Categoria: spettatrice

La morte e la fanciulla

La morte e la fanciulla

La morte e la fanciulla di 𝗔𝗿𝗶𝗲𝗹 𝗗𝗼𝗿𝗳𝗺𝗮𝗻 con la regia di 𝗘𝗹𝗶𝗼 𝗗𝗲 𝗖𝗮𝗽𝗶𝘁𝗮𝗻𝗶 ieri al Teatro San Ferdinando.

Personaggi:
 Gerardo Escobar, avvocato e presidente di una commissione che indaga sui desaparecidos, sua moglie Paulina Salas, vittima di torture, il dottor Roberto Miranda.

Il dramma di Ariel Dorfman ha come soggetto la giustizia per le vittime della dittatura cilena di Pinochet dopo la democratizzazione del paese e l’amnistia. Temi dominanti sono il perdono e l’impossibilità di dimenticare, personalmente e collettivamente.
Gli attori si muovo sul palco quasi spoglio, bianco come le carte di un dossier, tutto si svolge una sera in una villetta vicino al mare, i protagonisti agiscono dapprima con cordiale freddezza e formalità poi, in un crescendo di emozioni, con foga nel dolore della carne e della consapevolezza di un’oscurità che non si può rimuovere. Paulina, vittima di tortura, di stupro, tesa all’inverosimile, non può più ascoltare il quartetto di Schubert che dà il titolo all’opera, perché colonna sonora del suo drammatico rapimento. Nel medico che, forse casualmente forse no, si trova a casa sua, riconosce il suo carnefice. Inizia così un processo privato in cui gli attori interpretano la società in crisi, le relazioni in crisi e il fragile equilibrio tra giustizia e vendetta. La delusione arriva per l’epilogo che, probabilmente, è l’esito desiderato dal drammaturgo.
Il testo va in scena con la regia di Elio De Capitani che sceglie di scoprire la finzione teatrale affidando le didascalie a una voce fuori campo, oltre che alle già citate scenografie scarne, giocando con luci e ombre a diverse profondità spaziali. Esseri umani gli attori, un salto temporale li porta in in platea, si mescolano a noi.
In scena Enzo Curcurù, Claudio Di Palma e Marina Sorrenti.
Il testo scritto nel 1991 è tradotto da Alessandra Serra. Lo spettacolo è una coproduzione Elfo e Teatri di Napoli.

Ho scelto questo spettacolo, andato già in scena al Napoli Teatro Festival, proprio per la regia di Elio De Capitani e non mi ha deluso, nonostante gli attori mi abbiano dato l’impressione di un diesel ieri sera, ma ogni recita è una rappresentazione nuova e diversa dalle altre. Se all’inizio la dinamica mi appariva confusa, dopo circa una mezz’ora ero dentro la storia, presa dal triangolo umano e dalla tragedia. Dalla prima fila in platea lo spazio scenico appariva sbilenco e gli attori troppo sul fondo del palco, qualche volta persino svociati.


Notte d’Alba in scena al Napoli Teatro Festival

Notte d’Alba in scena al Napoli Teatro Festival

Un’amica mi ha invitata a vedere Notte d’Alba, monologo biografico sulla scrittrice Alba de Cespedes scritto da Marina Sorrenti, ideato e interpretato da Franca Abategiovanni.
Alba de Cespedes è una delle autrici della mia infanzia, il suo Diario Proibito è stato per anni un modello di scrittura per me, ovviamente nel mio scrivere privato. Politicamente la condizione della donna che emerge dalle sue pagine è parte delle fondamenta del mio femminismo.
Lo spettacolo allestito nel cortile delle carrozze di Palazzo Reale, è stato essenziale, dell’arco biografico della scrittrice è narrata in particolare l’esperienza della Resistenza. Il parallelo con la situazione politica attuale è più volte suggerito. L’attrice molto brava, il testo un po’ troppo narrativo per i miei gusti. Amo altri generi di spettacolo, ma come lavoro è apprezzabile, soprattutto perché De Cespedes è ingiustamente dimenticata dai più e qualcosa che ne ricordasse le vicende biografiche e artistiche andava fatto da tempo.

Notte d’Alba
idea progetto e interpretazione Franca Abategiovanni
regia Gabriella Eleonori
scritto da Marina Sorrenti
scene Alessandra Ricci
aiuto regia Orazio Rotolo Schifone
luci e fonica Desideria Angeloni
service classico light Franco Ferrigno
produzione Pan Productions srls

Il colloquio in scena al Napoli Teatro Festival

Il colloquio in scena al Napoli Teatro Festival

Il colloquio è uno spettacolo teatrale della compagnia Collettivo Lunazione, portato in scena al Napoli Teatro Festival 2020, dopo aver già debuttato in altre città e aver vinto il Premio Scenario l’anno scorso.
Finalmente sono riuscita a vederlo dal vivo, era sulla piattaforma dei Visionari, poi Martina di Leva è una delle mie insegnanti di improvvisazione teatrale e ci tenevo tantissimo a vederlo.
Il giardino romantico di Palazzo Reale, che l’anno scorso era adibito a dopo festival, adesso ospita il palco e un terzo dei posti a sedere, le norme di distanziamento vengono rispettate scrupolosamente da tutto il personale e dal pubblico.
La storia portata in scena è quella di tre donne che attendono di entrare a colloquio con i rispettivi uomini, reclusi in carcere. Le donne sono interpretate da attori, in un gioco teatrale di rimandi e travestimenti, il linguaggio è scurrile e popolare, le storie dei personaggi affiorano tra sogni, aspettative e delusioni.
Uno spettacolo completo, strutturato e ben scritto, nato dalle improvvisazioni e poi elaborato attraverso la documentazione e le interviste alle reali protagoniste di queste vicende.
Covid-19 permettendo Il Colloquio sarà in scena al Bellini quest’autunno.

Il Colloquio
progetto e regia Eduardo Di Pietro
con Renato Bisogni, Alessandro Errico, Marco Montecatino
aiuto regia Cecilia Lupoli
costumi Federica del Gaudio
organizzazione Martina di Leva
Collettivo Lunazione produzione Fondazione teatro di Napoli-Teatro Bellini

In-Sanità arTeatrale. Toccare il cielo con un dito

In-Sanità arTeatrale. Toccare il cielo con un dito

Le scale del palazzo me le mangio, arrivo sul terrazzo, la rassegna organizzata da Mario, Senae e Riccardo tocca il cielo sopra la Sanità, quartiere partenopeo popolare e maltrattato.
InSanità arTeatrale è nata tra amici ed è diventata la prima rassegna dal vivo post lockdown di Napoli, l’emozione di sedermi e farmi raccontare una storia, sentendola vivere sotto la pelle dell’attrice in scena è straniante. Un rituale che ci è stato negato con un taglio netto e improvviso.
Eccomi qui, seduta a un metro di distanza da un’amica, un amico, conoscenti e persone viste in giro, tutte e tutti qui per riprendere da dove si era lasciato.
La rassegna porta in scena quattro spettacoli, ma io riesco a vederne solo due, il primo dedicato alle lettere luterane di Pasolini, un primo studio di Margherita Romeo; il secondo di Riccardo Pisani, dedicato a Gaetano Bresci, in scena Nello Provenzano.
Per il secondo spettacolo ho molte aspettative, la tematica mi è cara, Nello Provenzano è un bravo attore e Riccardo mi ha spiegato come lavora, quindi le scale che portano sul terrazzo le faccio due alla volta, prendo posto in prima fila, saluto amici e conoscenti e mi dedico.
Gaetano, favola anarchica racconta la vita dell’anarchico Gaetano Bresci attraverso una visione poetica rodariana, la libertà è un gioco di bambini, bambini che sanno distinguere il bene dal male.
Bravi, applausi.
Notte di stelle, spettacolo, desiderio esaudito.

Blank on line con Omar Galvan

Blank on line con Omar Galvan

Non so quante persone leggano il mio blog, credo pochissime. A queste pochissime lascio un consiglio last minute: Blank on line con Omar Galvan, uno spettacolo promosso e organizzato da Improteatro.

Omar Argentino Galvan è un’improvvisatore di Buenos Aires, attore, regista e scrittore che con il suo Improtour porta l’improvvisazione in tutto il mondo, ho avuto la fortuna di seguire dei worshop con lui ed è stata una delle esperienze più formative che abbia fatto.

L’anno scorso è stato a Napoli assieme a Diego Ingold, improvvisatore spagnolo, per lo spettacolo Paspartout che univa disegno e improvvisazione, al Tin Teatro Instabile.

Questi i dati ricavati dalla pagina dell’evento Facebook:

BLANK di Omar Galvan
uno spazio vuoto bianco, un attore che agisce, sinapsi multiple per una profonda e pura improvvisazione
visione on line dello spettacolo andato in scena il 29 maggio 2015 durante Improject 2015
rivivremo l’emozione dello spettacolo insieme al suo protagonista Omar Argentino Galvan – Improtour che sarà a disposizione per chiacchierare con il pubblico
sarà l’occasione per scoprire come sarà la nuova edizione di #Improject2020, il Raduno Nazionale organizzato da Improteatro – Improvvisazione Teatrale Italiana a #Chianciano, che quest’anno avrebbe festeggiato i suoi vent’anni in questi giorni…

⚠️ per PARTECIPARE collegati alla piattaforma ZOOM
https://zoom.us/
🔊 qui il codice per entrare nella call 744-776-0487

📍 il link allo spettacolo verrà comunicato un’ora prima dell’evento!

Il link all’evento: Blank on line con Omar Galvan by Improteatro.

Una via maestra è aperta stasera, 5 giugno alle 21, per conoscere un pezzettino, un pezzettino doc, di improvvisazione da casa propria.

Questa voglia di teatro è voglia di vita

Questa voglia di teatro è voglia di vita

Nella foto qui sopra sorrido, perché in quel posto lì, la sede di Coffee Brecht, mi sono divertita e so che mi divertirò ancora, anche se adesso la porta è chiusa. Dentro c’è tutto lo spirito vivo del nostro gioco, lo spirito dell’improvvisazione teatrale.
In questi mesi di fermo sono ingrassata sette kg e mezzo, zoom, google meet e skype mi hanno aiutata a sentirmi meno sola, ma hanno anche trasformato la sedia in una trappola e adesso sento solo tanta, tantissima voglia di correre, di saltare, di stare all’aria aperta e di giocare.

Giocare con gli altri a facciamo che io sono versione adulta ma non troppo, cioè ho voglia di improvvisare, di urlare impro! prima che qualcuno entri in scena, ho voglia di elargire input strampalati ai primini durante la lezione, ho voglia di aver paura di chi sta seduto davanti a me, ma poi pensare che è mio amico e fa il tifo per me.
Ho voglia di muovermi, di ballare, ho voglia di teatro.

Lavoratrici e lavoratori dello spettacolo sono in agitazione perché per loro non c’è un piano di sostentamento in questo periodo di fermo, come se mettere su una piattaforma on line degli spettacoli della Scala di Milano, potesse dar da mangiare a migliaia di artisti locali.

Il teatro è vita per chi lo fa in scena, per chi lo fa dietro il palco, per chi gestisce gli spazi e la comunicazione, per chi ne usa le tecniche per curare ed educare, per l’arte pura e quella bastarda. E’ un rituale, è sacro e si può desacralizzare, è dissacrante e divertente. Ha una dimensione spirituale, intellettuale e materiale. Il teatro è la vita che parla.
Chi non lo sostiene non ama la vita.

OnLine: Fuori Scena, storie in LIS

OnLine: Fuori Scena, storie in LIS

La specificità dello spettacolo dal vivo è imprescindibile per potersi dire tale, deve svolgersi in presenza,  certo nell’incertezza del momento alcuni portano on line validi progetti modulati per il video. Fuori Scena, il progetto di lettura e traduzione in LIS di Martina e Valentina di Leva, per esempio è uno di questi.

Martina di Leva gestisce la scuola di Improvvisazione teatrale presso la quale mi sono formata, Coffee Brecht, è una formatrice di grande esperienza e un’attrice di talento, sua sorella Valentina studia al Teatro Stabile di Napoli ed è interprete LIS Lingua dei segni italiana, ha lavorato anche per la Rai durante il Festival di San Remo.
Ogni giorno sul loro canale youtube pubblicano un video in cui raccontano una favola o un capitolo tratto da un libro, al momento stanno leggendo Storia di una gabbianella e del gatto che le insegnò a volare di Luis Sepúlveda.

Tra le mie storie preferite c’è Il palazzo di gelato di Gianni Rodari

L’immagine che illustra l’articolo appartiene alle attrici.

I corti della formica edizione 2019

I corti della formica edizione 2019

I corti della Formica è una rassegna di corti teatrali promossa dall’associazione ARIES Teatro ed Eventi ormai giunta alla quattordicesima edizione. Motore e cuore della manifestazione è Gianmarco Cesareo, autore teatrale, radiofonico e docente di teatro.
Confesso di esserci andata per la prima volta quest’anno, in due serate al Teatro TRAM. La manifestazione premia il corto migliore con voto misto del pubblico e di una giuria di giovani.
Nelle serate in cui ho assistito ai corti me ne sono piaciuti due in particolare, gli spettacoli spaziavano dal progetto nato in seno al teatro di quartiere fino a quello di chi ha già con una solida carriera alle spalle. Questo, come è accaduto per 13 Assassine, rende ancora più interessante la manifestazione, perché c’è grande varietà di approcci, testi, scelte di messa in scena, ovviamente di qualità.
Quello sul corto è un lavoro delicato, perché sotto i 20 minuti, addirittura entro i quindici in certi casi, devi lavorare a uno spettacolo completo, che dica tutto ciò che hai in mente.
Certo per chi fa improv ed ha l’abitudine di lavorare con le short, storie complete dai 2 ai 7 minuti, quei 20 minuti appaiono come un’eternità, ma non è scontato, a volte non bastano, altre vengono riempiti di nulla, troppe parole troppi passaggi, troppo di tutto.

Ieri sera c’è stata la premiazione, tra i vincitori c’è l’attrice che mi è piaciuta di più Veronica Milaneschi, che ha anche presentato una drammaturgia originale, un monologo intitolato Storie d’incroci e d’anarchia, simpatico e ben scritto. Vincitori come miglior spettacolo Dead Man Working, un testo sul lavoro di Valerio Bruner con una messa in scena onirica, la regia è di Francesca Romana Bergamo.

Bocca di rosa. Omaggio a Fabrizio De Andrè

Bocca di rosa. Omaggio a Fabrizio De Andrè

Le luci si spengono e il violoncello inizia a suonare, segue la chitarra e le voci che si intrecciano, rievocano un mondo, il mondo di Fabrizio De Andrè. L’ensemble è vibrante e la platea che affolla il teatro TRAM si emoziona e applaude entusiasta, così passa più di un’ora, così celebriamo uno dei più grandi poeti nati da queste parti, del mondo.

Bocca di rosa. Omaggio a Fabrizio De Andrè
con Francesco Luongo (voce ) Peppe Di Taranto (voce e chitarra) Laura Cuomo (voce), Davide Maria Viola (violoncello)
regia di Francesco Luongo, assistente Assia Cavanì.

Tolfama 2019 – Souvenir

Tolfama 2019 – Souvenir

Tolfama è un festival di Improvvisazione teatrale, organizzato dalla scuola e compagnia Vicolo Checov, che si tiene a Tolfa nel Lazio ogni anno. All’interno del festival si svolgono numerosi workshop aperti ad amatori e amatrici (chi ha completato il triennio base, secondo la formalizzazione del percorso di studi di Improteatro), ospita maestri nazionali e  internazionali, con spettacoli che animano e coinvolgono ogni sera le piazze di tutto il paese.
Quest’anno ho partecipato a un bellissimo workshop che ha unito l’improvvisazione e la fotografia, altra mia grande passione. Il workshop si intitolava Fibonacci Experience ed era tenuto da Stefano Augeri e Alessandro Niccolò, un progetto site specific che ci ha permesso di passare due giorni con le persone di Tolfa, seguirle nel loro lavoro, ascoltarne le storie e poi di improvvisare a partire dal lavoro svolto. Ci siamo esibiti in piazza ed eravamo super emozionati.
La grande organizzazione che c’è dietro un evento come Tolfama, logistica e artistica, oltre che economica, rispecchia in pieno lo spirito del mondo Improv fatto di collaborazione, scambio e voglia di giocare assieme.

Spettacolo alle 21.15 e alle 22.45 – in Piazza Marconi a Tolfa 
FIBONACCI EXPERIENCE – Regia: Augeri&Nicolò