macbettu

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Come scrivevo su Instagram, condividendo una foto del teatro prima dell’inizio dello spettacolo, dato che il rosso, quello delle poltroncine, è il colore dell’amore e ieri era san Valentino, ho voluto celebrare il mio amore per il teatro al Bellini, assistendo a questa messa in scena originale di MacBeth, Macbettu, ricca di suggestioni ancestrali e in lingua sarda.

La forza del testo vive pienamente nella traduzione, sostenuta da un’azione scenica rituale, con attori energici e pulitissimi nelle intenzioni e nei gesti. L’apertura è nel mezzo del sabba, con le streghe che appaiono una a una simili a bestie profetizzanti ironicamente la fine di Macbettu, nell’illusione della grandezza. Le streghe, paradossali e comiche, ritmano i passaggi tra una scena e l’altra, muovendo di fatto la storia. Le forze che animano i desideri più oscuri del cuore umano infettano il mondo.  La soluzione delle scene di confronto tra Lady Macbeth, interpretata da un uomo come da tradizione elisabettiana, e Macbeth mortifica in parte il ruolo che lei ha di compagna e artefice della tragedia, ma funziona perfettamente nel discorso complessivo. La tragedia si consuma davanti a noi, in un crescendo di violenza e grottesco, all’interno di quel mondo surreale che è l’inferno di chi paga la propria brama di potere con la solitudine e il sangue, fino al ribaltamento finale.

M A C B E T T U

di Alessandro Serra

tratto dal Macbeth di William Shakespeare

con Fulvio Accogli, Andrea Bartolomeo, Leonardo Capuano, Andrea Carroni, Giovanni Carroni, Maurizio Giordo, Stefano Mereu, Felice Montervino.
traduzione in sardo e consulenza linguistica Giovanni Carroni
collaborazione ai movimenti di scena Chiara Michelini
musiche: pietre sonore Pinuccio Sciola
composizioni pietre sonore: Marcellino Garau
regia, scene, luci, costumi Alessandro Serra
produzione | Sardegna Teatro e compagnia Teatropersona

Qui la rassegna stampa messa assieme da Sardegna teatro.

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