N.P.

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Iniziato il Nov 21, 1997
Finito il Nov 25, 1997

N.P.
Banana Yoshimoto
Giorgio Amitrano (Traduttore)
Feltrinelli

Incipit

“Quello che sapevo era che Sarao Takase, oscuro scrittore, aveva vissuto in America, e durante la sua oscura esistenza aveva scritto una serie di racconti.
Che a quarantotto anni era morto suicida.
Che dalla moglie da cui era separato aveva avuto due figli.
Che i suoi racconti, raccolti in un volume, per breve tempo furono un best-seller in America.
Il titolo del libro: N.P.
Comprende novantasette racconti. Forse per l’incostanza dell’autore, il libro non è che il susseguirsi di storie brevissime, poco più di semplici bozzetti.
Queste cose le avevo sapute da Shōji, il mio ragazzo di un tempo. Era stato lui a ritrovare il racconto n. 98, mai pubblicato, e a tradurlo.

Nel gioco dei Centoracconti al termine della centesima storia accadeva qualcosa. Ma il racconto n. 100 sono stata io a viverlo durante l’estate. Ho la sensazione di averlo vissuto in prima persona, sulla mia pelle. Di essere stata risucchiata in un vortice d’aria nel cielo d’estate. Sì, tutto ciò che è accaduto durante quel breve periodo è stato un racconto.”

pag 9

“Quella mattina mi svegliai all’improvviso. La prima cosa che mi colpì gli occhi fu il cielo trasparente d’estate che filtrava da una fessura della tenda. Il suo colore assomigliava a quello del sogno dal quale mi ero appena svegliata.
Nel sogno piangevo. Mi aveva lasciato uno strascico, come se dal fiume limpido del sogno fossi tornata con una manciata di sabbia dorata.
Piangevo perché ero triste, o perché mi ero liberata di qualcosa di triste? In ogni caso non avrei voluto ancora svegliarmi, pensai confusamente.
Un vento fresco penetrava dalla finestra socchiusa.”

pag 19

“In ogni caso fu allora che per la prima volta provai un profondo interesse per le parole, queste cose che si dileguano nel momento stesso in cui vengono espresse. Strumenti che contengono allo stesso tempo l’attimo e l’eternità.”

pag 25

“Mi innamorai di lui quand’ero al liceo, me ne innamorai al punto di assorbire tutto di lui con un trasporto assoluto.
Quasi tutti i giorni uscivamo insieme, o io andavo a casa sua, a volte aiutandolo nelle traduzioni. Quando stava con me sembrava felice. Su questo potrei giurare.
Ma col tempo si erano formati dei nodi nella sua vita e io non ero assolutamente in grado di fermare una stanchezza che aveva cominciato a crescere in lui molto prima di conoscermi.
Mi era impossibile comprendere veramente quel lato oscuro che occupava una parte così grande della sua personalità e che tanto fascino esercitava su di me.
Io ero una farfalla volata nella stanza del suo essere, dove la lampadina aveva già cominciato a bruciare. Anche se gli ero stata di conforto, portando in quel buio la scia luccicante della luce del giorno non avevo fatto che creare maggiore confusione. “

pag 32

“Avrei voluto potergli ricordare tutte le cose che avevamo visto nel corso del nostro amore, la sensazione delle tiepide sere d’estate, la bellezza dei palazzi tinti di arancione visti con gli occhi assonnati dal taxi che cir iportava a casa nella luce dell’alba, e poi le lacrime, lemani calde che si toccavano, il forte profumo di tutto questo. Con la forza della disperazione di una donna alla fine di un amore, quando sente che sta per essere abbandonata.”

pag 35

“In accordo con il suo nome, Saki assomigliava ad un fiore. Era piena di una delicata allegria. Sembrava vibrare nel vento, gli occhi spalancati in una gioiosa aspettativa nei confronti della vita. “

pag 38

“Non lo sapevo. In quel momento non potevo fare altro che aspettare quello che sarebbe venuto. Pregando che qualunque cosa fosse arrivata, io riuscissi a fare del mio meglio.”

pag 43

“”Ti piace l’estate?” chiese Saki.
“Da morire. Non penso ad altro tutto il tempo.”
“Allora è una passione.”
“E a te?”
“A me piace la primavera. Però ti capisco. La tua eccitazione si trasmette anche a chi ti sta vicino.”
“La aspetto con un desiderio incontrollabile,” ammisi ridendo. “

pag 44

“Il suo sorriso ricordava un grande girasole. Era così bello e radioso nella luce del sole che dovetti socchiudere gli occhi. Cominciava l’estate.”

pag 45

“La primavera del mio primo anno in Giappne non faceva che piovere. Io non ci vedevo nessun aspetto positivo, la trovavo solo deprimente. Ma una volta che ero in taxi sotto la pioggia, vedendo i fiori di ciliegio provai un’emozione incredibile. Il cielo era nuvoloso e il finestrino era tutto ricoperto di gocce di pioggia, così fuori nons i vedeva quasi niente, proprio come adesso. Oltre il vetro c’era una rete metallica verde che correva lungo i binari della ferrovia, e dietro quella rete a un tratto apparve il colore rosato dei fiori di ciliegio. Era dappertutto. La prima volta che li notai fu attraverso quel doppio filtro, e in quel momento scoprii questo mistero giapponese: i ciliegi che in roimavera fioriscono da tutte le parti come impazziti.”

pag 51

“Una strana ragazza, che non assomigliava a nessun’altra mai vista. Non era di un’eccezionale bellezza,e nemmeno particolarmente carina. Ma aveva fascino. Un fascino simile allo scintillare istinto di una belva, simile all’aggregato da cui sprigiona l’intelligenza. “

pag 55

“Pensai con amore alla mia casa, come a una navicella nel porto.”

pag 59

“L’azzurro del cielo era così intenso da ferire lo sguardo.”

pag 64

“Vedi non si può dire di conoscere qualcuno se non lo si frequenta,” sorrise Saki. “se non si cerca di scoprire i suoi lati imprevedibili.”

pag 69

“Ho conosciuto l’amore, le separazioni, la morte di un amante, e con l’accumularsi degli anni tutte le cose che mi trovo davanti hanno cominciato a sembrarmi uguali. Mi è diventato impossibile distinguere tra il buono e il cattivo, il migliore e il peggiore. La mia unica paura è che i brutti ricordi possano aumentare. Ormai non faccio che pensare: se solo il tempo potesse fermarsi in questo momento, se l’estate potesse durare per sempre. Non ho più coraggio. “

pag 79

“C’era una pace così, senza tempo, profonda come la notte.
La notte assomiglia a Sui.
Se ci si pensa di giorno sembra qualcosa di lontano e di vago. Ma quando finalmente arriva, la sua carezza dalle dita di tenebra è di una purezza sconfinata, quasi insostenibile.”

pag 94

“L’erba sembrava respirare sotto le mie dita.”

pag 98

“Nel cuore dell’estate c’è un periodo molto strano, che dura una o due settimane. Sotto i raggi di un sole che splende immutabile, molte cose piano piano si evolvono. Sentimenti ed eventi. Intanto, in segreto, l’autunno affila le sue zanne. E così, mentre si è ancora sotto l’illusione che il tempo si sia fermato, un mattino di colpo si scopre, in alto nel cielo, un vento freddo. “

pag 104

“E’ strana la notte: per quelli che si addormentano subito dura solo un attimo, mentre per chi la passa completamente in bianco, diventa così lunga che è come vivere una vita supplementare e sembra quasi un privilegio.”

pag 105

“Era una scena così calma che sembrava di vederla da una finestra aperta nella carne di Shōji.”

pag 108

“Mi sembra di essere ubriaca anche se non ho bevuto. Non ho una voce strana?”
Nel silenzio della notte la mia voce risuonò soffocata.
“Saranno i ricordi che ti ubriacano.”

pag 109

“A volte penso che tutte le persone che ho incontrato (…) siano un po’ annacquate. Io invece sono un caso a parte. Ho sempre pensato che le persone fossero più strane, più disoneste, disordinate, vili, nobili, insomma che avessero molti più strati. Che la vita, l’amore, fossero cose incredibili. Io sono di volta in volta femminile, forte, fragile, capace, dopo aver litigato fino a restare senza voce, di guardare insieme la luna mano nella mano, di provare ogni giorno sensazioni diverse facendo le stesse cose. Di piangere e di far paura. Ma restando sempre me stessa. Ogni volta che esco per incontrare qualcuno che mi piace, non importa chi è, o quante volte è già accaduto, per l’ennesima volta mi faccio bella ed esco. Io non ragiono, seguo l’istinto. “

pag 113

“Anzi, la storia di quell’estate è difficile da raccontare sin dall’inizio. Quello che resta è un sole caldissimo, e poi una forte sensazione di assenza. La mia assenza. La posizione che occupavo. Il ruolo che giocavo. La posizione dei miei sentimenti. È come se in quel tempo io fossi stata l’estate. E con gli occhi dell’estate, nel corso di quell’esperienza irripetibile, io vidi una donna. Sui.
Diventando parte dell’aria che l’avvolgeva, assorbii quella sua tristezza sempre un po’ indecifrabile. Ho l’impressione che mi sia rimasta dentro ancora adesso. Guardai il tentativo di realizzare l’amore fino in fondo da parte di una persona che impegnava tutte le sue risorse mentre viveva con un destino avverso, col suo spirito che chiamava il destino avverso. “

pag 120

“Dietro un velo di lacrime guardai il cielo, il mare, la sabbia, il fuoco del falò che tremava. Entrò dentro di me tutto insieme, a una velocità lacerante, da capogiro. Tutto era così bello, tutto quello che era accaduto era stato bello, di una bellezza violenta, da impazzire. “

pag 159

 

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