Categoria: attrice

Stle libero

Stle libero

Siamo andati in scena con Stile libero uno spettacolo di improvvisazione che consente alle attrici e agli attori di giocare stili, strumenti e generi a piacimento, come in una classica jam. A partire dal suggerimento del pubblico, come sempre, si improvvisano storie di ritmo e durata differenti, il buio viene chiamato dall’interno.
Il percorso di preparazione dello spettacolo è durato due mesi, con incontri settimanali, ogni allenamento si focalizzava su un aspetto diverso della shortform, senza però disdegnare gli strumenti della long.
La regia è di Martina di Leva.

Il viaggio incantato

Il viaggio incantato

Il viaggio incantato è uno spettacolo di improvvisazione per bambini, la compagnia Coffee Brecht lo mette in scena spesso, qui eravamo a Pomigliano d’Arco nel Giardino dei Miti. Per l’occasione mi sono occupata delle musiche, in uno spettacolo di improvvisazione chi mette le musiche è in scena come gli attori, perché essendo tutto senza un copione serve saper improvvisare.

Il viaggio incantato
Il viaggio incantato
Felicissima sera – musiche di Fabio Pavan

Felicissima sera – musiche di Fabio Pavan

Di nuovo in scena il 1 marzo presso il Tin-Teatro Instabile di Napoli con Felicissima sera, la sceneggiata improvvisata. Far parte di questo progetto mi riempie gioia, posso interpretare ogni volta personaggi sopra le righe, esagerati, anche sguaiati.
Questa volta sono stata una fattucchiera della Napoli anni Settanta, in combutta con uno iettatore professionista.
In questa occasione abbiamo avuto come ospite e maestro il musicista Fabio Pavan, la sua guida nella realizzazione delle canzoni improvvisate è stata straordinaria.

Napoli-Venezia, un’ora e mezza di ritardo

Napoli-Venezia, un’ora e mezza di ritardo

Questo spettacolo è andato in scena il 13gennaio 2024 ad Underneath, Napoli.
Ideato da Gerardo Fierro, improvvisatore della scuola Coffee Brecht, nell’ambito dei progetti Plug&Play, ambientato negli anni Novanta vede un gruppo di passeggeri condividerei viaggio in treno che li porta da Napoli a Venezia. Il treno lungo il percorso accumula un ritardo di un’ora e mezza. Proprio il ritardo porta i passeggeri a condividere storie, opinioni e segreti.
Un progetto nato come copione teatrale che è stato traslato nel linguaggio dell’improvvisazione grazie alla co-regista Silvia Ranucci.

Per creare il mio personaggio mi sono ispirata al modello estetico di Brenda Walsh, la protagonista di Beverly Hills 90210, al mattino con la mia parrucchiera abbiamo realizzato la pettinatura divertendoci a rievocare i fatti di quelli anni, che sono anche gli anni della nostra adolescenza.


Il pubblico ha indicato nomi, professioni e motivo del viaggio scrivendo sul biglietto fornito all’entrata in teatro. Ho realizzato una grafica che riprende i veri biglietti del treno degli anni ’90.



Le foto di scena sono di Diego Purpo.

Felicissima sera – il giorno dei morti

Felicissima sera – il giorno dei morti

Domenica 29 ottobre siamo andati in scena al TIN Teatro Instabile Napoli diretto da Gianni Sallustro, la sceneggiata improvvisata. Lo spettacolo ha fatto parte della rassegna del Comune di Napoli Uanèma: festa degli altri vivi, dedicata ai riti dei morti.

Le storie raccontate hanno avuto come input principale un quartiere di Napoli, definito il luogo abbiamo improvvisato tenendo come timone sia l’occasione specifica, il giorno dei morti, che il format della sceneggiata. Ovviamente tutto è stato originale e irripetibile.
Grande spazio ha avuto la musica con i pezzi di giacca e giacchetta o paglietta, la dedica e il pezzo finale. Scene tragiche e scene leggere si sono alternate e il pubblico sembrava divertirsi nel seguire le storie principali e quelle secondarie.

Per Coffee Brecht è stata una bella occasione di spettacolo.

@Foto messe a disposizione dall’organizzazione della rassegna.

G.I.F.-Garbatella Impro Festival

G.I.F.-Garbatella Impro Festival

Ormai due settimane fa, dall’11 al 13 settembre, si è svolto a Roma G.I.F. – Garbatella Impro Festival, il primo festival italiano di improvvisazione site specific della città, nel quartiere Garbatella. Come spesso mi accade riesco a scrivere delle cose solo qualche settimana dopo, perché nel mentre sono troppo presa dagli eventi e dalle emozioni.
Il Festival è stato molto bello, un grande evento per chi ha partecipato e per chi lo ha organizzato, l’associazione Manallarte, ma è stato anche una grande scommessa fatta basandosi su un duro lavoro per realizzare un sogno nato durante il lockdown.
In un fine settimana si sono svolti decine di spettacoli per adulti e bambini e workshop di improvvisazione teatrale. Il quartiere Garbatella è una delizia, una specie di paese all’interno della città, i cortili delle abitazioni, le piazzette e le scalinate si sono popolate di pubblico e sono diventate palcoscenico per storie irripetibili. La gente si è sentita meno sola, qualcuno lo ha anche detto affacciato alla finestra di casa, e ne chiedeva ancora. La manifestazione prevedeva anche una premiazione, il primo G.I.F. è stato vinto da Maia Compagnia Teatrale con GNAF, uno spettacolo di improvvisazione sulla bonifica del territorio di Latina.
Tra le compagnie che si sono esibite (fuori concorso) c’è stata anche Ippocampi, formata per metà da romani e metà partenopee (tra cui io). Anche Ippocampi è nata durante il lockdown, abbiamo fatto formazione e allenamenti on line e in presenza, lavorando su un format per bambini di Rubik Teatro, la Fiaba Incartata. Un’esperienza che mi ha arricchita e spero si ripeta.
In questo anno che è stato e sarà ancora tra i più difficili per il mondo del teatro, quando tutti dicono non si può fare! portare per strada tanti spettacoli, garantire che tutto si svolga in sicurezza e senza incidenti, è stato quasi un miracolo, eppure lo si è fatto.
Mentre intorno ogni cosa parla di morte imminente, noi l’abbiamo rimandata andando in scena.

Il gazebo di GIF in piazza Sant’ Eurosia a Roma. In alto un momento dello spettacolo La Madeleine, della compagnia Tempo di Mezzo
Open Mic Web Edition

Open Mic Web Edition

L’Open Mic è una formula che consente agli artisti di proporsi sulla scena con sketch, monologhi e piccoli format non solo improvvisati. In epoca pre-pandemia Coffee Brecht giocava gli Open Mic durante il Coffee Hour, l’ora di improvvisazione teatrale dal vivo. Con le restrizioni dovute al lockdown e lo scempio delle attività teatrali ancora in vigore tutto lo spettacolo dal vivo si è fermato. Dal 20 marzo al 22 maggio però, ogni venerdì sera abbiamo giocato l’Open Mic su piattaforma zoom, adattando i giochi di improvvisazione al linguaggio video o creandone ad hoc.

Abbiamo sperimentato le jam, le canzoni improvvisate, dei miniformat pensati apposta per queste occasioni e adattamenti di programmi video-radio.

Sono stata una capitana di nave sadomaso, la ragazza dell’oroscopo, una stramba giornalista, un’amica snob e sadica, la donna tecnologica selezionata da una ricerca sociologica giocando in coppia o in gruppo – ognuno a casa propria.

A differenza di altre compagnie e scuole di improvvisazione abbiamo preferito aprire gli spettacoli solo al pubblico dei soci, cioè questo è stato un modo per stare vicini, non perdere del tutto l’allenamento e, soprattutto, divertirci. Alcune cose buone da questo esperimento sono venute fuori, qualcosa si può portare anche fuori dal web. Insomma abbiamo cercato il lato buono di una situazione disastrosa. In fondo l’improvvisazione insegna ad accettare sempre la proposta, valorizzarla e rilanciare.

Per costruire i miei personaggi ho usato il brainstorming, maneggiando le caratteristiche di ognuno prima di “andare in scena”, per poi adattare l’improvvisazione agli input che venivano dal pubblico.

Il desiderio di tornare a esibirsi copro a corpo è forte.

Nelle foto; in alto la grafica del Coffee Hour di Coffee Brecht, nell’articolo i miei personaggi.

Questa voglia di teatro è voglia di vita

Questa voglia di teatro è voglia di vita

Nella foto qui sopra sorrido, perché in quel posto lì, la sede di Coffee Brecht, mi sono divertita e so che mi divertirò ancora, anche se adesso la porta è chiusa. Dentro c’è tutto lo spirito vivo del nostro gioco, lo spirito dell’improvvisazione teatrale.
In questi mesi di fermo sono ingrassata sette kg e mezzo, zoom, google meet e skype mi hanno aiutata a sentirmi meno sola, ma hanno anche trasformato la sedia in una trappola e adesso sento solo tanta, tantissima voglia di correre, di saltare, di stare all’aria aperta e di giocare.

Giocare con gli altri a facciamo che io sono versione adulta ma non troppo, cioè ho voglia di improvvisare, di urlare impro! prima che qualcuno entri in scena, ho voglia di elargire input strampalati ai primini durante la lezione, ho voglia di aver paura di chi sta seduto davanti a me, ma poi pensare che è mio amico e fa il tifo per me.
Ho voglia di muovermi, di ballare, ho voglia di teatro.

Lavoratrici e lavoratori dello spettacolo sono in agitazione perché per loro non c’è un piano di sostentamento in questo periodo di fermo, come se mettere su una piattaforma on line degli spettacoli della Scala di Milano, potesse dar da mangiare a migliaia di artisti locali.

Il teatro è vita per chi lo fa in scena, per chi lo fa dietro il palco, per chi gestisce gli spazi e la comunicazione, per chi ne usa le tecniche per curare ed educare, per l’arte pura e quella bastarda. E’ un rituale, è sacro e si può desacralizzare, è dissacrante e divertente. Ha una dimensione spirituale, intellettuale e materiale. Il teatro è la vita che parla.
Chi non lo sostiene non ama la vita.

Tolfama 2019 – Souvenir

Tolfama 2019 – Souvenir

Tolfama è un festival di Improvvisazione teatrale, organizzato dalla scuola e compagnia Vicolo Checov, che si tiene a Tolfa nel Lazio ogni anno. All’interno del festival si svolgono numerosi workshop aperti ad amatori e amatrici (chi ha completato il triennio base, secondo la formalizzazione del percorso di studi di Improteatro), ospita maestri nazionali e  internazionali, con spettacoli che animano e coinvolgono ogni sera le piazze di tutto il paese.
Quest’anno ho partecipato a un bellissimo workshop che ha unito l’improvvisazione e la fotografia, altra mia grande passione. Il workshop si intitolava Fibonacci Experience ed era tenuto da Stefano Augeri e Alessandro Niccolò, un progetto site specific che ci ha permesso di passare due giorni con le persone di Tolfa, seguirle nel loro lavoro, ascoltarne le storie e poi di improvvisare a partire dal lavoro svolto. Ci siamo esibiti in piazza ed eravamo super emozionati.
La grande organizzazione che c’è dietro un evento come Tolfama, logistica e artistica, oltre che economica, rispecchia in pieno lo spirito del mondo Improv fatto di collaborazione, scambio e voglia di giocare assieme.

Spettacolo alle 21.15 e alle 22.45 – in Piazza Marconi a Tolfa 
FIBONACCI EXPERIENCE – Regia: Augeri&Nicolò 

Radio Kafé – Coffee Hour

Radio Kafé – Coffee Hour

Radio Kafé la radio improvvisata di Coffee Brecht, uno spettacolo ideato da Martina di Leva e Diego Purpo, in cui si lavora sulla struttura radiofonica per improvvisare storie e giochi.
Siamo andati in scena nella cornice del Coffee Hour, ultimo appuntamento della stagione di improvvisazione, con alle spalle solo otto ore di prove, ma è andata bene e, nonostante il caldo, la sala era piena.