Alba di mezzogiorno

Trafelata prepara il pranzo di ritorno dal mercato, il rumore delle stoviglie che cozzano in cucina è lontano e attutito dalle coperte pesanti che mi coprono come un guscio contro il nuovo sole di lunedì. Lingue di luce sul letto sparpagliati libri e vestiti che faccio cadere stendendo le gambe, mi sono riaddormentata dopo un tremendo incubo avvolta nello scialle a fantasia peruviana e la lucetta accesa, non è bastato girare il cuscino per scacciarlo.
Domani arriva sempre inopportuno e le sue parole d’amore dovrebbero consolarmi ma io non riesco a provare che pena.
Le persone camminano tenendosi sotto braccio, sembrano vivere con facilità, si lasciano trasportare dalla vita stessa. Chi ha un cuore pesante resta fermo a farsi battere dal vento. Sul pavimento una pila di libri e cd ai quali non so trovare posto, nei quali inciampo quando squilla il telefono e mi alzo, scalza, addosso solo lo scialle e la t-shirt stampata touch me sul cuore, rispondo: pronto, mia madre allegra dice dalla cornetta che le sue analisi sono apposto che tornerà tardi da lavoro, chiede se dormivo. No ero sveglia ti voglio bene.
Adesso che sono qui e le piante sono verdi e il sole è giallo, mi domando: perché sono rimasta così a lungo a letto? Non è poi così difficile stare in piedi. Ritorno per infilare le pantofole, recuperare qualcosa da mettere, le lenzuola di flanella sono tiepide, fin qui arriva l’odore del soffritto di cipolle e pancetta.

  • Senza categoria

Lascia un commento