Mese: febbraio 2019

Il fulmine nella terra. Irpinia 1980 | RaiPlay

Nel novembre del 1980 avevo tre anni, i miei ricordi del terremoto hanno tutti a che fare con sensazioni fisiche: la nausea sulle scale che ondeggiano, il senso di urgenza di una pipì trattenuta in strada per ore, la fame, i piedi freddi.

Nei mesi e negli anni successivi innumerevoli tecnici del comune, vigili del fuoco, muratori e ingegneri che andavano e venivano da casa mia senza sosta. Pure un cugino che dalla Svizzera venne a Napoli per seguire i fondi destinati alla ricostruzione. I terremotati hanno occupato gli stabili del comune fino alla fine degli anni Novanta.

Il fulmine nella terra. Irpinia 1980 scritto e diretto da Mirko Di Martino, interpretato da Orazio Cerino, racconta i primi momenti immediatamente successivi al sisma, quando gli irpini, il sud, si scoprì italiano, chiedendosi dove fosse lo stato.

Lo spettacolo è su RayPlay

https://www.raiplay.it/video/2017/11/Il-fulmine-nella-terra-Irpinia-1980-fe6648cd-93c8-43bb-89c7-b2a7607b08b0.html

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150 La Gallina Canta – Coffee Hour, l’ora di Improvvisazione

150 La Gallina Canta – Coffee Hour, l’ora di Improvvisazione

Achille Campanile ingiustamente dimenticato dalla maggior parte dei programmi di letteratura italiana a scuola, è il punto di partenza di una collettanea di atti unici, basati su strutture per loro natura brevi e brillanti, di questo spettacolo allestito nell’ora di Improvvisazione teatrale di CoffeeBrecht, appuntamento fisso in sala Coffee, dove gli amatori sperimentano nuovi format.

 

150… La gallina canta
spettacolo di Improvvisazione Teatrale
regia Martiña Di Leva

In scena
Ines Antonella Barone
Mauro Frojo
Giulia Gargiulo
Livio Langella
Lucia Lombardi
Clio Di Manna
Eduardo Mignone
Francesca Miraglia
Antonella Pappalardo
Gaia Rubba

ImproPanaroCup – sfida di improvvisazione teatrale

ImproPanaroCup – sfida di improvvisazione teatrale

Il primo incontro dell’Impro Panaro Cup 2019 ha visto contendersi la vittoria, sul palco del Teatro Nest di San Giovanni a Teduccio, la squadra di Napoli Coffee Brecht e la squadra di Lecce ImprovvisArt. Le due squadre hanno gareggiato sul terreno delle Impro libere brevi, dei Monologhi, delle Canzoni improvvisate e dei generi. Proprio sul finale, quando il fato sembrava favorire ImprovvisArt, Coffee Brecht ha rimontato e vinto l’incontro!

Prima dell’incontro c’è stata l’esibizione dei terzini, prima prova di palco per i “maturandi” dell’ultimo triennio.

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L’Imprò è un format Improteatro che unisce il Match e il Theatresports, in cui due squadre, composte da quattro improvvisatrici e improvvisatori, si sfidano a colpi di game e short, suggeriti dal pubblico, sotto lo sguardo severo del/a giudice di gara, che attribuisce penalità e toglie punti, e votati mediante cartellini colorati dalla platea.

La versione partenopea coinvolge il Panaro, contenitore feticcio nel quale vengono custoditi gli input del pubblico.
Chiaro? Parlo “ostrogoto”? Beh il 9 marzo Coffee Brecht sfiderà Estro Destro Pescara, quella è l’occasione giusta per capirci qualcosa, info alla pagina di Coffee Brecht!

 

 

This is not what it is. Otello

This is not what it is. Otello

Come suggerisce il titolo, che cita il testo d Shakespeare, questo non è quello che è. Lo spettacolo prende a pretesto un’allestimento di Otello a Cipro, per muovere una critica al sistema teatrale, così come si è trasformato negli ultimi quindici anni. Soffocando le piccole realtà nella burocrazia e nella ricerca affannosa di fondi, per cui, non è più l’artista che elabora la proposta e sperimenta per poi incontrare l’ingaggio, ma se lo crea rispondendo a rigidi parametri calati dall’alto, la ricerca teatrale muore.

Visto venerdì 15 febbraio 2019.

This is not what it is. Otello
tratto da Otello di William Shakespeare
di e con Marco Sanna, Francesca Ventriglia
produzione Meridiano Zero

macbettu

macbettu

Come scrivevo su Instagram, condividendo una foto del teatro prima dell’inizio dello spettacolo, dato che il rosso, quello delle poltroncine, è il colore dell’amore e ieri era san Valentino, ho voluto celebrare il mio amore per il teatro al Bellini, assistendo a questa messa in scena originale di MacBeth, Macbettu, ricca di suggestioni ancestrali e in lingua sarda.

La forza del testo vive pienamente nella traduzione, sostenuta da un’azione scenica rituale, con attori energici e pulitissimi nelle intenzioni e nei gesti. L’apertura è nel mezzo del sabba, con le streghe che appaiono una a una simili a bestie profetizzanti ironicamente la fine di Macbettu, nell’illusione della grandezza. Le streghe, paradossali e comiche, ritmano i passaggi tra una scena e l’altra, muovendo di fatto la storia. Le forze che animano i desideri più oscuri del cuore umano infettano il mondo.  La soluzione delle scene di confronto tra Lady Macbeth, interpretata da un uomo come da tradizione elisabettiana, e Macbeth mortifica in parte il ruolo che lei ha di compagna e artefice della tragedia, ma funziona perfettamente nel discorso complessivo. La tragedia si consuma davanti a noi, in un crescendo di violenza e grottesco, all’interno di quel mondo surreale che è l’inferno di chi paga la propria brama di potere con la solitudine e il sangue, fino al ribaltamento finale.

M A C B E T T U

di Alessandro Serra

tratto dal Macbeth di William Shakespeare

con Fulvio Accogli, Andrea Bartolomeo, Leonardo Capuano, Andrea Carroni, Giovanni Carroni, Maurizio Giordo, Stefano Mereu, Felice Montervino.
traduzione in sardo e consulenza linguistica Giovanni Carroni
collaborazione ai movimenti di scena Chiara Michelini
musiche: pietre sonore Pinuccio Sciola
composizioni pietre sonore: Marcellino Garau
regia, scene, luci, costumi Alessandro Serra
produzione | Sardegna Teatro e compagnia Teatropersona

Qui la rassegna stampa messa assieme da Sardegna teatro.

Regine sorelle

Regine sorelle

Regine sorelle è lo spettacolo scritto e diretto da Mirko di Martino che racconta Maria Carolina e Maria Antonietta, sorelle, figlie di Maria Teresa d’Austria, regine rispettivamente di Francia e Napoli. Due giovani donne sole, impreparate ad affrontare un destino più grande di loro.
Sul palco Titti Nuzzolese interpretare 20 personaggi diversi nell’arco di più di un’ora di spettacolo. Un gioco scenico e linguistico che, attraverso il corpo dell’attrice, disegna un intero periodo storico. Benché nel teatro di testo attori e attrici sappiano già dove andrà la storia, una parte del lavoro è proprio sull’innocenza del personaggio, questo spettacolo è una anche una bella lezione sulla caratterizzazione dei personaggi per chi fa impro’.

Regine sorelle
con Titti Nuzzolese
drammaturgia e regia Mirko Di Martino
costumi Annalisa Ciaramella
In scena da tre anni al Teatro Tram.

 

Gli sfollati

Gli sfollati

Gli sfollati è un format di Improvvisazione teatrale ideato e diretto da Giorgio Rosa. Può apparire strano che l’improvvisazione teatrale abbia una regia, e pure è così, può esserci una regia, ma la regia nell’improv ha la funzione di creare occasioni per gli attori e le attrici. E’ un equilibrio delicato, chiaramente. Nello specifico Gli sfollati è un format incentrato sui bombardamenti che colpirono Napoli negli anni Quaranta del Novecento, durante la Seconda Guerra Mondiale.

Ieri lo spettacolo Gli Sfollati è andato in scena all’interno della rassegna di Improvvisazione teatrale concepita da Coffee Brecht, compagnia a scuola di improvvisazione teatrale partenopea, in collaborazione con l’associazione Frammenti e Magma Home.

Stasera a domani ci saranno altri spettacoli qui l’evento.

 

Gli sfollati
format di Giorgio Rosa
con Maura Bellini Edgardo Bellini Marco Biondi Martina Di Leva Daniele Mennella Silvia Ranucci
costumi Coffee Brecht

Le performance al museo. Attori e musicisti come guide d’eccezione

Le performance al museo. Attori e musicisti come guide d’eccezione

Prima domenica del mese, il Museo di Capodimonte, Napoli, continua felicemente ad aderire alle domeniche gratuite, in più trova il modo di regalare alle persone delle performance che rendono la visita ancora più piacevole, come? Consentendo ad alcuni artisti di esibirsi a cappello nelle proprie sale, le esibizioni sono a tema, ovviamente, quindi attori e attrici si fanno guide d’eccezione del museo. Un pulcinella particolarmente elegante ci racconta della fondazione del Museo, una graziosa dama affascina con le storie dei Borbone e un musicista ci educa all’ascolto attivo della musica attraverso pezzi classici e contemporanei.

Le visite teatralizzate non sono certo una novità, specialmente per chi pratica i musei europei, qui da noi sono ancora rare, e pure rendono l’esperienza molto più gratificante. Se una cosa è gratificante perché non ripeterla? Torniamo dove troviamo il piacere, sempre.

Un pallido puntino azzurro

Un pallido puntino azzurro

Ieri sera al Tram Un pallido puntino azzurro, dal testo di Christian di Furia con Roberto Galano. Un astronauta perduto nello spazio, osserva la terra e se stesso, in un doppio viaggio solitario ai limiti del sistema solare e della propria identità. Il tema fantascientifico nel teatro italiano e, in generale, nella letteratura italiana è davvero poco praticato, qui lo troviamo sviluppato in forma intimistica e poetica. Bella la scenografia, con la postazione di comando e gli schermi alle spalle del cosmonauta inseriti in un’unica struttura che sintetizza l’idea dell’astronave.

Un pallido puntino azzurro
drammaturgia di Christian di Furia
diretto e interpretato da Roberto Galano
voce fuori campo Giuseppe Rascio
costume Annalucia Palladino
produzione Teatro dei Limoni.

Testo finalista al Premio Riccione “Pier Vittorio Tondelli” 2017.