Mese: febbraio 2015

Amantes del Arte en el exilio Henri Matisse, Camino en el Bois de Boulogne, 1902. Óleo sobre lienzo, 65 x 81.5 cm, Museo Pushkin, Moscú, Rusia

E quindi leggo in giro che Conti ha chiamato “Tom” Conchita, riferendosi a lei col maschile.
Ma è o non è ridicolo ‘sto Sanremo? è o non è ridicolo ‘sto paese?

La seta è morte. L’artigianato può utilizzare altri materiali per mantenere vivo un sapere e un’industria, adottando uno sguardo e una pratica etiche.
A San Leucio potrebbero cogliere l’occasione.

Col freddo di questi giorni stanno sgomberando 40 famiglie.
E noi vorremmo pure un briciolo di “umanità” per i profughi?

 

Che la gente muore nel mare gelato, molte persone, me compresa, vorrebbe un trattamento diverso per chi attraversa il mediterraneo. Ma in un paese che sfratta adult e bambini in pieno inverno, come si può chiedere di non far morire gente che viene “da fuori”.

L’idiozia regna.
“Casomai qualcuno si fosse chiesto che diamine ci facesse una famiglia con sedici figli nella prima serata di Sanremo, la risposta era già nota su Tempi.it, testata ultrà del cattolicesimo . Gli Anania erano all’Ariston “per bilanciare l’invito alla drag queen austriaca Conchita Wurst”.
Per bilanciare, dunque, un’esibizione artistica, gli autori (chi sono, a proposito? Giuro di aver trascorso gli ultimi trenta minuti a cercarne i nomi, senza esito, ma sicuramente è un mio limite) optano per un’esibizione etica. La vera famiglia italiana, sembra essere il sottotesto, è questa. Perché in altro modo non è spiegabile la presenza degli Anania: un contentino da dare a crociati e sentinelle che a ogni sorger del sole protestano contro “l’ideologia gender”.
Quando, sabato scorso, parlavo dell’esigenza di trovare nuove parole per raccontare le famiglie (plurale, accidenti, plurale!), le donne, la genitorialità, intendevo esattamente questo. C’è una narrazione che giorno dopo giorno afferma che è necessario, e rassicurante assai, tornare a un impossibile passato (se possibile, peggiorato). Possiamo ignorarla e concentrarci sui vestiti di cantanti e conduttrici, o passare in modi più lieti la serata. Però quelle narrazioni restano, e ci dicono che in tempi economicamente scurissimi è bene sospingere le donne verso la casa e i figli (perché tante mamme casalinghe fanno comodo, di questo periodo). Comunque la si pensi, resta una domanda: perdonate, autori di Sanremo, ma mi piacerebbe sapere in quali altri programmi di intrattenimento europei si “bilancia” applaudendo lo Spirito Santo.”
http://loredanalipperini.blog.kataweb.it/lipperatura/2015/02/11/applaudire-lo-spirito-santo/