Mese: settembre 2018

Scrivo delle cose per passare un giorno a Lisbona

Una coppia di amici è partita per il Portogallo, andranno a Coibra, ma prima passeranno una giornata a Lisbona. Nella capitale portoghese ho passato un po’ di tempo qualche anno fa, l’ho amata.
.

Qualche consiglio veloce.

Fate il biglietto giornaliero, in questo modo potrete scendere a salire dai tram e dalle metro, ma se passate solo un giorno in città non conviene rintanarsi in metropolitana, meglio usare i mezzi pubblici come “bus turistici”.

Il giro inizia con un classico: il tram 28.

A piazza (praça) Martim Moniz prendete l’Eléctrico 28 (il tram) il percorso che fa è da Largo Martim Moniz a Campo Ourique 

(attenti ai borseggiatori).

Dalla
partenza a Martim Moniz scendete alla fermada (parada) Portas
Sol e poi andate a piedi al Miradouro Sta. Luzia sono due punti
panoramici molto belli.
I miradori sono belvedere sparsi sulle colline di Lisbona, il mio preferito è

Senhora do Monte, dove si trova anche la famosa scritta 

Lisboa espera por ti.

Dopo aver scattato delle belle foto riprendete il 28 e scendete a Sé, la cattedrale, in realtà ci si può andare a piedi, ma perché non prendere di nuovo il tram? 

Riprendete il 28 a Sé, adesso e avete due opzioni scendere a Chiado e fare un giro lì di mattina, oppure fare Chiado di sera e per ora continuare e scendere a Calhariz (Bica) dove trovate l’elevador da Bica, una funicolare, costa sui 3 euro e 50, però è caratteristico e vi porta da Cais do Sodré a Barrio Alto, potete fare anche a piedi, ci sono gli scalini, ma non ha molto senso perché poi dovete prendere di nuovo il 28. Quindi al max si fa in salita con l’elevador e in discesa a piedi per riprendere il 28 da Calhariz.

Quindi riprendete il 28 a Calhariz (Bica) e proseguite fino a Estrela, lì trovate il cimitero, la basilica e in zona un mercato che ha anche dei punti ristoro con dentro baracchino che fa il panino vegano (non economico, ma se avete fame).

Dopo il panino al merca tornate a Estrela e riprendete il 28 verso Martim Moniz, ma scendete a Igreja Sta. Maria Madalena, lì avete a vostra disposizione il “centro” di lisbona.

Uno screen shot della zona preso da google.map

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Prendete a piedi la strada davanti a voi e andate a Casa dos Bicos, che ha la facciata molto carina, sarebbe la Fondazione José Saramago, poi proseguite per Praça do Commécio, che dà sul punto in cui il Tago sfocia nell’oceano, tornate sui vostri passi (dopo aver fotografato i
corvi e non fatevi abbindolare dal Museo della Birra, per me è una truffa),
vi addentrate a Baixa Chado, salite per Amazéns do Chiado e lì
vicino, se non avete ancora pranzato c’è il ristorante a buffet Jardim das Cerejas, un veg. che mi è piaciuto molto. 

Siete in zona Convento do Carmo, dentro c’è il museo archeologico medievale, è un posto suggestivo. Dopo potete allungarvi alla
Igreja de Sao Roque, oppure, andate a Restauradores e prendete la via
alberata che sale, si chiama Avenida da Liberdade, è una passeggiata
elegante molto amata dai lisboeti. 

Il viale alberato stanca parecchio, arrivati a Marques de Pombal conviene prendere la metro e tornare a Rossio (con l’accento sulla i). Oppure rifate dall’interno a ritroso sulla vostra sinistra passando per l’Ateneu e proseguendo dritto, si tratta di una zona di locali, alquanto turistica, ma comunque affascinante.

Di nuovo a Rossio guardate la bellissima stazione dei treni, lì in zona, vi fate un bicchiere di Ginjinha popular (a Largo São Domingos 8), il liquorino tipico di Lisbona, e poi nella vicina Praça da Figureria prendete il tram E15 e andate a Belém (attenti ai borseggiatori), scendete alla fermata Mosteiro dos Jerónimos, pochi passi a e siete alla pasticceria più famosa del Portogallo.

Uno screen shot della zona preso da google.map

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Mangiate i Pastel de Nata o Pastel de Belém seduti ai tavolini, guardate come si producono i pastel, sono buonissimi. Dopo passeggiate
tenendo alla vostra sinistra l’oceano, andate verso la Torre di
Belém. Altro punto in cui fare tante foto!

A questo punto avete tre opzioni, la serata da fighetti a Lisboa
Factory LX (http://www.lxfactory.com/EN/welcome/) o la serata con
giro ad Alfama.

Se
scegliete la Factory dovete riprendere il tram E15 in direzione
opposta e scendere a Calvario, lì ci sono tre quattro minuti a piedi
e vi trovate alla Factory.

Non
vi fate ingannare da chi dice che dovete scendere ad Alcantara, è la
fermata sul mare poi dovete farvi una strada isaolata a piedi, meglio
Calvario. Su google map mettete “LxFactory” ovviamente Lisboa, ve la indicherà.

Per tornare in centro sempre l’E15.

Se invece scegliete Alfama, allora bisogna riprendere l’E15 e scendere a Praça do Comercio, da lì inserite Alfama in google map e vi girate il quartiere. 

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Lisbona è tranquilla, ho girato fino a sera molto tardi da sola, anche dalla Factory sono tornata di notte da sola, però Alfama, Mouraria,Barrio Alto, essendo quartieri di vicoletti nascosti e bui possono nascondere insidie, basta fare attenzione.

Non credo convenga cenare ad Alfama, essendo turistico. Tipicamente si mangia nelle Tasquinhas, le nostre trattorie zozzone, ma non servono cibo veg purtroppo.

Terza opzione per la sera: Cais do Sodré, zona ex marinai ex bordelli, dove ci sono i locali per bere e sentire musica. Difficile trovare l’opzione vegana qui, ma tutto può accadere. Il Velha senhora ha chiuso da un po’, c’era il burlesque e si ballava, non mancheranno alternative.

Da
Cais do Sodré si sale facilmente a Barrio Alto e quindi Baixa Chado.

Non
mancate di farvi la foto al tavolino del Cafe a Brasileira con la
statua di Fernando Pessoa seduto al tavolino. Si trova proprio all’uscita della metro.

Ricordate che Lisbona
è quel posto in cui a ogni discesa segue sempre una ripidissima
salita e a ogni salita segue una discesa che è sempre più stancante
della salita perché …ripidissima.

Tips!

Cose
da mangiare in generale:
Baccalà

Sardine
Caldo
verde

Pastel de Nata (Belém) vegetariano
Dolce ai fagioli
vegetariano

Non dite ai portoghesi che sono spagnoli, non parlate ai portoghesi in spagnolo, i portoghesi hanno memoria del loro passato coloniale, una storia complessa simile ma diversa da quella spagnola, i portoghesi parlano portoghese che ha una fonetica completamente diversa dallo spagnolo e ne sono orgogliosi.

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Per
farvi la foto con alle spalle la scritta “Lisboa espera por ti”,
che abbiamo tutti e tutte! Dovete salire al Miraduro Senhora do
Monte, ci salite da Martim Moniz, è una bella scarpinata, il
panorama è sicuramente bello e la scritta sugli azulejos (le
mattonelle dipinte di Lisbona che trovate ovunque si chiamano
azulejos) è fotografatissima.

Mentre
le mattonelle che vedete a terra bianche e nere si chiamano Calçada,
nel vostro giro le trovate soprattutto su Rua Augusta, la strada che da Praça do
Comercio porta verso il centro.

A
vida portuguesa è il negozio di articoli casalinghi e da regalo con
design d’epoca, quello più congeniale per voi è tra Baixa Chado e
Barrio Alto.

Da Praça do Comercio si vede il ponte 25 aprile, molto bello, dall’altro lato ci sono le spiagge e la grande statua di Cristo, copia di quella che si trova a Rio De Janeiro.

Boa
Viagem!

Un giorno di fine agosto a Cividale del Friuli

In un giorno di fine agosto sono andata a Cividale del Friuli, c’era il Palio di San Donato e ho girato in compagnia di un’amica e del suo gruppo di rievocazione storica longobarda, che però non partecipava al Palio – essendo, a detta di molti, parecchio sotto tono e poco filologico. La rievocazione storica è archeologia sperimentale, prevede uno studio filologico di strutture, strumenti e abiti, i pomeriggi di fine agosto con le coroncine di plastica e le Dottor Martens sotto il travestimento da persona del Medioevo non fanno rievocazione, piuttosto una simpatica festicciola in stile, può andar bene, ma non è rievocazione.

Cividale è giusto il posto che volevo visitare da una vita, perché ha una storia unica, come luogo di ingresso dei Longobardi in Italia, e mentre prendevo appunti al corso di archeologia medievale, tanti anni fa, mi diceva: vieni qui.

Giusto un po’ di storia

Cividale è una piccola e ricca cittadina in provincia di Udine, in Friuli, attraversata dal fiume Natisone, fu fondata da Giulio Cesare con il nome Forum Iulii e fu scelta da Alboino e suo nipote Gisulfo come prima sede di stanziamento durante la migrazione/invasione longobarda nella penisola italica, anno domini 568. Rimase Ducato Longobardo fino all’annessione del regno ai domini franchi.

Un gran salto temporale ci porta al Novecento, quando a causa della disfatta di Caporetto, che si trova lì vicino in territorio sloveno, Cividale venne occupata dagli austro-tedeschi. Durante la Seconda Guerra Mondiale tutto il territorio del Friuli, con la Giulia (Trieste), fu annesso direttamente al Terzo Reich. La zona fu anche il luogo di una guerra civile tra partigiani filo titini e partigiani italiani, come dice wikipedia, dovuta alle rivendicazioni che la ex Jugoslavia accampava sulla regione. Successivamente è stata anche sede della GLADIO.

 

In piazza Paolo Diacono, prima piazza delle donne, c’è la casa (forse) di Paolo Diacono, il monaco che alla corte di Carlo Magno scrisse la storia del proprio popolo, la Storia dei Longobardi,  e c’è anche la presunta tomba di Gisulfo.

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In realtà l’arca ritrovata in quel punto non è affatto certo che sia la sepoltura del duca Gisulfo, gli oggetti all’interno della tomba sono databili a un’epoca di poco successiva, sul coperchio del sarcofago compare la scritta Cisul, si tratta certamente di un guerriero di alto rango, ma non è chiaro chi fosse.

 

Tutto il materiale della tomba di Gisulfo e i corredi funerari provenienti da varie necropoli della zona si trovano nel Museo Archeologico Nazionale di Cividale.

Fibule, pettini, umboni, spade, vasellame, crocette gemmate ed evangeliari, segni di quel processo di  acculturazione che portò i Longobardi, popolo barbarico teoricamente convertito al cristianesimo ariano nel momento di arrivo in Italia, a diventare cristiani cattolici indistinguibili dai latini (e i latini a essere indistinguibili dai Longobardi), attraverso duecento cinquant’anni circa di permanenza ufficiale nella penisola.

 

Bellissimi anche i mosaici romani.

cose romane civi
A sinistra: Cividale, Cortile casa Formentini di Cusano (I sec. d.C.); a destra: Cividale del Friuli, Casa Nussi (I-II sec. d.C.)

All’esterno del Museo Archeologico si trova questa simpatica iscrizione:

Cividale celebra anche il ricordo dell’attrice Adelaide Ristori, con una statua molto bella al centro di piazza Foro Giulio Cesare, mi ha sorpresa molto, dubito che esistano altre statue di attrici ricordate per il loro valore artistico, in Italia.

Dopo una bevuta a uno de baracchini messi su per il Palio di San Donato siamo andati a mangiare Al Campanile, cucina tipica friulana. Il Frico di patate (una bomba la formaggio) con polenta e per dolce la Gubana. Il vino poi mi ha schiantata, dopo non mi reggevo in piedi.

Dopo pranzo siamo andati a vedere il meraviglioso Tempietto longobardo.

 

l’Ipogeo celtico, il Museo archeologico nazionale di Cividale del Friuli, il Tempietto Longobardo, il Museo cristiano, con la meravigliosa Ara di Ratchis, la chiesta di San Cristoforo, dai bellissimi affreschi, la casa medievale più antica di Cividale, e la storia del poeta dei sassi. Verso le due abbiamo pranzato con dei piatti tipici della cucina friulana, il Frico con patate e polenta e la buonissima Gubana.