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Chicchi di Coffee 2019

Chicchi di Coffee 2019

Il saggio è quel momento in cui metti in mostra il frutto del lavoro di un anno o più anni, che si tratti di tango, swing o teatro, hai l’ansia di esibirti e mostrare ad amici e parenti perché hai saltato quella tale cena di famiglia, perché sei uscito anche con la bufera, perché hai speso duecento euro in scarpe e abiti particolari. Ovviamente non c’è solo l’ansia da esibizione, c’è anche il divertimento, la fine di un percorso o parte di esso, lo stare assieme, la soddisfazione di aver portato fino in fondo qualcosa.
I saggi della scuola Coffee Brecht vanno sotto il nome di Chicchi di Coffee, poiché ogni improvvisatore e improvvisatrice è un chicco della grande famiglia Coffee.Tutti i chicchi sono chiamati a esibirsi alla fine dell’anno didattico, che siano primini o amatori navigati, che abbiano seguito una classe del triennio o un singolo progetto.
Andare in scena è divertente ed è parte del processo di formazione e apprendimento. Queste sono alcune foto dei Chicchi di Coffee 2019, ci siamo esibiti al TIN – Teatro Instabile di Napoli.

Il workshop di improvvisazione

Il workshop di improvvisazione

Se fate improvvisazione da almeno tre anni la fame di workshop sarà forte. In genere tutti i mestieri, le attività collegate al mondo del teatro, al mondo artistico, vedono impegnati amatori e professionisti nei workshop, chi li fa chi li fruisce, chi li fruisce e li fa a quelli con minore esperienza. Certo ci sono tanti bellissimi libri teorici sul teatro, ma la riflessione segue sempre la pratica, prima bisogna fare e poi ragionarci sopra, come ci dice Munari certo, nell’arte, come la pedagogia artistica contemporanea, come la ludopedagogia, L’improvvisazione in particolare è soprattutto una tradizione orale.

Lo scambio è alla base della crescita, durante la formazione di base e dopo, vogliamo arricchire la nostra cassetta di lavoro con nuovi strumenti e allenarci il più possibile, anche se non intendiamo andare in scena con la frequenza di chi di quest’arte fa anche una professione, semplicemente perché siamo nel vortice dell’esperienza e non vediamo l’ora di imparare e condividere.

Così ci iscriviamo ai workshop offerti dalla nostra scuola di improvvisazione, partecipiamo a quelli dei raduni di improvvisazione, se ne abbiamo la possibilità chiediamo di partecipare a quelli di altre scuole.
Se nell’improvvisazione si dice che non c’è errore, durante un workshop le cattive abitudini escono fuori tutte, specialmente nei giochi che già abbiamo fatto in precedenza, che pensiamo di conoscere bene.

E’ interessante segnalare che spesso alcuni giochi di improvvisazione si ripetono negli anni e nei vari workshop, ma con un livello di complessità e una funzione diversa a seconda del tuo anno di improvvisazione – si, noi ci “datiamo” dall’anno di improvvisazione.

Un gioco come quello delle sedie, molto simile a quello che si fa da bambini, per cui c’è una sedia vuota e una persona in piedi che deve sedersi, mentre gli altri si spostano per “impedirglielo”, un gioco/esercizio come questo ha un diverso significato se lo fai al secondo anno o al quinto.

Quando un workshop è un buon workshop? il mio parere al momento è che un workshop è stato un buon investimento di tempo e denaro, quando ti permette di spostare oltre il limite dell’abitudine il tuo modo di improvvisare. Quindi non tanto la quantità di giochi che riesci a segnarti sul quadernino degli appunti, che tornano utili di certo, ma soprattutto quanto giocando hai superato quel limite che ti caratterizza durante il corso annuale o le improvvisazioni che fai di solito.

ImproPanaroCup – sfida di improvvisazione teatrale

ImproPanaroCup – sfida di improvvisazione teatrale

Il primo incontro dell’Impro Panaro Cup 2019 ha visto contendersi la vittoria, sul palco del Teatro Nest di San Giovanni a Teduccio, la squadra di Napoli Coffee Brecht e la squadra di Lecce ImprovvisArt. Le due squadre hanno gareggiato sul terreno delle Impro libere brevi, dei Monologhi, delle Canzoni improvvisate e dei generi. Proprio sul finale, quando il fato sembrava favorire ImprovvisArt, Coffee Brecht ha rimontato e vinto l’incontro!

Prima dell’incontro c’è stata l’esibizione dei terzini, prima prova di palco per i “maturandi” dell’ultimo triennio.

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L’Imprò è un format Improteatro che unisce il Match e il Theatresports, in cui due squadre, composte da quattro improvvisatrici e improvvisatori, si sfidano a colpi di game e short, suggeriti dal pubblico, sotto lo sguardo severo del/a giudice di gara, che attribuisce penalità e toglie punti, e votati mediante cartellini colorati dalla platea.

La versione partenopea coinvolge il Panaro, contenitore feticcio nel quale vengono custoditi gli input del pubblico.
Chiaro? Parlo “ostrogoto”? Beh il 9 marzo Coffee Brecht sfiderà Estro Destro Pescara, quella è l’occasione giusta per capirci qualcosa, info alla pagina di Coffee Brecht!