Giorno: 21 luglio 2005

Due autunni, due Natali, due capodanni, due scarse primavere

Una manciata di polpettine dorate accompagnate da patate novelle cotte al vapore e della marmellata di ribes, orologi metallici, la bella vetrata e la vista che si spareggia nel vuoto dell’immenso parcheggio.
Automobiline automobiline, tutte ordinate tutte colorate.
Questo mi resta di noi due.
Gli scontrini nel mio borsellino raccontano di un libro comprato ad aprile, una maglia a dicembre, cianfrusaglie di marzo, frammenti di un pensiero che sembrava poetico e adesso è indecifrabile, scarabocchi sul retro di un invito.
Le mie mani che dividono separano democratiche e materne, sorelle, bambine gemelle.
Giochiamo, io sono la principessa e tu il cavaliere, giochiamo a fare la spesa.
Una cucina e due e tre…una fila di letti, una pila di cuscini, qualcuno che conosci e da cui vuoi scappare.
Questo mi resta di noi due.
Due autunni, due Natali, due capodanni. Due scarse primavere.. c’è sempre tempo per recuperare. Una estate travagliata, l’altra non è ancora passata.

Mi sarebbe bastata una carezza

Mi sarebbe bastata una carezza, avrei vissuto per sempre nel caldo ricordo della tua mano. Mentre adesso posso solo scrivere della tua fuga, dei tuoi inganni e di quei ragni rossi, infaticabili, persistenti, numerosi, che si nutrono di sole sul mio terrazzo desolato, così come io stessa mi nutro di questa silenziosa arida desolazione.
Avrei avuto di che lodarti parlando di te a queste minuscole animelle insidiose, se tu mi avessi lasciato almeno la parvenza di una parola gentile.