Giorno: 25 giugno 2005

Giardino

Nel mio giardino non ci sono alberi di limone.
Nel mio giardino il sole ha spaccato il terreno, il vento ha divelto il cancelletto che ora, interrato e confuso alle erbe maligne, si contorce dolorosamente.
Certe volte viaggiatori solitari si affacciano.
Per guardare oltre l’arido sterro dell’entrata fanno pochi passi in avanti, ma subito ritirano il piede davanti all’intricato intreccio di rovi che a un certo punto ostacola il cammino.
Nel mio giardino non c’è falda sotterranea che alimenti fiori o frutti selvatici, l’erba cresce dopo la pioggia e brucia al primo sole.
Dal mio giardino anche gli insetti sono fuggiti.

[Addii]

Vestiti neri e occhi dipinti non fanno di me una strega o una fata, ma solo una bimba che sola cammina. Discorsi eruditi e linguaggio forbito non fanno di me una donna di sapienza e di verbo, ma solo l’ombra di un’apparenza. Né le tue mani strette all’ancora circolare di un’auto rossa, fanno di te un pilota di formula uno. Né le mie scarpe col tacco daranno alle mie anche la giusta andatura. Né un calendario fermo sempre allo stesso mese potrà evitare che le stagioni svaniscano.
Tu mi raccogli tra i tuoi pensieri. In questa assenza di spazio mi adagio. Gli istanti scadono come grani dalla pigna.
Vestiti neri e occhi dipinti non fanno di me una strega o una fata, ma solo una bimba che sola cammina. Discorsi eruditi e linguaggio forbito non fanno di me una donna di sapienza e di verbo, ma solo l’ombra di un’apparenza.
Né una triste musica profumata di allegria può dare al tuo addio il gusto di una pietanza esotica.