Il mio “A Teatro: taccuino degli spettacoli“, appena consegnato da Amazon. Quando dico che è mio intendo che l’ho fatto proprio io. Ho approfittato di Amazon per farmi un taccuino in cui scrivere le mie impressioni, segnare i dati tecnici e tenere traccia di tutti gli spettacoli a cui assisto.
Considerando che vedo una media di tre spettacoli a settimana durante la stagione invernale, più quelli a cui assisto nei festival (non a tutti scatto foto da aggiungere qui su Facebook nell’album teatro), ho sempre bisogno di un’agenda o un quaderno in cui appuntare i miei pensieri, così ho deciso di creare qualcosa di dedicato, come ne esistono di film e libri. Ad ogni spettacolo vengono destinate tre pagine in cui segnare le impressioni sulla regia, sulle luci, i costumi e altri spetti dello spettacolo. In formato A4 con copertina morbida colorata e all’interno pagine a righe.
Se anche voi sentite l’esigenza di una taccuino degli spettacoli, utile per spettatori e appassionati, ma anche per studenti e studentesse di teatro/drammaturgia, questo è il link per acquistarlo: https://amzn.eu/d/863BGip
Vi assicuro che non mi arricchirò con le vendite, dato che Amazon su quei cinque euro e ottantadue del costo mi dà circa 15/20 centesimi, l’ho fatto perché lo volevo per me e magari anche qualcun altr@ lo desidera.
La Chiave di Artemysia è un’associazione che propone spettacoli teatrali e visite teatralizzate in tutta la Campania, anima dell’associazione è l’attrice e autrice Livia Berté. Livia è stata interprete del corto teatrale true crime che ho scritto a più mani per la rassegna Tredici Assassine del Teatro TRAM, ci siamo trovate subito affini, così per Echi dello Stige ho scritto due monologhi brevi, uno su santa Patrizia e l’altro su Nerone.
Questa esperienza di scrittura è stata molto interessante, ho provato emozioni completamente diverse nello scrivere i due monologhi, il primo è venuto fuori facilmente, ho visto questa giovane donna subito, l’ho sentita nel suo desiderio di abbandonare una strada già tracciata dalla famiglia, dal ceto sociale, dal tempo e mettersi in viaggio per essere autentica. Mentre con Nerone è stata dura, mi sono sentita subito in soggezione di fronte a una storia troppo vera e troppo grande, pietre che impedivano al flusso della narrazione di sgorgare, così ho scelto il momento in cui cena con Agrippina per l’ultima volta, ho scelto la morbosità di quell’istante, ma c’è stata poca pancia e molta testa.
Ogni più piccola esperienza è un arricchimento, per la mia scrittura e per la conoscenza di me stessa.
Questa settimana è stata ricca di eventi teatrali, ho visto 13 spettacoli, uno dei quali scritto da me e da una compagna di scrittura. Ebbene sì, un mio testo è andato in scena!
I 13 spettacoli fanno parte della rassegna 13 Assassine, ideata dal direttore artistico del Teatro Tram, Mirko di Martino, tredici corti teatrali dedicati ognuno ad altrettante assassine. Fatti di cronaca, più o meno recenti, che diventano spettacoli e vanno a indagare lo spirito, la dimensione psicologica e le relazioni di quelle donne.
Tutto, per me, è nato a novembre del 2018, quando ho partecipato a un workshop di drammaturgia tenuto proprio da Mirko di Martino. Il workshop era centrato sulla scrittura di un corto teatrale true crime, da lì ci è stato proposto di scrivere una corto per la rassegna in programma. Abbiamo lavorato sul testo da fine novembre a fine gennaio, con la supervisione di Mirko, guida generosa e indispensabile, consegnata la drammaturgia alla regista Roberta Misticone, siamo state buone buone in attesa di vedere il suo allestimento.
Il nostro corto, Erba – Era Rosa Bazzi Assassina, è nato lavorando incessantemente sulle dinamiche sviluppatesi nel corso del tempo tra assassina e assassinata, ogni battuta è calibrata con cura, cura ossessiva direi, allo scopo di rendere umanità ai personaggi, ma senza giustificazioni.
Lo spettacolo è andato in scena sabato e domenica, le attrici Livia Berté e Milena Pugliese, erano perfette nei panni dei nostri personaggi, l’una sensuale, caotica e vitale, l’altra infantile, chiusa, dimessa. Esattamente le nostre Raffaella e Rosa. Roberta Misticone ha allestito uno spettacolo di grande impatto, con immagini forti che funzionano in sinergia con il nostro testo.
È accaduta una vera magia creativa.
Ogni spettacolo della rassegna è diverso dagli altri, alcuni sono sicuramente più vicini al mio gusto, altri meno, e pure in ognuno ho trovato qualcosa di interessante, un’idea originale che porto con me.
La rassegna in sé è un evento unico nel suo genere, non solo perché prende spunto da fatti di cronaca attuali, ma perché, senza grandi proclami, dà spazio e tante autrici, registe e attrici, tutte coinvolte nel progetto con le loro professionalità.
Erba andrà in scena nuovamente sabato 13 e domenica 14, ma per tutta la settimana gli spettacoli si ripeteranno a gruppi di 4:
Immagine della locandina tratta dal sito internet del Teatro Tram.
Leonarda Cianciulli di Marina Cioppa, regia di Michele Brasilio, con Consiglia Aprovidolo e Stefania Remino La strage di Erba di Rossella Corsuto e Valeria Salvi, regia di Roberta Misticone, con Milena Pugliese e Livia Bertè Pia Bellentani di e con Leda Conti, regia di Sergio Di Paola Il delitto di Chiavenna di Arianna Cristillo, con Antonio Granatina e Arianna Cristillo, regia di Giuliano Casaburi Rina Fort di Angela Rosa D’Auria, con Elena Fattorusso, Roberta Frascati e Pietro Juliano Erika e Omar di Patrizia Di Martino, con Rosaria Langellotto L’omicidio Nadia Roccia di Claudia Balsamo, regia di Raffele Bruno, con Roberta Aprea e Federica Palo Mascia Torelli di e con Rebecca Furfaro Sonya Caleffi di Sharon Amato, con Antonia Cerullo Daniela Cecchin di Raimonda Maraviglia e Alessia Thomas, regia Silvia Brandi, con Sabrina Gallo Franca Bauso di Milena Pugliese, con Marco Fandelli Lucrezia Borgia di e con Iolanda Schioppi, con Josepha Yavul Pangia Beatrice Cenci di e con Ramona Tripodi
La scorsa settimana sono stata a un incontro sulla “scrittura emotiva”. Non sapevo cosa aspettarmi, chi sarebbero stati gli altri partecipanti o cosa avrei dovuto fare, ma ci sono andata perché “scrittura” ed “emotiva” sono due parole che ho sempre associato a me stessa. Anche se ormai da alcuni anni scrivo solo per lavoro, scrivo per pubblicizzare prodotti che spesso non comprerei e ritengo o inutili o troppo costosi. Scrivo arricchendo i testi di aggettivi luccicanti come specchietti al sole caldo di un desiderio che dev’essere solo stimolato un po’ per accendersi.
Ho scritto alcuni blog, da sola e in collaborazione con altre persone, più prolifiche di me. A volte la prolificità degli altri mi ha bloccata, ero ammirata dalla loro capacità di organizzare i pensieri puntualmente ogni giorno in un testo lungo. Disciplina o urgenza e amore.
Facebook ha modificato il nostro modo di interagire e leggere in internet. Nessun altro social network ha cambiato tanto radicalmente la nostra scrittura e lettura, nemmeno i pochi caratteri di Twitter, i quali rimandavano comunque ad articoli ben più lunghi, che animavano ancora i blog. La pratica di leggere solo i titoli dei giornali è diventata prassi anche per chi potrebbe approfondire, ma preferisce scorrere la home in cerca di un nuovo feed.
No che non penso alla fine della parola scritta, no, cambia il mezzo, cambia il modo in cui organizziamo le parole, ma le parole non possono finire, almeno fino a quando saremo qui. Finirà Facebook, anche se cerca di concentrare in sé stesso tutta l’esperienza che le persone possono fare del web. Un nuovo modo di comunicare in rete, dopo i vlog e gli status, arriverà.
Rubo tempo al lavoro per tornare a scrivere qui dopo mesi di silenzio. Dalla scorsa estate ho messo nelle mani di Instagram gran parte delle cose che avrei voluto dire, in forma di immagine. Adesso sento il bisogno di tornare a scrivere, non so quanto sia profondo, forse è la bella giornata, forse il buon libro che ho letto recentemente, oppure quell’incontro di scrittura emotiva, che mi spingono a cercare qualcosa in più. So che sento questa spinta e mi sembra giusto tenerne traccia qui, nel mio angolo di web.
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