Mese: Maggio 2020

Open Mic Web Edition

Open Mic Web Edition

L’Open Mic è una formula che consente agli artisti di proporsi sulla scena con sketch, monologhi e piccoli format non solo improvvisati. In epoca pre-pandemia Coffee Brecht giocava gli Open Mic durante il Coffee Hour, l’ora di improvvisazione teatrale dal vivo. Con le restrizioni dovute al lockdown e lo scempio delle attività teatrali ancora in vigore tutto lo spettacolo dal vivo si è fermato. Dal 20 marzo al 22 maggio però, ogni venerdì sera abbiamo giocato l’Open Mic su piattaforma zoom, adattando i giochi di improvvisazione al linguaggio video o creandone ad hoc.

Abbiamo sperimentato le jam, le canzoni improvvisate, dei miniformat pensati apposta per queste occasioni e adattamenti di programmi video-radio.

Sono stata una capitana di nave sadomaso, la ragazza dell’oroscopo, una stramba giornalista, un’amica snob e sadica, la donna tecnologica selezionata da una ricerca sociologica giocando in coppia o in gruppo – ognuno a casa propria.

A differenza di altre compagnie e scuole di improvvisazione abbiamo preferito aprire gli spettacoli solo al pubblico dei soci, cioè questo è stato un modo per stare vicini, non perdere del tutto l’allenamento e, soprattutto, divertirci. Alcune cose buone da questo esperimento sono venute fuori, qualcosa si può portare anche fuori dal web. Insomma abbiamo cercato il lato buono di una situazione disastrosa. In fondo l’improvvisazione insegna ad accettare sempre la proposta, valorizzarla e rilanciare.

Per costruire i miei personaggi ho usato il brainstorming, maneggiando le caratteristiche di ognuno prima di “andare in scena”, per poi adattare l’improvvisazione agli input che venivano dal pubblico.

Il desiderio di tornare a esibirsi copro a corpo è forte.

Nelle foto; in alto la grafica del Coffee Hour di Coffee Brecht, nell’articolo i miei personaggi.

Questa voglia di teatro è voglia di vita

Questa voglia di teatro è voglia di vita

Nella foto qui sopra sorrido, perché in quel posto lì, la sede di Coffee Brecht, mi sono divertita e so che mi divertirò ancora, anche se adesso la porta è chiusa. Dentro c’è tutto lo spirito vivo del nostro gioco, lo spirito dell’improvvisazione teatrale.
In questi mesi di fermo sono ingrassata sette kg e mezzo, zoom, google meet e skype mi hanno aiutata a sentirmi meno sola, ma hanno anche trasformato la sedia in una trappola e adesso sento solo tanta, tantissima voglia di correre, di saltare, di stare all’aria aperta e di giocare.

Giocare con gli altri a facciamo che io sono versione adulta ma non troppo, cioè ho voglia di improvvisare, di urlare impro! prima che qualcuno entri in scena, ho voglia di elargire input strampalati ai primini durante la lezione, ho voglia di aver paura di chi sta seduto davanti a me, ma poi pensare che è mio amico e fa il tifo per me.
Ho voglia di muovermi, di ballare, ho voglia di teatro.

Lavoratrici e lavoratori dello spettacolo sono in agitazione perché per loro non c’è un piano di sostentamento in questo periodo di fermo, come se mettere su una piattaforma on line degli spettacoli della Scala di Milano, potesse dar da mangiare a migliaia di artisti locali.

Il teatro è vita per chi lo fa in scena, per chi lo fa dietro il palco, per chi gestisce gli spazi e la comunicazione, per chi ne usa le tecniche per curare ed educare, per l’arte pura e quella bastarda. E’ un rituale, è sacro e si può desacralizzare, è dissacrante e divertente. Ha una dimensione spirituale, intellettuale e materiale. Il teatro è la vita che parla.
Chi non lo sostiene non ama la vita.

OnLine: Fuori Scena, storie in LIS

OnLine: Fuori Scena, storie in LIS

La specificità dello spettacolo dal vivo è imprescindibile per potersi dire tale, deve svolgersi in presenza,  certo nell’incertezza del momento alcuni portano on line validi progetti modulati per il video. Fuori Scena, il progetto di lettura e traduzione in LIS di Martina e Valentina di Leva, per esempio è uno di questi.

Martina di Leva gestisce la scuola di Improvvisazione teatrale presso la quale mi sono formata, Coffee Brecht, è una formatrice di grande esperienza e un’attrice di talento, sua sorella Valentina studia al Teatro Stabile di Napoli ed è interprete LIS Lingua dei segni italiana, ha lavorato anche per la Rai durante il Festival di San Remo.
Ogni giorno sul loro canale youtube pubblicano un video in cui raccontano una favola o un capitolo tratto da un libro, al momento stanno leggendo Storia di una gabbianella e del gatto che le insegnò a volare di Luis Sepúlveda.

Tra le mie storie preferite c’è Il palazzo di gelato di Gianni Rodari

L’immagine che illustra l’articolo appartiene alle attrici.