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Scrivo delle cose su Pane e Oro

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Il dono del pane e un treno di fragilità umana, una lunga tavolata e delle ciotole d’oro, è la mostra Pane e Oro di Mimmo Paladino al Made in Cloister a piazza Enrico De Nicola, accanto alla chiesa di Santa Caterina a Formiello, Napoli.
Ritrovo i suoi simboli e le sue ossessioni, la linea dei corpi, la materia.

Costo del biglietto 4 euro, 2 ridotto. Fino al 10 novembre 2018.

Visitata il 9 ottobre 2018.

Foto anche su Instagram, Lilla Rainbow.

 

Vasca, Mimmo Paladino

paladino

Ogni volta che torno in un museo, in questo caso a Capodimonte, dove torno almeno una volta al mese, mi trattengo davanti a un’opera che già conosco per capire se vedo qualcosa di nuovo. Vedo qualcosa di nuovo ogni volta.
Vedo qualcosa di nuovo ogni volta che ritorno su un’opera che già conosco, come accade con i libri, una musica. Allora penso a quanto sia davvero utile aver passato un’intera giornata al Kulturforum di Berlino o al Louvre a Parigi, può non significare nulla, nemmeno quando scegli di vedere solo alcune opere per non essere stordita, specialmente nelle quadrerie. Certo è utile visitare i musei anche una sola volta per capire proprio il museo, per iniziare a capirlo almeno, ma se non ci torni resta poco, pochissimo, delle opere.

In questo caso ricordavo che Vasca è molto grande, il rosso prevale, ha degli elementi a rilievo, al centro ci sono degli amanti. A partire dai primi anni Ottanta Paladino comincia a inserire elementi in rilievo nelle sue opere, in particolare Vasca faceva parte del gruppo di opere esposte a Villa Pignatelli nel 1995 in occasione di una personale dell’artista.

Vasca, Mimmo Paladino, particolare, foto LillaRainbow

Mi piace quest’opera, i due amanti sul fondo della vasca sono sospesi nel tempo, le figure che gli ruotano attorno, come un mondo confuso che osserva e biasima, perché quella donna con un bastone in mano esprime una sorta di giudizio? quello è un uomo alla finestra? la vasca è un rifugio, un nucleo (o una bara?). Un teschio, un’anima, un bambino, al centro del petto di lei. Il triangolo azzurro è un occhio? Le informazioni su Vasca sono poche, in rete almeno e non possiedo libri che raccontino l’arte di Paladino, nonostante le numerose mostre e le opere presenti in tanti musei e città. L’artista stesso preferisce non fornire troppi agganci per l’interpretazione delle sue opere, i segni sono segni e non significano altro che loro stessi. Inevitabilmente guardandola costruisco una storia, laddove l’intenzione narrativa probabilmente è assente.

Cosa dice il cartellino?

Mimmo Paladino, 1948, Paduli, Benevento, Italia – Vive e lavora tra Paduli e Milano.
Vasca (1984), olio, pigmenti e acrilico su tela e struttura in legno (Dono dell’artista, 2007).
Mimmo Paladino è figura di primo piano della Transavanguardia, movimento italiano di ritorno alla figurazione che caratterizza la fine degli anni Settanta e gli anni Ottanta. In quest’opera paladino evoca un passato mitico attraverso simboli (figure umane, teste, maschere, animali stilizzati, rami) combinati in un insieme che rompe la tradizionale bidimensionalità del quadro grazie all’inserimento sotto la tela di elementi irregolare rilievo. La vasca del titolo è lo spazio centrale profondo e bianco nel quale i due amantisi abbracciano, intorno a cui le altre figure emergono da un magma di colore rosso teso verso l’esterno.

La scheda sul sito dei Beni Culturali riporta:

Oggetto
Definizione (CIR): Installazione
Localizzazione geografico-amministrativa
Stato*: Italia
Collocazione: Contemporanei
Altre localizzazioni geografico-amministrative (provenienza)
Stato*: Italia
Altre localizzazioni geografico-amministrative
Stato*: Italia
Cronologia
Datazione certa anno: 1984
Definizione culturale
Nome scelto: Mimmo Paladino
Dati tecnici
Tecnica: Olio e collage su tela e legno
Unità: cm
Misure: 300 x 400 x 60
Altezza: 300
Larghezza: 400
Profondità: 60
Dati analitici
Testo:
Condizioni giuridica e vincoli
Proprietà: Stato
Indicazione generica: proprietà Stato