L’autore studiato Felice Sciosciammocca ci racconta di Pulcinella che pure da morto non riesce a trovare una collocazione e viene licenziato da Lucifero, costretto a tornare sulla terra per farsi una posizione, studia all’università, incontra il suo vecchio amore e, cosa accade? come inizia una storia è un problema, ma anche come finirla, come terminare questo racconto? se lo domandano Pulcinella e Felice Sciosciammocca intraprendendo un viaggio nel tempo, fino a un futuro buio e spaventoso, così il tempo si riavvolge e finalmente Pulcinella muore, più o meno, in pace.
Messa in scena divertente della maschera classica di Pulcinella che si interroga sull’identità e i tracciati di vita già segnati dalla società, con trovate d’effetto, il Vesuvio, le maschere, i simboli della partenopeità interpretati da attori energici e affiatati. Bell’esempio di commedia dell’arte anni Duemila.
Molto carino.
Foto scattate col mio cellulare senza flash e con schermo quasi del tutto oscurato per non infastidire gli attori.

Inauguro così la seconda categoria del blog, spettatrice, nella quale verranno inseriti gli spettacoli che vado a vedere a teatro, come faccio manualmente nelle cartelline con i depliant, le locandine e i biglietti, lo faccio da sempre, ne ho tantissimi. Non si tratta di recensioni, solo memorie.
Pulcinella Morto e Risorto, scritto e diretto da Alessandro Paschitto
con Alessandro Paschitto (Felice Sciosciammocca, Lucifero), Raimonda Maraviglia (Carabiniere, Arcangelo Michele, Madre, FIdanzata), Mario Autore (Pulcinella)
al Teatro Tram di Napoli

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