Categoria: Poesia

(Dedicazione – alla tua scarsa dedizione)

Ah, tu pensavi che io fossi una

che si possa dimenticare

e che si butti, pregando e piangendo,

sotto gli zoccoli di un baio.

O prenda a chiedere alle maghe

radichette nell’acqua incantata,

e ti invii il regalo terribile

di un fazoletto odoroso e fatale.

Sii maledetto. Non sfiorerò con gemiti

o sguardi l’anima dannata,

ma ti giuro sul paradiso,

sull’icona miracolosa

e sull’ebrezza delle nostre notti ardenti:

mai più tornerò da te.

1921

Anna Achmantova

Giardino

Nel mio giardino non ci sono alberi di limone.
Nel mio giardino il sole ha spaccato il terreno, il vento ha divelto il cancelletto che ora, interrato e confuso alle erbe maligne, si contorce dolorosamente.
Certe volte viaggiatori solitari si affacciano.
Per guardare oltre l’arido sterro dell’entrata fanno pochi passi in avanti, ma subito ritirano il piede davanti all’intricato intreccio di rovi che a un certo punto ostacola il cammino.
Nel mio giardino non c’è falda sotterranea che alimenti fiori o frutti selvatici, l’erba cresce dopo la pioggia e brucia al primo sole.
Dal mio giardino anche gli insetti sono fuggiti.

I’m Nobody! Who are you?

EN (audio)

I’m Nobody! Who are you?
Are you – Nobody – too?
Then there’s a pair of us!
Don’t tell! they’d advertise – you know!

How dreary – to be – Somebody!
How public – like a Frog –
To tell one’s name – the livelong June –
To an admiring Bog!

IT nella versione di Barbara Lanati

“Io non sono nessuno! Tu chi sei?
Anche tu sei nessuno?
Bene, allora saremo in due!
Ma non dirlo a nessuno!
Ci caccerebbero- e tu lo sai!
Che orrore-essere-Qualcuno!
Che volgarità-come una rana che ripete il suo
nome tutto il mese di giugno a un pantano
che la sta ad ammirare!”

ES en versión de Silvina Ocampo

¡Soy nadie! ¿Quién eres?
¿Eres — nadie — también?
¡Somos entonces un par!
No lo digas son capaces
de descubrirlos — lo sabés.

¡Qué horrible — ser — alguien!
Qué impudicia — como una rana —
Decir vuestro nombre — todo el santo día —
a un admirativo pantano.

Emily Dickinson, 1891