Tag: Teatro Tram

I corti della formica edizione 2019

I corti della formica edizione 2019

I corti della Formica è una rassegna di corti teatrali promossa dall’associazione ARIES Teatro ed Eventi ormai giunta alla quattordicesima edizione. Motore e cuore della manifestazione è Gianmarco Cesareo, autore teatrale, radiofonico e docente di teatro.
Confesso di esserci andata per la prima volta quest’anno, in due serate al Teatro TRAM. La manifestazione premia il corto migliore con voto misto del pubblico e di una giuria di giovani.
Nelle serate in cui ho assistito ai corti me ne sono piaciuti due in particolare, gli spettacoli spaziavano dal progetto nato in seno al teatro di quartiere fino a quello di chi ha già con una solida carriera alle spalle. Questo, come è accaduto per 13 Assassine, rende ancora più interessante la manifestazione, perché c’è grande varietà di approcci, testi, scelte di messa in scena, ovviamente di qualità.
Quello sul corto è un lavoro delicato, perché sotto i 20 minuti, addirittura entro i quindici in certi casi, devi lavorare a uno spettacolo completo, che dica tutto ciò che hai in mente.
Certo per chi fa improv ed ha l’abitudine di lavorare con le short, storie complete dai 2 ai 7 minuti, quei 20 minuti appaiono come un’eternità, ma non è scontato, a volte non bastano, altre vengono riempiti di nulla, troppe parole troppi passaggi, troppo di tutto.

Ieri sera c’è stata la premiazione, tra i vincitori c’è l’attrice che mi è piaciuta di più Veronica Milaneschi, che ha anche presentato una drammaturgia originale, un monologo intitolato Storie d’incroci e d’anarchia, simpatico e ben scritto. Vincitori come miglior spettacolo Dead Man Working, un testo sul lavoro di Valerio Bruner con una messa in scena onirica, la regia è di Francesca Romana Bergamo.

Visionari TRAM

Visionari TRAM

Ieri sera allo sbigliettamento del teatro TRAM è partita la campagna informativa del progetto Visionari TRAM nel quale sono coinvolta. Visionari è un progetto nazionale, in forma estesa L’Italia dei Visionari, un’operazione di condivisione ed educazione teatrale  completamente gratuita rivolta a non addetti ai lavori, che ha la forma di una gara tra spettacoli, gli spettacoli vengono visionati su una piattaforma dai e dalle Visionarie, poi si vota fino a sceglierne uno solo. Lo spettacolo scelto l’anno successivo entra di diritto nel cartellone del teatro che ha organizzato localmente il gruppo Visionari.
Il progetto è figlio del Kilowatt Festival e girano delle belle foto delle precedenti esperienze, tutte nel nord Italia, infatti il TRAM è il primo teatro al di sotto di Roma ad aderire.
Nel caso qualcuno passasse da queste parti e volesse diventare un o una visionaria, questo è l’indirizzo mail per ricevere informazioni e iscriversi: tram.visionari@gmail.com

 

 

Bocca di rosa. Omaggio a Fabrizio De Andrè

Bocca di rosa. Omaggio a Fabrizio De Andrè

Le luci si spengono e il violoncello inizia a suonare, segue la chitarra e le voci che si intrecciano, rievocano un mondo, il mondo di Fabrizio De Andrè. L’ensemble è vibrante e la platea che affolla il teatro TRAM si emoziona e applaude entusiasta, così passa più di un’ora, così celebriamo uno dei più grandi poeti nati da queste parti, del mondo.

Bocca di rosa. Omaggio a Fabrizio De Andrè
con Francesco Luongo (voce ) Peppe Di Taranto (voce e chitarra) Laura Cuomo (voce), Davide Maria Viola (violoncello)
regia di Francesco Luongo, assistente Assia Cavanì.

Lo spettacolo dell’Accademia Napoletana di Burlesque

Lo spettacolo dell’Accademia Napoletana di Burlesque

Negli anni ho visto spettacoli di Burlesque in diversi contesti, dal night in cui la performance è un burlesque più vicino allo spogliarello, ma mai integrale, al centro sociale in cui lo spettacolo di burlesque serve a veicolare messaggi più politici, dove ogni corpo è desiderante e desiderabile, con un testo spesso molto duro. Quello di ieri sera unendo varie cose, in maniera leggera e intelligente è stato un vero spettacolo di varietà. L’ironia è la cifra di questa tipologia di spettacolo sempre incentrato sul piacere dei corpi. Le persone possono scegliere di provare questo gioco per vari motivi, per completare la propria formazione, a esempio, perché si vede che c’è lo studio della danza, del mimo, dell’improvvisazione, almeno nella forma del cabaret burlesque, si costruisce un personaggio che è un’alter ego, che esprime parti di sé che sono anche del/la performer, vivendo con maggiore consapevolezza il corpo e giocando con la sensualità, per entrare in contatto con parti della propria persona normalmente assopite, per esibirsi in una cornice divertente con una grande esposizione.
Per il piacere di avere un corpo e di farlo parlare.

 

 

Il bambino con la bicicletta rossa

Il bambino con la bicicletta rossa

 

Il bambino con la bicicletta rossa, uno spettacolo durissimo in cui si racconta del torbido omicidio del giovanissimo Ermanno Lavorini, dodicenne scomparso da casa a fine gennaio 1969.

Il bambino con la bicicletta rossa

scritto e diretto da Giovanni Meola
da un’intuizione di e con Antimo Casertano
scenografia Flaviano Barbarisi
costumi Marina Mango
ass.te alla regia Annalisa Miele
foto di scena Nina Borrelli
produzione Virus Teatrali, Teatro Insania

13 Assassine

13 Assassine

Questa settimana è stata ricca di eventi teatrali, ho visto 13 spettacoli, uno dei quali scritto da me e da una compagna di scrittura. Ebbene sì, un mio testo è andato in scena!

I 13 spettacoli fanno parte della rassegna 13 Assassine, ideata dal direttore artistico del Teatro Tram, Mirko di Martino, tredici corti teatrali dedicati ognuno ad altrettante assassine. Fatti di cronaca, più o meno recenti, che diventano spettacoli e vanno a indagare lo spirito, la dimensione psicologica e le relazioni di quelle donne.

Tutto, per me, è nato a novembre del 2018, quando ho partecipato a un workshop di drammaturgia tenuto proprio da Mirko di Martino. Il workshop era centrato sulla scrittura di un corto teatrale true crime, da lì ci è stato proposto di scrivere una corto per la rassegna in programma. Abbiamo lavorato sul testo da fine novembre a fine gennaio, con la supervisione di Mirko, guida generosa e indispensabile, consegnata la drammaturgia alla regista Roberta Misticone, siamo state buone buone in attesa di vedere il suo allestimento.

Il nostro corto, Erba – Era Rosa Bazzi Assassina, è nato lavorando incessantemente sulle dinamiche sviluppatesi nel corso del tempo tra assassina e assassinata, ogni battuta è calibrata con cura, cura ossessiva direi, allo scopo di rendere umanità ai personaggi, ma senza giustificazioni.

Lo spettacolo è andato in scena sabato e domenica, le attrici Livia Berté e Milena Pugliese, erano perfette nei panni dei nostri personaggi, l’una sensuale, caotica e vitale, l’altra infantile, chiusa, dimessa. Esattamente le nostre Raffaella e Rosa. Roberta Misticone ha allestito uno spettacolo di grande impatto, con immagini forti che funzionano in sinergia con il nostro testo.
È accaduta una vera magia creativa.

Ogni spettacolo della rassegna è diverso dagli altri, alcuni sono sicuramente più vicini al mio gusto, altri meno, e pure in ognuno ho trovato qualcosa di interessante, un’idea originale che porto con me.

La rassegna in sé è un evento unico nel suo genere, non solo perché prende spunto da fatti di cronaca attuali, ma perché, senza grandi proclami, dà spazio e tante autrici, registe e attrici, tutte coinvolte nel progetto con le loro professionalità.

Erba andrà in scena nuovamente sabato 13 e domenica 14, ma per tutta la settimana gli spettacoli si ripeteranno a gruppi di 4:

Immagine della locandina tratta dal sito internet del Teatro Tram.

Leonarda Cianciulli di Marina Cioppa, regia di Michele Brasilio, con Consiglia Aprovidolo e Stefania Remino
La strage di Erba di Rossella Corsuto e Valeria Salvi, regia di Roberta Misticone, con Milena Pugliese e Livia Bertè
Pia Bellentani di e con Leda Conti, regia di Sergio Di Paola
Il delitto di Chiavenna di Arianna Cristillo, con Antonio Granatina e Arianna Cristillo, regia di Giuliano Casaburi
Rina Fort di Angela Rosa D’Auria, con Elena Fattorusso, Roberta Frascati e Pietro Juliano
Erika e Omar di Patrizia Di Martino, con Rosaria Langellotto
L’omicidio Nadia Roccia di Claudia Balsamo, regia di Raffele Bruno, con Roberta Aprea e Federica Palo
Mascia Torelli di e con Rebecca Furfaro
Sonya Caleffi di Sharon Amato, con Antonia Cerullo
Daniela Cecchin di Raimonda Maraviglia e Alessia Thomas, regia Silvia Brandi, con Sabrina Gallo
Franca Bauso di Milena Pugliese, con Marco Fandelli
Lucrezia Borgia di e con Iolanda Schioppi, con Josepha Yavul Pangia
Beatrice Cenci di e con Ramona Tripodi

Il programma qui.

This is not what it is. Otello

This is not what it is. Otello

Come suggerisce il titolo, che cita il testo d Shakespeare, questo non è quello che è. Lo spettacolo prende a pretesto un’allestimento di Otello a Cipro, per muovere una critica al sistema teatrale, così come si è trasformato negli ultimi quindici anni. Soffocando le piccole realtà nella burocrazia e nella ricerca affannosa di fondi, per cui, non è più l’artista che elabora la proposta e sperimenta per poi incontrare l’ingaggio, ma se lo crea rispondendo a rigidi parametri calati dall’alto, la ricerca teatrale muore.

Visto venerdì 15 febbraio 2019.

This is not what it is. Otello
tratto da Otello di William Shakespeare
di e con Marco Sanna, Francesca Ventriglia
produzione Meridiano Zero

Regine sorelle

Regine sorelle

Regine sorelle è lo spettacolo scritto e diretto da Mirko di Martino che racconta Maria Carolina e Maria Antonietta, sorelle, figlie di Maria Teresa d’Austria, regine rispettivamente di Francia e Napoli. Due giovani donne sole, impreparate ad affrontare un destino più grande di loro.
Sul palco Titti Nuzzolese interpretare 20 personaggi diversi nell’arco di più di un’ora di spettacolo. Un gioco scenico e linguistico che, attraverso il corpo dell’attrice, disegna un intero periodo storico. Benché nel teatro di testo attori e attrici sappiano già dove andrà la storia, una parte del lavoro è proprio sull’innocenza del personaggio, questo spettacolo è una anche una bella lezione sulla caratterizzazione dei personaggi per chi fa impro’.

Regine sorelle
con Titti Nuzzolese
drammaturgia e regia Mirko Di Martino
costumi Annalisa Ciaramella
In scena da tre anni al Teatro Tram.

 

Un pallido puntino azzurro

Un pallido puntino azzurro

Ieri sera al Tram Un pallido puntino azzurro, dal testo di Christian di Furia con Roberto Galano. Un astronauta perduto nello spazio, osserva la terra e se stesso, in un doppio viaggio solitario ai limiti del sistema solare e della propria identità. Il tema fantascientifico nel teatro italiano e, in generale, nella letteratura italiana è davvero poco praticato, qui lo troviamo sviluppato in forma intimistica e poetica. Bella la scenografia, con la postazione di comando e gli schermi alle spalle del cosmonauta inseriti in un’unica struttura che sintetizza l’idea dell’astronave.

Un pallido puntino azzurro
drammaturgia di Christian di Furia
diretto e interpretato da Roberto Galano
voce fuori campo Giuseppe Rascio
costume Annalucia Palladino
produzione Teatro dei Limoni.

Testo finalista al Premio Riccione “Pier Vittorio Tondelli” 2017.

Lontano Lontano. Luigi Tenco

Lontano Lontano. Luigi Tenco

Chi ama Tenco forse ha trovato gli arrangiamenti dello spettacolo un po’ forzati, a me però sono piaciuti. Mi è piaciuta l’atmosfera intima dello spettacolo, l’impianto minimo. Dall’ultimo istante all’ultimo istante passando per la sua vita, citazione per citazione.
Le mancanze si possono sempre colmare, quella di Tenco è una storia triste, una triste casualità, suicidio dovuto al mix di alcol e farmaci, volontà, atto politico, un gesto che lascia un vuoto artistico e umano non più colmati da altri.

Lontano Lontano scritto e diretto da Roberto Ingenito con Francesco Luongo, Francesco Santagata produzione Liberaimago. Costumi Rosario Martone.

Sala piena per lo spettacolo Lontano Lontano. Luigi Tenco, stasera al Teatro Tram.