Giorno: 3 settembre 2018

Un giorno di fine agosto a Cividale del Friuli

In un giorno di fine agosto sono andata a Cividale del Friuli, c’era il Palio di San Donato e ho girato in compagnia di un’amica e del suo gruppo di rievocazione storica longobarda, che però non partecipava al Palio – essendo, a detta di molti, parecchio sotto tono e poco filologico. La rievocazione storica è archeologia sperimentale, prevede uno studio filologico di strutture, strumenti e abiti, i pomeriggi di fine agosto con le coroncine di plastica e le Dottor Martens sotto il travestimento da persona del Medioevo non fanno rievocazione, piuttosto una simpatica festicciola in stile, può andar bene, ma non è rievocazione.

Cividale è giusto il posto che volevo visitare da una vita, perché ha una storia unica, come luogo di ingresso dei Longobardi in Italia, e mentre prendevo appunti al corso di archeologia medievale, tanti anni fa, mi diceva: vieni qui.

Giusto un po’ di storia

Cividale è una piccola e ricca cittadina in provincia di Udine, in Friuli, attraversata dal fiume Natisone, fu fondata da Giulio Cesare con il nome Forum Iulii e fu scelta da Alboino e suo nipote Gisulfo come prima sede di stanziamento durante la migrazione/invasione longobarda nella penisola italica, anno domini 568. Rimase Ducato Longobardo fino all’annessione del regno ai domini franchi.

Un gran salto temporale ci porta al Novecento, quando a causa della disfatta di Caporetto, che si trova lì vicino in territorio sloveno, Cividale venne occupata dagli austro-tedeschi. Durante la Seconda Guerra Mondiale tutto il territorio del Friuli, con la Giulia (Trieste), fu annesso direttamente al Terzo Reich. La zona fu anche il luogo di una guerra civile tra partigiani filo titini e partigiani italiani, come dice wikipedia, dovuta alle rivendicazioni che la ex Jugoslavia accampava sulla regione. Successivamente è stata anche sede della GLADIO.

 

In piazza Paolo Diacono, prima piazza delle donne, c’è la casa (forse) di Paolo Diacono, il monaco che alla corte di Carlo Magno scrisse la storia del proprio popolo, la Storia dei Longobardi,  e c’è anche la presunta tomba di Gisulfo.

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In realtà l’arca ritrovata in quel punto non è affatto certo che sia la sepoltura del duca Gisulfo, gli oggetti all’interno della tomba sono databili a un’epoca di poco successiva, sul coperchio del sarcofago compare la scritta Cisul, si tratta certamente di un guerriero di alto rango, ma non è chiaro chi fosse.

 

Tutto il materiale della tomba di Gisulfo e i corredi funerari provenienti da varie necropoli della zona si trovano nel Museo Archeologico Nazionale di Cividale.

Fibule, pettini, umboni, spade, vasellame, crocette gemmate ed evangeliari, segni di quel processo di  acculturazione che portò i Longobardi, popolo barbarico teoricamente convertito al cristianesimo ariano nel momento di arrivo in Italia, a diventare cristiani cattolici indistinguibili dai latini (e i latini a essere indistinguibili dai Longobardi), attraverso duecento cinquant’anni circa di permanenza ufficiale nella penisola.

 

Bellissimi anche i mosaici romani.

cose romane civi
A sinistra: Cividale, Cortile casa Formentini di Cusano (I sec. d.C.); a destra: Cividale del Friuli, Casa Nussi (I-II sec. d.C.)

All’esterno del Museo Archeologico si trova questa simpatica iscrizione:

Cividale celebra anche il ricordo dell’attrice Adelaide Ristori, con una statua molto bella al centro di piazza Foro Giulio Cesare, mi ha sorpresa molto, dubito che esistano altre statue di attrici ricordate per il loro valore artistico, in Italia.

Dopo una bevuta a uno de baracchini messi su per il Palio di San Donato siamo andati a mangiare Al Campanile, cucina tipica friulana. Il Frico di patate (una bomba la formaggio) con polenta e per dolce la Gubana. Il vino poi mi ha schiantata, dopo non mi reggevo in piedi.

Dopo pranzo siamo andati a vedere il meraviglioso Tempietto longobardo.

 

l’Ipogeo celtico, il Museo archeologico nazionale di Cividale del Friuli, il Tempietto Longobardo, il Museo cristiano, con la meravigliosa Ara di Ratchis, la chiesta di San Cristoforo, dai bellissimi affreschi, la casa medievale più antica di Cividale, e la storia del poeta dei sassi. Verso le due abbiamo pranzato con dei piatti tipici della cucina friulana, il Frico con patate e polenta e la buonissima Gubana.