Il maestro più alto del mondo

Il maestro più alto del mondo

La storia di Franco Mastrogiovanni, maestro elementare morto in contenzione, antifascista, anarchico, altissimo, prende corpo nel racconto che sul palco ne fa Orazio Cerino, l’incalzare degli eventi si accompagna alla costruzione di una gabbia di legno, scenografia organica al testo di Mirko di Martino.
Alla fine ti manca il respiro, come a Franco.
Bellissimo.

Il maestro più alto del mondo
Il maestro più alto del mondo di Mirko Di Martino

Visto il 25 giugno nell’ambito del Napoli Teatro Festival 2019.

Essere Dylan Dog

Essere Dylan Dog

Essere Dylan Dog o Dylan Dog Experience è una performance interattiva in cui attori e spettatori si mescolano all’interno del mondo del famoso indagatore dell’incubo. Ogni personaggio racconta un pezzetto di storia e conduce lo spettatore, mascherato da Dylan Dog, nell’indagine del momento.

La performance pensata per le mostre mercato di fumetto e animazione, si è svolta anche all’interno del Napoli Teatro Festival.

Visitata il 20 giugno 2019.

 

 

4.48 Psychosis

4.48 Psychosis

Il testo poetico e duro di Sarah Kane accompagnato dalle musiche di Gustav Mahler e P. J. Harvey, l’allestimento insolito di Enrico Frattaroli al teatro Sannazzaro per il Napoli Teatro Festival.
Visto il 23 giugno 2019.

4.48 Psychosis

in forma di “sinfonia per voce sola”
 
di Sarah Kane

in forma di “sinfonia per voce sola” di Enrico Frattaroli
con Mariateresa Pascale
Patrizia Polia (soprano)
Diego Procoli (pianoforte)
musiche da Gustav Mahler e P. J. Harvey
elaborazioni musicali / video / scena / regiadi Enrico Frattaroli
produzione Frattaroli-Pascale
in collaborazione con Florian Metateatro – Centro di produzione teatrale
con il sostegno del Festival Internazionale di Andria Castel dei Mondi

Jenga – L’ultima mossa del becchino

Jenga – L’ultima mossa del becchino

Jenga è un gioco di mattoncini in equilibrio, come le vite dei protagonisti di questa storia che si svolge sullo scenario del Wrestling, un po’ finzione un po’ realtà.

Visto al Napoli Teatro Festival il 22 giugno 2019, Cortile delle carrozze di Palazzo Reale a Napoli, foto scattata in questa occasione.

Jenga – L’ultima mossa del becchino

testo e regia Alberto Mele e Marco Montecatino
con Pietro Tammaro, Chiara Vitiello, Marco Fandelli, Marco Montecatino
costumi Elena Soria
scenografia Florian Mayer
trucco Lorenza Mattera
light design Tommaso Vitiello
sound design Gino Giovannelli
voce registrata Gabriele Borriello
produzione Teatro Serra

 

Freestyle – Coffee Brecht

Freestyle – Coffee Brecht

Stasera, dopo la lezione prova, c’è stato un Freestyle. Il Freestyle è uno spettacolo di iprovvisazione estremamente dinamico, che unisce improvvisazioni libere a giochi di abilità, ha un’impronta brillante e può durare dai 40 ai 50 minuti. La parte di scrittura del pubblico è relativa agli input suggeriti su un cartellone prima dell’inizio dello spettacolo.

freestyle 21 giugno 2019

In scena:
Maura Bellini
Martina di Leva
Massimo Magaldi
Diego Purpo

Coffee Hour – Cretinis. Il piacere di essere stupidi

Coffee Hour – Cretinis. Il piacere di essere stupidi

Cretinis è il format di clown improvvisato di Fabio Magnani, attore e formatore straordinario, nonché essere umano meraviglioso, che abbiamo avuto in Coffee Brecht più volte, sia nei moduli di didattica annuale che per il progetto Cretinis. Questa volta, per fortuna, ho avuto anch’io la possibilità di partecipare al suo laboratorio. Il lavoro di Fabio è molto fisico, non solo in scena, anche nella preparazione, e il suo stile di clown estremamente poetico e surreale, un clown naturale che trovi dentro te stessa. Ho amato ogni istante del suo workshop, l’ho anche sudato moltissimo!
Siamo andati in scena con i nostri clown nella cornice del Coffee Hour.

cret
Grafica@CoffeeBrecht

In scena

Valentina Calabrese
Giada Pugliese
Diego Purpo
Silvia Ranucci
Gaia Rubba
Valeria Salvi
Genny Saviano
Sandra Vassetti

Foto di Mauro Frojo.

 

 

cretinis clown coffee Brecht
Mimì e le ragazze della pallavolo

Mimì e le ragazze della pallavolo

Mimì è una giocatrice di pallavolo, ma nessuno lo sa, tutti conoscono solo Domenico. Il suo percorso di affermazione incontrerà gli ostacoli tipici della transfobia della società eteropatriarcale.

Il ruolo di Mimì interpretato da un’attrice, per quanto brava, perde di forza per me, il punto centrale dell’esperienza di una persona trans è il conflitto tra corpo e società, un conflitto che ogni corpo vive in modo diverso.

Visto il 14 giugno 2019 al Napoli Teatro Festival, Teatro Sannazzaro.

Mimì e le ragazze delle pallavolo
Laddove Mimì sta per Domenico

scritto e diretto da Sara Sole Notarbartolo
con Fabiana Russo
musiche originali Massimo Cordovani
costumi Gina Oliva
voci registrate Ivna Curi, Lorenzo De Simone, Marco Palumbo, Sara Sole Notarbartolo, Fabio Rossi
produzione Taverna Est Teatro
Chicchi di Coffee 2019

Chicchi di Coffee 2019

Il saggio è quel momento in cui metti in mostra il frutto del lavoro di un anno o più anni, che si tratti di tango, swing o teatro, hai l’ansia di esibirti e mostrare ad amici e parenti perché hai saltato quella tale cena di famiglia, perché sei uscito anche con la bufera, perché hai speso duecento euro in scarpe e abiti particolari. Ovviamente non c’è solo l’ansia da esibizione, c’è anche il divertimento, la fine di un percorso o parte di esso, lo stare assieme, la soddisfazione di aver portato fino in fondo qualcosa.
I saggi della scuola Coffee Brecht vanno sotto il nome di Chicchi di Coffee, poiché ogni improvvisatore e improvvisatrice è un chicco della grande famiglia Coffee.Tutti i chicchi sono chiamati a esibirsi alla fine dell’anno didattico, che siano primini o amatori navigati, che abbiano seguito una classe del triennio o un singolo progetto.
Andare in scena è divertente ed è parte del processo di formazione e apprendimento. Queste sono alcune foto dei Chicchi di Coffee 2019, ci siamo esibiti al TIN – Teatro Instabile di Napoli.

Scrivere per La Chiave di Artemysia

Scrivere per La Chiave di Artemysia

La Chiave di Artemysia è un’associazione che propone spettacoli teatrali e visite teatralizzate in tutta la Campania, anima dell’associazione è l’attrice e autrice Livia Berté. Livia è stata interprete del corto teatrale true crime che ho scritto a più mani per la rassegna Tredici Assassine del Teatro TRAM, ci siamo trovate subito affini, così per Echi dello Stige ho scritto due monologhi brevi, uno su santa Patrizia e l’altro su Nerone.

Questa esperienza di scrittura è stata molto interessante, ho provato emozioni completamente diverse nello scrivere i due monologhi, il primo è venuto fuori facilmente, ho visto questa giovane donna subito, l’ho sentita nel suo desiderio di abbandonare una strada già tracciata dalla famiglia, dal ceto sociale, dal tempo e mettersi in viaggio per essere autentica. Mentre con Nerone è stata dura, mi sono sentita subito in soggezione di fronte a una storia troppo vera e troppo grande, pietre che impedivano al flusso della narrazione di sgorgare, così ho scelto il momento in cui cena con Agrippina per l’ultima volta, ho scelto la morbosità di quell’istante, ma c’è stata poca pancia e molta testa.

Ogni più piccola esperienza è un arricchimento, per la mia scrittura e per la conoscenza di me stessa.