Giorno: 16 novembre 2018

Ho ereditato dei canarini

Prima di ereditare dei canarini avevo un’idea diversa di questi piccoli uccellini colorati. I canarini in gabbia mi facevano pena, ovviamente, a Napoli si usa tenerli per deviare la malasorte su di loro, già questo è brutto, poi tenere in gabbia qualcuno dalla nascita è una violenza gratuita e crudele.
Queste piccole animelle che cantano disperate desiderando il cielo, posso liberarle? No, mi dicono che se li liberassi morirebbero nel giro di poche ore, mangiati dai gabbiani o schiacciati sotto un’auto, quindi me li tengo così, forse.
Da quando li ho ereditati la mia idea di loro è completamente cambiata, ho scoperto che i canarini sono dei grandissimi stronzi (e stronze), se sto di spalle mi chiamano, quando mi giro mi fissano con odio, lo fanno di giorno e di notte, quello che producono non è un gaio cinguettio ma un suono più gutturale, un gorgogliare profondo, non so se rendo l’idea.
Questi stronzi fanno così dalle prime luci dell’alba, certo ho provato a coprirli, un asciugamano, niente, un grembiule nero, niente, intravedono uno spiraglio di luce e mi chiamano, si abbassano a guardarmi da una fessura tra i lembi del panno, si accorgono che è giorno e strofinano il becco contro la gabbietta, mi giro, li guardo e loro smettono.
Probabilmente sono nevrotici, folli, vivere in quaranta centimetri per trenta non dev’essere divertente, certo. Poveri, forse li uccido.