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150 La Gallina Canta – Coffee Hour, l’ora di Improvvisazione

150 La Gallina Canta – Coffee Hour, l’ora di Improvvisazione

Achille Campanile ingiustamente dimenticato dalla maggior parte dei programmi di letteratura italiana a scuola, è il punto di partenza di una collettanea di atti unici, basati su strutture per loro natura brevi e brillanti, di questo spettacolo allestito nell’ora di Improvvisazione teatrale di CoffeeBrecht, appuntamento fisso in sala Coffee, dove gli amatori sperimentano nuovi format.

 

150… La gallina canta
spettacolo di Improvvisazione Teatrale
regia Martiña Di Leva

In scena
Ines Antonella Barone
Mauro Frojo
Giulia Gargiulo
Livio Langella
Lucia Lombardi
Clio Di Manna
Eduardo Mignone
Francesca Miraglia
Antonella Pappalardo
Gaia Rubba

Gli sfollati

Gli sfollati

Gli sfollati è un format di Improvvisazione teatrale ideato e diretto da Giorgio Rosa. Può apparire strano che l’improvvisazione teatrale abbia una regia, e pure è così, può esserci una regia, ma la regia nell’improv ha la funzione di creare occasioni per gli attori e le attrici. E’ un equilibrio delicato, chiaramente. Nello specifico Gli sfollati è un format incentrato sui bombardamenti che colpirono Napoli negli anni Quaranta del Novecento, durante la Seconda Guerra Mondiale.

Ieri lo spettacolo Gli Sfollati è andato in scena all’interno della rassegna di Improvvisazione teatrale concepita da Coffee Brecht, compagnia a scuola di improvvisazione teatrale partenopea, in collaborazione con l’associazione Frammenti e Magma Home.

Stasera a domani ci saranno altri spettacoli qui l’evento.

 

Gli sfollati
format di Giorgio Rosa
con Maura Bellini Edgardo Bellini Marco Biondi Martina Di Leva Daniele Mennella Silvia Ranucci
costumi Coffee Brecht

Agorapp 2019

Agorapp 2019

Chi non conosce l’Improvvisazione come disciplina teatrale a se stante, dove si studia la drammaturgia improvvisata, non può immaginare quale mondo totalizzante sia. Tutto il bellissimo valtzer di workshp, laboratori, tradizione orale e scritta, strutture, esercizi, scuole di pensiero, assorbe chi fa impro completamente, le occasioni di incontro con altre realtà arricchiscono e mettono addosso la voglia di giocare assieme, di giocare con altre regole e poi tornare alle proprie arricchiti e cambiati.
Improvvisare significa farsi cambiare, dicono i maestri.

Giocare è una delle parole chiave dell’Impro, chi improvvisa è attore o attrice, certo, ma dire che recita è impreciso anche se di fatto recita, chi improvvisa gioca. Il lessico dell’improvvisazione come disciplina è mutuato dal mondo anglo-francofono, perché pur derivando in gran parte dalla Commedia dell’arte, ovviamente, viene definita come disciplina moderna tra Stati Uniti e Canada, poi si diffonde in tutto il mondo.

Dal mio diario disegnato, il villaggio che ha ospitato Agorapp per come appariva di notte, tornando in casetta a dormire.

I raduni di improvvisazione sono importanti per la formazione e il confronto, in più rappresentano un momento di aggregazione potente, ogni anno se ne tengono a decine in ogni paese in cui è diffusa l’impro, Agorapp anno zero è stato il raduno d’inizio anno che ha sostituito Wip – WorkImprogress, a seguito del cambio di direttivo in Improteatro, l’associazione nazionale italiana di improvvisazione teatrale.

Tema di Agorapp anno zero è stata la narrazione, le storie e lo storytelling, le masterclass erano organizzate su livelli, ma erano le medesime per tutti. E’ stato interessante perché ha permesso a tutti, formatori e informazione, di condividere le cose apprese a più livelli.

Detto questo, ammetto di essere arrivata ad Agorapp stanca, per motivi personali, e di essermelo goduta poco, nonostante la bella atmosfera e le masterclass super interessanti.
Ho imparato di sicuro nuove cose, sulla gestione della scena, sulle strutture, sul raccontare e questo è bellissimo. Vorrei allenarmi ogni giorno! Ah si, nell’improvvisazione le prove, dato che non c’è un testo ma solo una “dinamica”, si chiamano allenamento.

Se la maratona di improvvisazione della penultima sera è stata poco energica, lo spettacolo dei maestri l’ultima sera è stato pura poesia, in scena da sinistra Omar Galvan, Antonio Vulpio e Inbal Lori.