Giorno: 18 giugno 2006

Chiedi alla polvere

Mi sono domandata: “Perchè fare un film su Chiedi alla polvere per straziarne il significato?” Di Arturo Bandini che amava uomini e animali dello stesso amore ma era un inetto, un supponente che solo grazie a un paio di colpi di fortuna e uno scafato editore riesce a tirare del buono da ciò che scrive, perseguitato da se stesso e da un credo religioso che è superstizione infantile più che fede di adulto, del sognatore lunatico di Fante cosa resta in questo film lungo ed eccessivamente colorato(va bene che c’è polvere ma tutto dello stesso colore no però!)? Niente. Bandini si trasforma in un piccolo eroe (un simpatico) all’interno di una schizofrenica e interraziale storia d’amore con Camilla Lopez, personaggio moderno, forte, nel libro che si trasforma in una pazza isterica, una sconclusionata nel film dove le azioni appaiono prive di qualsiasi significato, vuote e ingiustificate, e le battute tratte dal libro buttate a casaccio così giusto per giustificare il titolo, per non parlare di ciò che hanno fatto al mio personaggio preferito: Vera!
Il regista (uno che Fante persino lo conosceva, a quanto pare, e ne è appassionato) decide di soffermarsi sulle banalità più che sulle idee importanti del libro e taglia fatti portatori di significato come lo scambio di danaro con sua madre, ciò che non accade sulla spiaggia, ciò che accade nell’armadio, ciò che fa Bandini dopo il terremoto e come poi racconta l’accaduto, etc ; laddove gli pareva che la storia zoppicasse (!?!?!?) poi inventa di sana pianta (addirittura il finale), inventa cose improbabili, incoerenti con la natura dei personaggi che dopo i primi 10 minuti diventano solo piatte figurelle. Mi sono persino appisolata.

Mi scusi ho sbagliato numero. Buon compleanno a chi?

In programma c’era un compleanno da festeggiare ieri sera, ma non sempre i programmi vengono rispettati poiché, spesso, i motori cedono e la frizione si brucia. Qualcosa è cambiato, ho pensato che certe telefonate somigliano più a:”Mi scusi ho sbagliato numero”, che a:”Vorrei che fossi qui”. E i treni deragliano, viaggiare sul mulo era più sicuro, ma questa è la crescita si dice, questa è l’età adulta. Nell’inconveniente mi sei mancata moltissimo, noi abbiamo ripiegato su una cena all’aperto, in strada, proprio qui vicino a casa mia. Ti volevo dire che qualcosa è cambiato, mentre il tifo agitava i camerieri un ambulante si aggirava tra i tavoli sul marciapiedi, non un alito di vento tra le fioriere e i frutti di mare erano freschissimi e il suo sguardo dolcissimo. Oggi è ancora domenica di requie. Buon compleanno a chi?