Poi una gran confusione, davvero, di silenzi e accadimenti. Una specie di piccola ansia cresciuta nel bagliore opalescente dei mattini ovattati di quest’inverno freddo e umido, notturne ambientazioni, superfici di ghiaccio lame una armatura possente. Assente nei moti e nelle coscienze, un desiderio troppo grande che non si spegne. Fuori adesso mi acchiappa mi divincolo ma incespico, cado al suolo, soffici filamenti verdi come capelli attutiscono il colpo lattee ranuncole mi accarezzano le carni e uno scricciolo curioso allarma trillando il sottobosco, un fremito, mi lascio afferrare per le caviglie, mi attorciglio alle radici.
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