,  rendono la mia vita migliore. Se tutte le persone si trovassero al 30 dicembre con dentro la sensazione di aver partecipato a qualcosa di pieno, bello e soddisfacente, allora vivrebbero meglio.
Il piacere è un’ancora, è educativo, è potere. Chi vive meglio, avendo questo tesoro dentro di se, crea relazioni migliori, quindi ne ricaviamo tutti e tutte qualcosa di buono. Ancora fare comunità è una forma di egoismo sano.

Macbeth lo sa, non solo non trae gioia dai suoi gesti, ma ciò su cui medita, uno dei temi maggiori della tragedia, è la solitudine in cui si è cacciato con le sue azioni, il deserto in cui è bestia sanguinaria. Individuo senza comunità.
La solitudine però non è ineluttabile, se ci appare come tale è perché ci siamo convinti, attraverso le nostre fantasie violente, violente verso noi stessi e gli altri, che sia così.

Con l’augurio di un nuovo anno civile in cui la solitudine lasci il posto al piacere della condivisione, il privilegio alla possibilità della partecipazione.

Pulcinella morto e risorto – Teatro Tram

Pulcinella morto e risorto – Teatro Tram

L’autore studiato Felice Sciosciammocca ci racconta di Pulcinella che pure da morto non riesce a trovare una collocazione e viene licenziato da Lucifero, costretto a tornare sulla terra per farsi una posizione, studia all’università, incontra il suo vecchio amore e, cosa accade? come inizia una storia è un problema, ma anche come finirla, come terminare questo racconto? se lo domandano Pulcinella e Felice Sciosciammocca intraprendendo un viaggio nel tempo, fino a un futuro buio e spaventoso, così il tempo si riavvolge e finalmente Pulcinella muore, più o meno, in pace.

Messa in scena divertente della maschera classica di Pulcinella che si interroga sull’identità e i tracciati di vita già segnati dalla società, con trovate d’effetto, il Vesuvio, le maschere, i simboli della partenopeità interpretati da attori energici e affiatati. Bell’esempio di commedia dell’arte anni Duemila.

Molto carino.
Foto scattate col mio cellulare senza flash e con schermo quasi del tutto oscurato per non infastidire gli attori.

Inauguro così la seconda categoria del blog, spettatrice, nella quale verranno inseriti gli spettacoli che vado a vedere a teatro, come faccio manualmente nelle cartelline con i depliant, le locandine e i biglietti, lo faccio da sempre, ne ho tantissimi. Non si tratta di recensioni, solo memorie.

Pulcinella Morto e Risorto, scritto e diretto da  Alessandro Paschitto
con Alessandro Paschitto (Felice Sciosciammocca, Lucifero), Raimonda Maraviglia (Carabiniere, Arcangelo Michele, Madre, FIdanzata), Mario Autore (Pulcinella)

al Teatro Tram di Napoli