
Categoria: Travel
Di ritorno da Berlino
Di ritorno da Berlino non ho avuto molto tempo per riflettere su ciò che ho vissuto, perché il giorno dopo ho preso un altro aereo e sono partita per Vienna.

Di ritorno da Londra
Da alcuni giorni sono tornata da Londra e mi sento come quella tizia della pubblicità, quella che sta nella vasca da bagno e piange perché vorrebbe tornare sulla nave da crociera. La nave da crociera sulla quale vorrei tornare però è un’immensa città, abitata da milioni di strabilianti alieni provenienti da ogni parte dell’universo.
Partiamo dall’inizio. Durante l’inverno volevo acquistare i biglietti per lo spettacolo Wonder.land messo in scena al National Theatre, con musiche di Damon Albarn. Non c’è stato verso di comprare questi benedetti biglietti dall’Italia, né sul sito del teatro né su altri siti. Mi sono arrabbiata e ho maledetto gli Angli, i Sassoni e gli Juti, questi ultimi per completamento. Ho deciso che sarei andata lo stesso a Londra, primo perché ormai era il momento di visitarla, secondo per quello stato d’animo o sentimento che in lingua napoletana si dice currívo (siamo partite col piede giusto cara Londra). Terzo motivo, avevo voglia di vedere due amici che ormai vivono nel Regno Unito e non fanno altro che invitarmi ad andare.
Sono partita un po’ risentita, sono tornata sorpresa del senso di appartenenza e gioia che ho provato camminando per strada, salendo e scendendo dagli autobus e dalle metro. Come andare a un appuntamento con qualcuno che all’inizio ti irrita, ma poi ti prendi una cotta pazzesca. Tutto questo parlare di Londra come di una città feroce e disumana mi si è palesato solo negli orari di punta della metro. La falsa cortesia con la quale le persone ti passano addosso pronunciando a denti stretti sorry sorry sorry sorry, come un disco rotto, è più buffa che snervante. Certo ci sono stata pochi giorni e come si dice sempre per ogni luogo viverci è un altro paio di maniche. Accantonando per un attimo la snobberia di certe ragazzine bionde e l’efficienza ottusa di alcuni esecutori, ho provato tenerezza per tutti quegli umani che si incastrano nei vagoni. La maggior parte delle persone è stata gentile quando ho chiesto un’indicazione, quasi ogni cosa ha funzionato alla perfezione e io mi sono sentita meglio qui che in contesti molto più vicini alla mia “cultura di origine” (oh quanto si potrebbe dire!).
Certo, turista ma, vivendo per alcuni giorni a casa dei miei amici, girando per le loro strade mi sono sentita anche io una specie di “abitante a tempo”, felice di essere lì.
Felice dei parchi, felice dei musei, anche se sono riuscita a visitarne solo uno, felice della puntualità, felice di non essere bersaglio di molestie da strada, felice della varietà umana e della, forse apparente, capacità di accogliere gli altri.
No che non mi piace il capitalismo sfrenato della cultura anglosassone, mi fa schifo che il rovescio della medaglia della multiculturalità londinese sia lo sfruttamento dei lavoratori e delle lavoratrici. Colonialismo, una sola parola basta. E va be’, no che non mi piace quel tempo buio, freddo e piovigginoso, ho dovuto comprare una sciarpa, in una giornata di sole, chi legge immagini come sono le giornate senza sole a maggio. Di calde ci sono solo le mie impressioni. Colonialismo, una sola parola basta. E va be’, no che non mi piace quel tempo buio, freddo e piovigginoso, ho dovuto comprare una sciarpa, in una giornata di sole, chi legge immagini come sono le giornate senza sole a maggio. Di calde ci sono solo le mie impressioni. Per questa prima visita ho privilegiato alcuni luoghi che avevano una forte attrattiva per me, spesso ho girato in compagnia dei miei amici, che non ringrazierò mai abbastanza per il tempo e la dolcezza che mi hanno regalato.
La cultura pop britannica è stata, specialmente negli anni Novanta, per ciò che posso ricordare in prima persona, estremamente aggressiva, in concorrenza con quella americana. I miei/nostri riferimenti culturali sono pieni di cultura britannica da Dickens, Brontë, Austen, Carroll, Shakespeare alla Cool Britannia, fino a Doctor Who. Per non parlare della musica. Chi conosce Londra da sempre, chi già c’è stato in vacanza, tutte e tutti gli italiani che vivono lì, leggendo questo post lo troveranno ingenuo, ne sono certa.
In un episodio il Dottore si trova con Rose in un universo identico e contrario al nostro, tutto è simile e nel contempo diverso, Londra è una città diversa e vicina, tutta la diversità è eccitante e tutta la vicinanza è confortante.
Thank you London, see you soon!
Di ritorno da Madrid
A post to break the ice after a long absence.
Da meno di 24 ore sono rientrata in Italia dalla Spagna. E’ il mio terzo viaggio nella Penisola Iberica, questa volta sono stata a Madrid, ospite da un’amica splendida che mi ha permesso di conoscere la città da “abitante” più che da turista. Ho pubblicato alcune foto in un account Instagram creato per l’occasione, che comunque continuerò a usare. La url è questa https://instagram.com/lillarainbow. A caldo posso dire solo che Madrid è una capitale moderna con l’anima di un grande paese, ossia i servizi funzionano benissimo, le occasioni non mancano e le feste sono come nei paesi di provincia, dove la tradizione non ha per niente perduto il suo smalto.
¡Gracias gatxs!
Gusto Italia un “all you can eat” a Km zero
Amici romani mi riferiscono che Gusto Italia, la fraschetta vegana, ha chiuso (dicembre 2016) ma riaprirà prossimamente.
The veg fraschetta in Rome!
L’esperienza che si fa del cibo è parte essenziale del viaggio. Ricordo gite scolastiche con un panino e una coca, viaggi itineranti con soste in autogrill e viaggi in cui approfittare del buffet libero della colazione, per mettere assieme anche il pranzo. A dettare legge, per la maggior parte delle persone, sono soprattutto le esigenze di risparmio, forse anche un’attitudine a divorare qualcosa di frugale, per visitare il più possibile in un breve arco di tempo. Superata una certa soglia, che vorrei definire di maturità personale e non d’età generale, le esigenze sembrano cambiare (per chi ho conosciuto, me compresa). Non solo ho maturato il desiderio di stare seduta al tavolo a mangiare con calma, oggi ho anche la necessità di mangiare il più possibile etico. In alcune città è facile trovare degli ottimi ristoranti veg*ani, in altre è difficilissimo e devi accontentarti un po’.
Questa volta ho scoperto a Roma un nuovo locale, ex negozio di frutta e verdura, prima trasformatosi in locale per aperitivi “onnivori”, poi votatosi alla cucina veg*ana. La tavola perfetta ha come piatto principale l’affetto, di contorno una buona cucina. L’unica buona cucina che oggi riconosco è quella che unisce l’arte culinaria al basso impatto. Sì, ho la fortuna di frequentare “romans” che amano la buona tavola etica! Il ristorante, che sarebbe meglio definire una fraschetta, si chiama Gusto Italia e offre un “all you can eat” a 12 o 16 euro. Niente menu, il proprietario serve i piatti accompagnandoli con minuziose descrizioni e incitando a commentare. Mettete da parte la timidezza e rilassatevi. L’ambiente è informale e semplice, con un servizio senza fronzoli ma cordiale. Ciò che rende davvero interessante Gusto Italia è la qualità della cucina, i piatti sono saporiti e gli ingredienti genuini, tutto a un prezzo davvero contenuto.
The “fraschetta” is a typical Roman restaurant where you can eat traditional food and buy local products. They are informal, and often have a set menu or cook with fresh ingredients of the day.
Sette portate profumate per sei persone, pane, abbiamo bevuto dell’acqua, ma perché il caldo era avvilente. I gelati al melone e all’anguria sono deliziosi. Un solo difetto, i bicchieri e i piatti di plastica, cambiando quelli diventa tutto super perfetto!
Gusto Italia Ristorante vegano/vegetariano, si trova in via dei Monti Tiburtini 566 a Roma, Italia. Per raggiungerlo bisogna prendere la metro B, da Termini direzione Rebibbia e scendere alla fermata di Monti Tiburtini. Attenzione a non prendere il treno Rebibbia-Jonio, che non ferma Monti Tiburtini.
Gusto Italia Restaurant vegan / vegetarian, is located in Via dei Monti Tiburtini 566 in Rome, Italy. To reach Gusto Italia you have to take line B from Termini to Rebibbia and get off at Monti Tiburtini. Be careful not to take the train Rebibbia-Jonio, that doesn’t stop Monti Tiburtini.
Una passeggiata al Coppedè
A walk in Coppedè, a magical the district in Rome.
Nel fine settimana sono stata a Roma per il Pride 2015. Prima di partecipare alla parata per l’orgoglio e i diritti di tutte le persone, ho visitato una delle zone più affascinanti e meno conosciute dalla massa di turisti della città eterna, il Coppedè. Volevo fare questa passeggiata al Coppedè da tanto tempo! Ho preso per mano la mia amica Ricciolina e abbiamo sfidato la calura con passo svelto ed entusiasmo.

A dispetto del nome il quartiere Coppedè non è un vero quartiere, si trova infatti nel quartiere Trieste ma, per la coerenza stilistica degli edifici che costituiscono il complesso urbanistico, viene citato come quartiere. Opera dall’architetto e scultore fiorentino Gino Coppedè, che lo realizzò nei primi del Novecento, la particolarità di questo complesso è proprio nel tipo di architettura, fantasiosa e fiabesca, magica a dir poco. Ogni edificio riporta simboli misteriosi e della natura che si mescolano a elementi storici e mitologici, anche della romanità nella scelta dei materiali, il travertino.

I nomi degli edifici sono quanto di più evocativo possa esserci per un’amante delle favole: Villino delle Fate, Palazzo del Ragno, Fontana delle Rane. Mascheroni, divinità, riferimenti culturali romani e greci, immagini sacre, esoterismo c’è di di tutto al Coppedè che, pur essendo nato in epoca fascista, non presenta alcuna caratteristica dell’architettura razionalista di quel periodo ed è, anzi, originale e ingegnoso.
Un mix di Liberty e Classicismo, Neogotico e Rinascimento, teatrale, antico e contemporaneo si mescolano per dare vita a un set suggestivo.

Non a caso, per il grande ingresso sormontato da un maschernone del Palazzo del Ragno su piazza Mincio, Coppedè si ispirò a “Cabiria“, film del 1914 sceneggiato da Gabriele D’Annunzio. Ma il legame con il cinema è doppio, proprio qui sono stati girati “L’uccello dalle piume di cristallo” e “Inferno” di Dario Argento, “La ragazza che sapeva troppo” di Mario Bava, “Il presagio” di Richard Donner, alcune scene di “Il profumo della signora in nero” di Francesco Barilli, “Ultimo tango a Zagarolo” di Nando Cicero e“Audace colpo dei soliti ignoti” di Nanni Loy.

Racconta la leggenda che i Beatles, usciti dal Piper, la famosissima discoteca che si trova qui vicino, abbiano fatto un bel bagnetto proprio nella Fontana delle rane.

In due ore di stupore e meraviglia, abbiamo fotografato ogni angolo. La zona appare addormentata, sospesa nel passato. C’è un liceo, ma chi vive al Coppedè tiene i cancelli e le finestre ben chiuse, gli interni, infatti, non si possono visitare. Chissà quali meraviglie nascondono.

Arrivare al Coppedè è facile, bisogna muoversi sulla metro B, da Termini in direzione Rebibbia, e scendere alla fermata Policlinico. Dalla fermata Policlinico si prende il tram numero 3, oppure l’autobus 19, così si arriva a piazza Buenos Aires, una volta qui bisogna inforcare via Tagliamento.

Coppedè is easy to get to, you have to move on metro B from Termini towards Rebibbia and get off at Policlinico. From Policlinico you take the tram number 3, or bus 19, so you get to Piazza Buenos Aires, once here you have to get on via Tagliamento.
Su piazza Buenos Aires affaccia la chiesa di Santa Maria Addolorata, anch’essa costruita nei primi del Novecento, ma in stile romanico-bizantino. Architettonicamente rappresenta, quindi, un bellissimo falso storico.

Chi torna a Roma per la terza o quarta volta, secondo me, può mettere da parte piazza San Pietro e il Colosseo, per iniziare a conoscere in modo più approfondito la Roma che non ti aspetti. Beh, a meno che non vi interessino esclusivamente quei due posti.
Sitografia del Quartiere Coppedè
- Wikipedia, il Quartiere Coppedè;
- Il quartiere Coppedè protagonista del cinema italiano;
- La magia del quartiere Coppedè;
- Ciak si gira: Passeggiate cinematografiche. Il quartiere Triste;
- Roma surreale, il quartiere Coppedè;
- (EN) Secret Rome: Atmospheric Quartiere Coppedè;
- Gino Coppedè (EN Gino Coppedè).
Bibliografia
Il fantastico quartiere Coppedè tra simboli e decorazioni, Giovanna Pimpinella, Caramanica 2008.


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